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Intervista al campione olimpico di marcia 2008

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08/08/2012 13:31 · Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284917
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dudi
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Ciao ragazze ! Oggi conferenza stampa al campione olimpico di marcia 2008 ...
I vostri pensieri...

08/08/2012 13:47 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284920
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Adriano
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Aggiungo il link a un articolo sulla conferenza stampa:
www.gazzetta.it/Olimpiadi/08-08-2012/schwazer-9121...7937.shtml

08/08/2012 14:19 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284930
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titty
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vorrei sapere tutte le pressioni che sono state messe a questo ragazzo, tutte le cose che tutti avrebbero detto se non avesse vinto le olimpiad se avesse partecipatoi... ok ha fatto una cavolata probabilmente perchè non ha avuto un carattere forte da reagire a tutte queste pressioni... sarà sicuramente in parte colpa sua ma decisamente non solo... quindi esamino di coscienza prima di dire che è un drogato o chissà che come ormai fa un sacco di gente che magari fino a 2 giorni fa diceva alla pellegrini di andarsene a casa perchè faceva schifo... poi ci chiediamo perchè succedono queste cose!!!

08/08/2012 14:33 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284931
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Io credo che abbia detto delle cose giustissime ...che molte persone sanno... ma fanno finta di non sapere... Secondo me rimane un grande atleta anche dopo quello che ha fatto; e merita un grandissimo rispetto non solo per le competizioni che ha fatto ma anche per quello che è, e soprattutto per quello che ha detto nelle interviste.
Poi ...credo che tutti nella vita qualche volta possiamo avere dei momenti bui che nn sono solo causati da noi ma forse,anche dall'ambiente che ci circonda.
Ha fatto un grande errore ma nella conferenza stampa è sembrato molto sincero, pentito e sofferente del suo errore.

08/08/2012 14:36 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284932
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Sono d'accordo con Titty :)

08/08/2012 15:20 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284934
Avatar di Nykee
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Nykee
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si è tolto un peso enorme...va bene così...pensi alla sua vita da essere umano ,ora, e non a voler far contenti sponsor e giornalisti con le medaglie...c'è altro nella vita...

08/08/2012 16:01 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284935
Avatar di Elettra_dancer
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Elettra_dancer
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Sono d'accordissimo con voi!!
E' vero, i giornalisti sparano a zero se non vinci, quindi la pressione è altissima!!
Poi dall'intervista sembra proprio che abbia fatto per forza questo sport negli ultimi anni, quindi non è giusto per lui, sono stati in troppi a decidere al posto suo!
Se avesse voluto imbrogliare davvero, non si sarebbe fatto beccare così..il suo è un grido d'aiuto e spero che sia ascoltato e non usato dai media come capro espiatorio o additato a vita! Spero lo lascino in pace!!
Ricordiamoci che gli atleti sono esseri umani!!
La cosa che mi dispiace davvero è che ora mettano in discussione la medaglia di Pechino!!
Spero che abbia una vita serena e che si riprenda.

08/08/2012 17:10 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284941
Avatar di Lis
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Lis
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Io non mi permetto minimamente di giudicarlo.... Si vede il malessere e il dolore dal suo viso per la consapevolezza di quello che ha fatto.... Non ha fatto male solo a sè stesso ma al suo allenatore a chi credeva il lui a chi lo ammira e gli vuole bene.... È consapevole di questo e purtroppo ne pagherà le conseguenze..... Noi in Italia siamo famosi per mettere su un piedistallo i campioni e denigrarli se non ottengono sempre i primi posti..... Non capiamo cosa ci sia dietro.... Quanta pressione e quanti sacrifici.... Questo non lo giustifica.... Ma una cosa è certa... Era un grande campione.... Ha fatto un errore grandissimo ma è anche un essere umano con i suoi problemi le sue insicurezze i suoi difetti.... Quello che spero con tutto il cuore è che non lasci lo sport che ama.... che rinizi da capo senza grandi aspettative.... Che qualcuno gli dia l'opportunità di far vedere che anche dopo un momento di debolezza ci si puó rialzare.... Spero che non gli chiudano tutte le porte.... Sapeva che avrebbero scoperto tutto, si è reso conto del male che ha fatto a sè stesso ma a questo mondo c'è molto di peggio..... spero che possa ritrovare un giorno la serenità.....

08/08/2012 20:04 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284962
Avatar di Lis
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Lis
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Dalle precedenti interviste voleva già ritirarsi da tempo..... Non
Provava più gioia nel praticare il suo sport.... di certo non stava per niente bene..... Ecco alcune interviste degli anni passati:

E’ terminata la 50 km di marcia agli Europei di Barcellona e purtroppo non ci sono belle notizie per Alex Schwazer, il campione olimpico di Pechino 2008 che dopo aver raggiunto l’argento nella 20 km di tre giorni fa oggi, nella sua specialità (la 50km appunto), si è arreso al 35° km a causa di un problema muscolare.

Non solo problemi fisici però per il campione altoatesino al quale sembrano mancare le motivazioni dopo quell’oro olimpico che gli ha cambiato la vita: ‘Da due anni non riesco più a gioire. Una gara così, con un minimo di condizione, l'avrei dominata. In questo sport devi essere umile, avere voglia di spaccare il mondo, ma per me dopo i Giochi è tutto scontato. Non mi diverto più. Se arrivo secondo è già una delusione. Devo rispettare chi è qui e fatica, così non va bene. Devo pensarci’. Ed infine parlando della gara di oggi conclude: ‘È stato un problema muscolare, ma sulle lunghe distanze è difficile andare avanti se non stai bene’.

Trentuno luglio 2010. Barcellona, Europei di atletica. Il francese Yohann Diniz va in fuga nella 50 km di marcia, diventandone campione europeo. Dietro, Alex Schwazer, è colto dai crampi allo stomaco e si ritira, senza nemmeno tentare l'inseguimento, semplicemente perchè non voleva farlo. Eppure l'oro pareva essere alla sua portata dopo l'argento conquistato nella 20 km ma l'altoatesino in una maschera di sofferenza e disgusto dirà di aver avuto la nausea su quel podio.
"Avrei preferito essere a letto. Non me ne fregava niente". Parole come coltellate che si aggiungono ad altre dichiarazioni a fendente: "Sono sazio, moscio. Mi fa male vedermi così e non voglio più fare certe figure". Non lo dirà mai in modo diretto, ma si tratta di una resa, di un messaggio preciso: lascio, mi ritiro. Pensare che durante la primavera di due anni fa, Schwazer si era già ritirato e si allenava da solo, non voleva nemmeno i consigli di una pietra miliare della nostra marcia come Sandro Damilano. I colleghi già lo guardavano di traverso da mesi, perchè il carabiniere originario di Vipiteno non legava e non faceva gruppo da un po' di tempo e senza motivo. "Non sono pentito di aver tentato due gare – disse sempre a proposito dell'Europeo spagnolo - era l'unico modo per trovare una motivazione, ma se esserci non basta più significa che il problema è serio". 

Intervista di oggi:

Alex Schwazer merita l'oro. Solo un campione ammette le sue colpe.



Non merita niente chi lo mette alla gogna


Alex si è dopato, ma resta un campione, forse più grande, per questa lunghissima marcia di verità.
Quella medaglia d’oro al collo vinta alle olimpiadi di Pechino pesa come una pietra appesa al collo di un suicida. E pesano i giudizi senza pietà scagliati contro Alex Schwazer, come pietre di una lapidazione.  La sua gogna pubblica, davanti a un plotone di esecuzione di giornalisti è la rappresentazione di una tragedia moderna, non solo privata. Non siamo più capaci di comprendere, di capire che a volte gli sbagli dei singoli non sono che il riflesso di responsabilità più grandi e che possono coinvolgere anche tanti che adesso lanciano giudizi impietosi. Siamo u paese cattolico senza la vocazione del persono, della comprensione umana, del rispetto anche per ch sbaglia. E Alex ha sbagliato, ma poi ha avuto la forza di ammetterlo. E non importa che abbia aspettato di essere scoperto. Forse ha ragione lui quando dice che voleva che tutto finisse e che in fondo il suo è stato un suicidio non assistito. Parla l’italiano come un tedesco, Alex,  e piange come un bambino che chiede scusa e perdono. <Io ho fatto questa decisione da solo. Era una cosa mia e non volevo mettere nei guai nessuno. Mi sono informato su internet. Posso assicurarvi che con internet s può sapere tutto. Sono andato in Turchia e mi sono procurato l’Epo in farmacia>. Spiega tutto Alex anche se in molti non gli credono. E mentre parla e piange, tra le lacrime e le pause racconta il mondo dello sport, spietato. Altro che De Coubertin. Le aspettative degli altri, le tue, le pressioni sono tali da trasformare un bravo ragazzo. Lo sport fa bene? Mica tanto a sentire Alex e il suo calvario da campione. Adesso quelli che danno tutti diranno che non aveva la stoffa, che non aveva le palle per tenere la tensione. Può essere. Ma per i nostri ragazzi, per il nostro sport vogliamo questo? Una Sparta che sacrifica chi ha difficoltà? Io no, non so voi. <Io non ce la facevo più. Il mio sogno è fare un lavoro che mi da soddisfazione e poi tornare a casa e trovare la mia fidanzata, non una volta al mese, e vedere i miei genitori non due volte all’anno. Voi non avete idea quanti sacrifici ho fatto per questa gara, e se poi va male sei un grande coglione. E io non ho più voglia di essere giudicato per una singola prestazione. Come non mi è mai piaciuto essere osannato quando vincevo. Perché questa non è la realtà>.
 
La confessione di Alex mi commuove e mi convince: <Prima non avevo mai fatto uso di sostanze dopanti e stare da solo in una stanza sapendo cosa stavo per fare è stato bruttissimo, difficile.
Poi mi sono allenato come sempre, normalmente. Dopo il controllo antidoping del  13 luglio ho iniziato a fare le iniezioni di Epo>.
E ancora: <Queste sono state le settimane più difficili della mia vita, perché si dice che con il doping si va più forte ma psicologicamente per me è stata una mazzata perché ogni giorno dovevo dire le bugie alla mia fidanzata. Ogni giorno mi sono alzato alle 3, alle 3 alle 4, di mattina perché sapevo che dalle 6 in poi può venire il controllo antidoping e dovevo dire alla mia fidanzata di non aprire se no risultavo positivo. E per me questo è stato difficilissimo. E visto che  non sono un medico  forse ho anche sbagliato. Mi sono ammalato e non sono andato alla 20 chilometri perché stavo male, non ero in grado di affrontare la gara, ero distrutto. Il 29 di luglio mi sono fatto l’ultima iniezione e sono tornato a casa, il compleanno di mia madre. E lunedì 30 hanno suonato a casa mia e io sapevo che era il controllo anti doping ma non avevo la forza di dire a mia madre di non aprire. Potevo farlo. Ma non avevo più la forza e non vedevo l’ora che finisse tutto. Sapevo che ero positivo. Ho fatto un'altra settimana incredibile e poi due giorni fa la notizia. Adesso sono molto dispiaciuto perché ho buttato via tutti gli anni in cui mi sono allenato, ma sono anche contento perché è finito tutto e posso forse posso una vita normale>.
Alex salva tutti tranne se stesso: <Quando ho fatto queste scelte le ho fatte da solo perché non volevo mettere nei guai nessuno. Io non ce la facevo più. Per gli allenatori mi dispiace. E spero che per lui non ci saranno problemi. Spero che un giorno possa capirmi, capire cosa mi ha spinto a fare questo. Comunque posso dire che anche se questo non fosse successo alle olimpiadi non ci sarei andato>. La vergogna: <La mia vergogna era talmente tanta che ho informata la mia fidanzata come prima persona appena mi hanno chiamato da Londra. Poi i miei genitori, la mia manager e un collega della gazzetta dello sport perché desideravo che foste informati>.
Sul medico Ferrari: <Io non devo coprire nessuno, perché io voglio tornare a una vita normale. Questo per me è importante. Io devo pagare e devo liberarmi da questo peso. Io sogno una vita diversa per me non è un problema essere uno normale>.
Carolina: <Lei pattina perché gli piace, io lo faccio perché sono forte, ma non ho piacere a faticare come ho sempre fatto. Mi veniva la nausea ormai. Questa è la differenza tra me e Carolina.
Non è stato facile dirle che la medicina nel frigo era B12 e non Epo. Mi vergogno tanto. Devo difenderla>. E Carolina è veramente una campionessa non solo sul ghiaccio: <La mia fidanzata è una persona fantastica, non mi ha lasciato solo un minuto in questi giorni e mi ha detto che mi dispiaceva per me perché non me lo meritavo>.
Alex si scusa con tutti: <Io spero che la gente mi veda come una persona che ogni tanto può sbagliare. Io mi scuso ma spero che in un futuro la gente mi vedrà per quello che farò con il mio lavoro normale>. E queste parole sono dettate dal cuore e dalla testa di un campione.

Dopo lo choc, il marciatore Alex Schwazer si presenta in conferenza stampa a Bolzano con lo sguardo basso. Piange, scuote la testa e chiede scusa. «Ho fatto un grande errore. E l'ho fatto tutto da solo: sono andato in Turchia dove in farmacia si può comprare l'Epo senza troppi problemi. Non chiedo riduzioni di pena, il doping per me merita la squalifica a vita» dice l'atleta di Vipiteno che è sospeso dal Tribunale nazionale del Coni e sul cui caso la Procura di Bolzano ha appena aperto un'inchiesta per frode sportiva. Le parole più accorate sono quelle per difendere la fidanzata Carolina Kostner. «La cosa più difficile è stato mentirle. Lei non sapeva niente. Aspettavo che andasse all'allenamento per chiudermi in bagno e farmi l'iniezione. È stato terribile».
TRE SETTIMANE DA INCUBO - «Queste ultime tre settimane, quelle dell'imbroglio, sono state quelle più difficili della mia vita - racconta il marciatore altoatesino - Si dice che con il doping si va più forte, ma per me è stata una mazzata, perchè ho dovuto dire bugie a tutte le persone più care. Mi alzavo alle 2, alle 3, perchè sapevo che dalle 6 in poi sarebbe potuto arrivare un controllo antidoping». Uno stress che l'ha spinto sul baratro e ora gli fa confessare: «Alle Olimpiadi non sarei andato, perchè non ce l'avrei fatta psicologicamente. Mi sentivo distrutto e non sarei stato in grado mentalmente di sostenere la gara».


NON ERO PIU' LUCIDO- « Avevo aspettative forti e così sono caduto. Volevo tornare più forte di prima e non sono più riuscito a dire no all'Epo» racconta Schwazer. «Ho vissuto tre anni difficili come atleta. Nel 2010 non sono stato bene dopo l'Europeo di Barcellona, non sentivo più emozioni, volevo smettere - ricorda - A fine 2011, dopo un anno travagliato non avevo più piacere ad allenarmi, avevo la nausea. Non ero più lucido».
LA SCELTA SBAGLIATA - La pressione per le Olimpiadi alle porte ha definitivamente rotto l'equilibrio già fragile di Schwazer: «Ho fatto la scelta sbagliata: puntare su due gare. La 50 la posso vincere anche senza doping, l'ho dimostrato. La 20 km richiede invece velocità nel finale. Volevo tutto... e ora ho perso tutto». Anche perchè Alla 20 km non sono andato perché stavo male veramente, mi sentivo distrutto e non sarei stato in grado mentalmente di sostenere la gara»

DA SOLO - La scelta del doping è stata solitaria. «Ho fatto tutto da solo. Non volevo mettere nessuno in mezzo, il mio allenatore soprattutto. Con le intercettazioni e tutto, ero certo che in Italia non potevo farlo - ammette - Così mi sono informato su internet. Sono andato in Turchia, ad Antalia a settembre, da solo e ho comprato l'Epo in farmacia. In Italia c'è bisogno di una ricetta medica, lì con 1.500 euro in mano vi assicuro che nessuno fa problemi. Ho preso il pacco e sono tornato in Italia».

IL CONTROLLO A CASA - «Ho iniziato a farmi l'Epo subito dopo il controllo doping del 13 di luglio. Il 29 luglio ho fatto l'ultima iniezione, lo ricordo anche perchè era il compleanno di mia madre. Sono tornato a casa per prendere un documento necessario per le Olimpiadi». Ma poi, a sorpresa, è arrivato il controllo. «Il 30 hanno suonato alla porta e io ero certo che fosse il controllo antidoping. Potevo dire a mia madre di non aprire la porta o di dire che io non ero in casa. Sarebbe stato un controllo mancato e non sarebbe successo niente visto che se ne possono saltare due nell'arco 18 mesi e io li ho sempre fatti - racconta - Ma non avevo più la forza di mentire. Sapevo che era finita. Ho fatto il controllo sapendo di essere positivo perchè volevo solo che tutto questo finisse. Mi vergogno tanto, ma sono anche contento di poter ricominciare la mia vita».



Carolina Kostner (Ansa)
CAROLINA - Schwazer chiede scusa soprattutto alla fidanzata, la pattinatrice Carolina Kostner. «Lei non c'entra niente, non sapeva nulla di quello che facevo. Io le avevo detto che le medicine nel frigo erano vitamina B12. Aspettavo che andasse all'allenamento per farmi l'iniezione in vena». Dopo i risultati del controllo antidoping, «Carolina è stata la prima a cui l'ho detto. Con lei non c'è nessuna rivalità e non mi ha abbandonato: è stata la persona che mi è stata più vicina in questo momento». E cosa ha detto la pattinatrice? «Che dovevo chiedere scusa a me stesso. Che sarei potuto arrivare tranquillamente decimo. Ma io avevo paura di fallire».


Michele Ferrari (Ansa)
IL DOTTOR FERRARI -«Conosco il personaggio» dice Schwazer sul dottor Michele Ferrari. «L'ho conosciuto nel 2009 per avere da lui consigli tecnici, nient'altro. L'ho incontrato in tutta la mia vita 5 o 6 volte. Mi ha dato dei consigli e mi ha fatto delle tabelle di allenamento. Basta, non ho mai preso niente da lui. Ferrari non l'ho sentito più dal 2011 da quando ho scoperto il casino con i ciclisti» dice l'atleta.
NUOVI CONTROLLI - Durante la conferenza stampa, il Cio ha fatto sapere che i campioni di urina prelevati dopo la finale della 50 chilometri di marcia alle Olimpiadi di Pechino 2008 al Alex Schwazer potrebbero essere sottoposti a nuove analisi. Schwazer non ha protestato, anzi: «Le mie medaglie sono tutte pulite. I test lo dimostreranno perché i valori non mentono: quando ho vinto l'oro avevo valori ematici di un anemico».

«NON VOGLIO COPRIRE NESSUNO» - In molti hanno dubitato sul fatto che Schwazer abbia potuto davvero fare tutto da solo. E poi chiarisce: «Se Ferrari mi avesse dato un solo farmaco io l'avrei detto. Non voglio coprire nessuno. Perchè non voglio tornare a gareggiare, non cerco sconti. E perchè io in questo momento voglio solo liberarmi di questo peso» dice.

CARABINIERE - «Domani vado a Bologna e restituisco pistola e tesserino. Senza l'arma dei carabinieri, a 18 anni, io non avrei potuto allenarmi - dice Schwazer - I gruppi sportivi sono criticati ma, se non ci fossero loro, gli sport minori non esisterebbero. La mia carriera è stata questa grazie a loro». «Con la scelta di doparmi - spiega l'azzurro - ho deluso tanta gente e chiedo scusa. Ho tradito loro fiducia, spero che si possa andare avanti. Ora voglio solo voltare pagina. So che tutto avrà i suoi tempi».

NON DOPATEVI - Nella lunga confessione, c'è spazio anche per un appello ai giovani: «Io mi allenavo tranquillamente. Facevo il mio lavoro. Ma lo stress è stato troppo. Quello che posso dire ai giovani: non vi dopate. Non ha alcun senso».

FRODE SPORTIVA- Le rivelazioni di Schwazer hanno subito ripercussioni giudiziarie. La procura di Bolzano ha aperto formalmente una indagine sul marciatore. L'ipotesi di reato è di frode sportiva. Lo ha confermato il procuratore Guido Rispoli. Gli inquirenti ipotizzano infatti che l'assunzione delle sostanze dopanti sia avvenuta in parte in Italia, ma in parte anche all'estero. Per questo la competenza sull'inchiesta è della procura di Bolzano, visto che Schwazer è residente in Alto Adige. Il procuratore Rispoli ha creato un gruppo di lavoro che effettuerà gli accertamenti preliminari per vedere se ci sono gli estremi per procedere con l'inchiesta. Questa dovrà anche stabilire l'eventuale responsabilità di terzi, che potrebbero aver indotto Schwazer al doping.

PETRUCCI - «La pressione sugli sportivi è molto alta. L'allenamento è un sacrificio» commenta il presidente del Coni Gianni Petrucci. E aggiunge: « Sotto l'aspetto umano non posso che provare sentimenti di pietà e tenerezza per Alex Schwazer. Ma da dirigente sportivo dico che ha fatto una cosa contro ogni regola».

08/08/2012 20:17 · Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008... Re: Intervista al campione olimpico di marcia 2008 #284967
Avatar di rhythmic_00
379 post
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rhythmic_00
Utente (379 post) Utente

:( :( mi dispiace tantissimo per Alex...era e resterà un vero atleta escluso questo sbaglio...secondo me dietro a questo gesto c'è qualcosa....mi fa molta tenerezza... :( :(



ALEX RIMARRAI NELLA STORIA!!!!!

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Beatrice Vivaldi

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