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GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa

07/03/2019 18:06 · GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa... GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa #401876
Avatar di molly1
molly1
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Svetlana Gerasimova è una delle più famose stiliste russe, autrice di molti body delle ginnaste della Nazionale russa e non solo.

Traduzione dell’intervista concessa da Svetlana Gerasimova ad Elena Okaemova (SportCloud), pubblicata su sports.ru il 13.02.2019



Nella ginnastica ritmica la Russia domina non solo in pedana. Da noi lavorano le migliori stiliste al mondo nella couture dei body. Una di loro è Svetlana Gerasimova. Nel suo atelier “Lana” si cuce per le sorelle Averina e Aleksandra Soldatova. Con un body della Gerasimova Margarita Mamun ha vinto le Olimpiadi del 2016. Nell’intervista concessa a Sportcloud Svetlana ha raccontato tutto sul processo di produzione. Saprete quanto costa un capo e perché vi vengono messi migliaia di strass.

- Proprio adesso sta cucendo i body per il Grand Prix di Mosca che inizierà il 14 febbraio. Come si svolge questo imponente lavoro?

- Questo di adesso per noi è un periodo estremamente impegnativo, si stanno avvicinando le date limite di consegna dei lavori. Stiamo cucendo quattro body per ciascuna a Dina e Arina Averina e quattro body per Aleksandra Soldatova. E’ un lavoro di grande responsabilità, considerato che sono le migliori ginnaste del mondo. In sostanza cuciamo a nostro rischio e pericolo, perché i body devono essere approvati da Irina Aleksandrovna Viner, e lei è sempre molto esigente. Può esprimersi con un no categorico.
- E quanto dura la preparazione per un evento come il Grand Prix?
- Noi cominciamo a prepararci per la nuova stagione quando termina la precedente. Ma qui c’è una difficoltà, le allenatrici e le ginnaste non decidono subito la musica per i nuovi programmi. Ad esempio, Dina stava preparando un programma con «La sagra della primavera», e avevamo già iniziato a cucire il body. Ma poi hanno cambiato la musica (per ora non posso dire quale, perché è un programma nuovo). Grazie a Dio come tematica tutto coincideva.
- Cioè il processo avviene così: voi venite a conoscenza della musica, della tematica del programma e proponete un bozzetto?
- Quando avevamo appena iniziato a lavorare portavamo molti schizzi per ciascuna tematica. Ma la pratica ci ha dimostrato che è meglio non intromettersi nel nostro processo artistico. Ringrazio le allenatrici per averlo capito. Adesso ci lasciano libere. Comunque, se il body che è stato preparato non piace, le ragazze non lo comprano. Ossia, ci prendiamo la piena responsabilità del risultato. Ad ogni modo, io naturalmente faccio vedere i bozzetti anche alle atlete, e a Vera Nikolaevna Shatalina (l’allenatrice delle sorelle Averina, N. d. Sportcloud). E adesso stiamo appena cominciando il lavoro con Sasha Soldatova, l’anno scorso le abbiamo fatto un body. In questa stagione per ora stiamo concordando tutto, ogni schizzo.
- Le Averina però ormai si fidano di lei.
- Sì. Ma io comunque in fase di bozzetto tengo in considerazione i loro desideri e le osservazioni della Shatalina. Parlo con Irina Borisovna Zenovka (allenatrice-coreografa della Nazionale russa, N.d.Sportcloud), lei propone idee interessanti. Ad esempio, il body “Petrushka” di Dina Averina della scorsa stagione è nato dopo aver parlato con lei. E’ un body laconico, cosa non tipica dei nostri body e in genere di tutta la ginnastica ritmica. Ma ha funzionato. A mio parere è estremamente indovinato!



- A proposito, ho visto che il suo studio adesso vende quel body.
- Sì, costa 80.000 rubli (circa 1.080,00€ al cambio attuale, N.d.T.)
- E così lei cuce i body a suo rischio e pericolo. Con che frequenza si sente dire da Irina Viner un no categorico?
- L’anno scorso abbiamo avuto un ottimo risultato: di otto body non ne sono andati bene tre. Quando Irina Aleksandrovna dice “no” noi non effettuiamo più nessuna modifica. Mettiamo quei body in vendita. Ce li comprano abbastanza in fretta. Del resto sono bellissimi, realizzati ad altissimo livello, con idee interessanti. Soltanto che Irina Aleksandrovna è molto esigente. Già ora cerchiamo di tenere in considerazione i suoi gusti. Certo, non possiamo indovinare al 100%, ma facciamo del nostro meglio.
- Ci racconti quali sono i suoi requisiti
- Irina Aleksandrovna vuole vedere in pedana qualcosa di nuovo, accoglie volentieri le innovazioni. Deve essere bello, ricco e deve stupire.



- Lei non cuce solo per la Nazionale russa ma anche per ginnaste “top” di altre Nazioni. Quindi il nostro Paese è leader non solo nello sport stesso ma detta anche la moda nell’industria?
- Sì, i body russi sono molto quotati nel mondo. Sia la moda che l’estetica del costume nel nostro sport viene dettata dagli stilisti russi. Nel pattinaggio artistico per qualche motivo la situazione è diversa, è una cosa che mi stupisce. Lì detta legge l’America. Nel nostro campo i body russi sono i migliori.
Inoltre bisogna capire che non sono l’unica a cucire per la Nazionale russa. Ci sono altre stiliste famosissime: Marina Gogua, Margarita Demidova. Tutte noi abbiamo imparato guardando loro. In generale è una questione di moda. Adesso è richiesto il mio stile, ma questo passerà. Fra due anni sarò fuori moda, uscirà fuori un’altra persona. Capisce, noi cuciamo molto e la mano dello stilista si vede. E quello stile comincia a venire a noia. Sono pronta a questo.
- Si dice che un body per la Nazionale russa in media costi 100.000 rubli (circa 1350,00€ al cambio attuale, N.d.T.). Prima domanda: qual è il body più costoso che ha cucito in tutta la sua carriera?
- Costava 160.000 rubli (circa 2.160,00 rubli al cambio attuale, N.d.T.).
- Seconda domanda: da che cosa è formato il costo?
- Più di un terzo è rappresentato dal costo dei cristalli. Il resto è il lavoro dell’artigiano. La lavorazione di un body per una ginnasta del massimo livello dura più di un mese. Vengono impegnati pittrici, sarte, un intero staff.
- Abbiamo già parlato del pattinaggio artistico. Lì gli stilisti usano spesso stoffe di haute couture. Anche nella ginnastica?
- Certo. La base del body sono lycra e retina, ossia tessuti altamente elastici. Vengono comunemente usati velluto, guipure e tessuto metallizzato, che noi chiamiamo “ologramma”. Naturalmente nei nostri lavori cerchiamo di utilizzare qualcosa di innovativo. Adesso nella realizzazione dei body vengono attivamente impiegati pizzo non elastico, tessuti couture con ricami fatti a mano, con fiori tridimensionali. Sono molto popolari tessuto con paillettes e glitter. Stiamo cercando di ottenere nuovi effetti visivi. Ma è sempre un esperimento e un rischio. Prendi un materiale nuovo, e poi guardi se in pedana va bene o no. Non tutto funziona, naturalmente. Tu pensi, “adesso sarà una bomba”, invece non viene fuori un granché.
- E quali colori sono di moda adesso?
- Questa è una storia divertente. Arriva la nuova stagione e gli stilisti pensano: quali nuovi colori utilizzare, in che modo si può stupire? Bisogna che la ginnasta si distingua in pedana, che sia particolare. Ed ecco che lo stilista si ricorda: allora, la stagione scorsa non c’erano body viola. E usa questo colore. Alle prime gare il committente telefona: Sveta, durante la sfilata siamo i quattordicesimi con il body viola! Succede tutto in modo spontaneo. Se nella scorsa stagione qualche colore è stato immeritatamente dimenticato, vuol dire che nella prossima sarà di tendenza.



- I body neri. Quanto favorevolmente sono accolti nella ginnastica?
- E’ un colore tradizionalmente nobile, che rende benissimo sulle ginnaste e rappresenta un ottimo sfondo. Adesso stiamo facendo alcuni body neri, ad esempio, nero e oro. E’ una cosa elegante.
- Quanto pesa un body?
- Il più pesante pesa circa 2,5 kg, ma in media un body di livello internazionale peserà 1,5 kg. Certo, dipende dai cristalli. Se ce ne saranno 800-1000 il body risulterà pesante.
- Perché così tanti strass?
- E’ una questione di percezione a distanza. Facciamo di nuovo un paragone con il pattinaggio artistico. Là si gareggia sul ghiaccio, cioè lo sfondo è bianco. Le tribune sono disposte lontano, i tifosi guardano da una grande distanza. Lì funzionano bene le sfumature di colore morbide e le pietre colorate. Nella ginnastica ritmica non c’è questo tipo di sfondo. Noi abbiamo la pedana e un fondale che può essere di qualsiasi colore. Alle gare importanti Irina Viner chiede alle ginnaste di portare con sé tutti i loro body per scegliere quello che sta bene anche con il campo di gara. E se si tratta di campionati del mondo e Giochi Olimpici, cerchiamo sempre di sapere in anticipo quale sarà la decorazione del palazzetto. E ci adattiamo anche a questo.
- Lo stilista ha l’obiettivo di fare in modo che il body sia anche comodo da indossare?
- Assolutamente sì! Durante la gara qualunque cosa che distragga dall’esecuzione dell’esercizio può portare a una sconfitta. Ad esempio, Dina e Arina Averina amano i body più morbidi. Se prima cercavo di fare in modo che non si vedesse nemmeno una pieghetta, adesso sulle pieghe lascio correre. L’importante è che le atlete stiano comode.
- Come è cambiata la moda? Per intenderci, con quali body gareggiava la Kabaeva e con quali entrano in pedana le Averina, c’è differenza?
- Certo che c’è. Ma io personalmente amo i lavori di Marina Gogua. Lei ha fatto per Alina il body con l’occhio. Ecco, quello sarebbe attuale anche adesso. Se dobbiamo parlare di ciò che è cambiato, allora, adesso cerchiamo di fare in modo che il body raccolga al massimo la figura della ginnasta. Nella mutandina mettiamo degli inserti color carne in modo da allungare visivamente le gambe. Ci sono molti elementi tridimensionali. Un body fatto circa 5 anni fa già non è più attuale. Allora andavano di moda le maniche lunghe e i colletti. Adesso abbiamo il collo scoperto al massimo e i body vengono cuciti senza maniche, in questo modo è più comodo lavorare con gli attrezzi.
- Lei ha cucito i body per Margarita Mamun. E’ iniziato così il suo lavoro con la Nazionale russa?
- Sì, ci ha chiamato Amina Vasilovna Zaripova (allenatrice personale della Mamun, N.d.SportCloud). In un anno abbiamo cucito alcuni body che, a mio avviso, non hanno funzionato come dovevano. Invece il body finale per le Olimpiadi è riuscito. Il giorno in cui Rita è entrata sulla pedana di Rio de Janeiro con quel body è stato uno dei più felici della mia vita. E’ una carica emotiva incredibile quando ti rendi conto che in una medaglia d’oro olimpica c’è un pezzettino del tuo lavoro. E’ un grande onore.


Margarita Mamun con il body di Svetlana Gerasimova ai Giochi Olimpici 2016.

- Ci descriva il processo di creazione di un body, dall’ideazione al fitting.

- Prima di tutto ci mandano la musica e i requisiti: gonnellino, presenza di maniche, colore, ad esempio. Sulla base di questi dati cominciamo a lavorare. Oltre a me in laboratorio lavorano quattro pittrici. Noi ascoltiamo la musica, che fa nascere delle immagini. Talvolta, se non funziona, cominciamo a guardare delle belle immagini della natura, degli accostamenti di colore. Il servizio Pinterest ci è molto utile. Ci rivolgiamo alle opere di famosi couturier, seguiamo tutte le ultime collezioni. Io amo molto quello che fanno Georges Hobeika e Ralf & Russo. Ai Campionati Mondiali 2017 Dina Averina ha gareggiato con un accademico che aveva una rosa sulla spalla. Quella rosa l’abbiamo vista da Ralf & Russo. Vero è che la loro era di colore rosa.



- E così vi nasce un’idea
- L’ idea sfocia in uno schizzo. Poi facciamo dei bozzetti dettagliati in bianco e nero. Questi possiamo mandarli al committente se è richiesta un’approvazione. In seguito proponiamo delle soluzioni a colori. Approviamo tutti i particolari e mandiamo l’articolo in produzione. Si costruisce il modello, su di esso vengono disegnate le applicazioni in grandezza naturale, la sarta cuce le applicazioni sul capo e lo passa al pittore. Questi dipinge il capo e lo restituisce alla sarta per l’applicazione degli strass. Quando è tutto pronto guardiamo con attenzione il body sul manichino. Facciamo le modifiche, aggiustiamo qualcosa. Di solito facciamo una-due prove. Cerchiamo di non distrarre la ginnasta dal processo di allenamento. La prova non serve tanto per verificare come cade il body, quanto per capire come funziona sull’immagine dell’atleta. La tecnica di produzione è ben rodata, cogliamo da vicino la taglia. Per Dina e Arina possiamo cucire senza prove. Ma la questione è che basta spostare di un centimetro l’elemento di una decorazione e la percezione cambia radicalmente.
- Per creare un body di altissimo livello ci vuole un mese?
- Sì. Certo, ci si può sforzare e riuscirci in 10 giorni, ma è una cosa che ti consuma emotivamente. Io prima lavoravo 16 ore al giorno, senza giorni di riposo. Adesso mi rendo conto che non è giusto. Bisogna che nella vita ci sia qualcosa oltre alla ginnastica ritmica. Adesso in laboratorio cerco di organizzare anche delle vacanze per Capodanno. Perché bisogna arrivare al lavoro con gioia. Se una persona è stanca non ce la fa ad essere creativa. E’ vero che adesso sto parlando con lei in laboratorio, le sarte mi sentono. Ma per il Grand Prix siamo state costrette a venire anche il sabato e la domenica. Ma non fa niente. Quando avremo finito darò dei giorni di riposo supplementari. Per adesso però lavoriamo senza alzare la testa.


E I BODY PER LE BAMBINE?


Quanto differiscono i body per le bambine da quelli professionali? Quanto costano e come bisogna prendersene cura? Risponde la sarta Aleksandra Markova.

- Se parliamo del costo, allora è molto difficile indicare una grandezza media. Dipende tutto dalla qualità del materiale, dal quantitativo di cristalli e dall’esclusività del design. Anche per una bambina piccola un body può costare 30-40.000 rubli (405-540,00€ al cambio attuale, N.d.T.). Ma se lo commissionate ad una sarta più semplice, che cuce su modelli altrui con strass cinesi, si può rientrare nei 10.000 rubli (circa 135,00€ al cambio attuale, N.d.T.).
Un body cucito con tessuti inglesi e italiani, può durare 5 anni. Averne cura è semplice: si lava a mano in acqua a temperatura ambiente. E si asciuga in posizione orizzontale. Non è richiesto il lavaggio a secco.
All’inizio l’allenatrice sceglie la musica e costruisce il programma. E quando comincio a lavorare tengo in considerazione, per prima cosa, questo. Chiedo anche alla mamma di mandarmi delle fotografie di abiti e monili che le piacciono. Questo mi permette di capire i suoi gusti. Quindi preparo 2-3 varianti di un bozzetto. Li concordo con l’allenatrice. Alla fine cuciamo quello che piace proprio all’allenatrice. Altrimenti si creano problemi: la tecnica non vede l’immagine, la bambina non entra in pedana. In generale l’opinione dell’allenatrice viene messa al primo posto, i desideri della mamma al secondo. Ma alle bambine piccole piace tutto quello che è vivace e che brilla. Non mi è mai successo che ad una bambina non piacesse un body.


Un body fatto da Aleksandra Markova

Un body per una bambina differisce da uno professionale per il design. Le atlete della Nazionale russa hanno obiettivi elevati, mentre noi ci basiamo su un budget. Io penso che lo sport debba essere almeno un pochino accessibile, per questo non pongo dei limiti rigidi. Da me è il committente che decide se vogliamo cucire una cosa più economica o se è necessario che il body sia visibile dal cosmo.
Per le bambine cerco di non cucire body con colori tetri come nero o marrone. Chiedo al committente di ripensarci e di cambiare almeno con un blu scuro. Non amo molto le tonalità pallide e il bianco. Succede anche che la mamma di una bionda chieda di cucire un body giallo-verde acido. Cerco di convincerla in modo garbato che non le starà bene. Mi capita di disegnare 10 varianti diverse.
Il colore di body più richiesto e popolare è il blu con le sue sfumature. Adesso è di moda. Siamo arrivati al punto che le mamme arrivano e pregano “tutto ma non blu!”
Per quanto riguarda le decorazioni, cerco di sconsigliare certe innovazioni. Ad esempio, mi hanno chiesto di decorare il prodotto con delle piume. Ma non è proprio una cosa pratica! Non puoi lavare il body finché non togli tutte quelle piume. Utilizziamo sia paillettes che elementi tridimensionali, ricami su rete e catenine. Ma l’importante è la comodità. La bambina lavora con gli attrezzi e un body con un gran numero di ornamenti in gara può dare fastidio. Le bambine non sono professioniste che si possono alzare di notte e riprendere una clavetta ad occhi chiusi. La ginnastica ritmica è uno sport, non una sfilata di moda.


Piace a: Kalinka, Liza17

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07/03/2019 19:08 · GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa... GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa #401878
Avatar di fox
fox
Affezionato (393 post)
393 post
Affezionato

"La ginnastica ritmica è uno sport, non una sfilata di moda."
Questa frase sarebbe da incorniciare e rileggere ogni sera.
Dovrebbe essere il promemoria che torna alla mente ogni volta che un'allenatrice commissiona body esagerati, ma anche a ognuno di noi ogni qual volta che qui sul forum protestiamo per body usati troppe volte, per una mancanza di ricambio o una non creazione di un body ad hoc per un nuovo esercizio. Sopratutto quando poi mancano i soldi per le trasferte o il riscaldamento il palestra.


Piace a: Mr Magoo

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18/01/2022 13:58 · GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa... GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa #462987
Avatar di Ettore
Ettore
Forum-guru (2278 post)
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Forum-guru

Per chi volesse rompere il porcellino, ecco un'occasione da non perdere: per soli 1800€ è in vendita questo body di Dina Averina

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18/01/2022 14:32 · GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa... GERASIMOVA Svetlana - Stilista russa #462991
Avatar di MoonRit
MoonRit
Affezionato (626 post)
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Affezionato

I body delle gemelle non mi piacciono praticamente mai! Invece proprio ieri (anche se sono OT, è solo una postilla) ho visto un sacco di body di Harnasko in vendita (dai 400 ai 900 euro)

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body ritmica

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