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ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976

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25/06/2017 09:02 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #374319
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11/07/2017 16:09 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #375181
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18/01/2018 23:15 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #384170
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Sembra davvero molto simpatica e carina con le sue ginnaste!

Con Diana Simoshina






Con Daria Trubnikova

14/01/2019 11:32 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #399484
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17/01/2019 16:02 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #399563
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Beatrice ha scritto: Interessante intervista:

teamrussia.pro/olimpijskij-zhurnal/bez-rubriki/ami...mZO7S2qkaE


Traduzione:

- Tutto il Paese è appena uscito da 10 giorni di vacanza, lei quanti giorni è riuscita a riposarsi?
- Tre giorni, dal 31 dicembre al 2 gennaio, il 3 siamo già tornate agli allenamenti.
- Nella sua gerarchia delle feste che posto occupa il Capodanno?
- Per la nostra famiglia è una festa importante. Dopo aver costruito la nostra casa da noi è nata la tradizione di riunirci con i nostri amici più cari, l’ultima volta abbiamo messo insieme 80 persone. Tutti in qualche modo si sistemano per la notte, anche se qualcuno invece riparte. Quest’anno abbiamo deciso di infrangere la tradizione, perché eravamo un po’ stanchi, certamente.
- Chi si occupa dell’organizzazione di una festa così grande?
- La parata la comando io, in realtà ciascuno porta qualcosa da mangiare. Per la nostra famiglia è anche sacra la festività del 9 maggio. Di solito vado con i nostri figli al concerto di mio marito (Leader del gruppo “Neschastnyi sluchay Alekseya Kortneva”, N. d. Team Russia), che si esibisce per i veterani, poi guardiamo immancabilmente i fuochi d’artificio. Poi, naturalmente, il compleanno dei figli. Ma negli ultimi tempi spesso io non riesco ad esserci e dobbiamo spostare i festeggiamenti in altre date.
- Non si offendono?
- No, grazie a Dio, già comprendono tutte queste cose.

MADRE AMOREVOLE E CASALINGA BUONA A NULLA

- L’inizio di un nuovo anno è sempre un momento per i bilanci dell’anno che si è concluso e per il formarsi di nuove speranze. Come caratterizzerebbe il suo 2018?

- Su un piano professionale è stato molto positivo, visto che la mia allieva Dasha Trubnikova ha vinto due medaglie ai Giochi Olimpici della gioventù in Argentina e il Campionato Europeo per Team. Per l’anno prossimo desidero semplicemente che tutti siano in buona salute e che nel mondo non ci sia la guerra. Tutto il resto possiamo comprarlo, cercarlo, perderlo e di nuovo trovarlo.
- Prima dei rintocchi della mezzanotte ha mai espresso desideri legati ai risultati sportivi?
- No, solo desideri legati alla mia famiglia. Perché le vittorie sportive si possono raggiungere solo con il proprio lavoro.
- Il XXI secolo impone alla donna requisiti molto alti. Deve avere una carriera di successo, armonia e comfort a casa, essere curata ed evolversi nei vari campi. Non è semplice neanche per una donna comune, e per una allenatrice di livello “top” che passa tutto il tempo agli allenamenti e alle gare?
- Io non mi pongo questi obiettivi. Molto probabilmente sono una casalinga buona a nulla, anche se mamma e moglie amorevole. Non mi piace cucinare e non ne traggo nessuna soddisfazione. Per me ogni volta è uno stress. Recentemente siamo rimasti due giorni senza tata, i ragazzi all’inizio erano contenti che avessimo ordinato il cibo a casa da un ristorante. Aska correva e gridava “Che bello stare con mamma!”. Ma il giorno dopo dovevo preparare la colazione. E qua è sorta la domanda “E dov’è la nostra tata?”. Perché per bollire un uovo mi è toccato trafficare abbastanza a lungo. E’ stato molto buffo. Ma io non voglio neanche diventare una grande esperta di cucina. Ho delle persone care che mi affiancano e mi aiutano a non stare giornate intere ai fornelli, a fare il bucato e le pulizie.
- In una situazione del genere chiaramente è necessario un accordo con il marito fin dai primi giorni di matrimonio…
- Certo, Aleksey capiva con chi si stava sposando. E non mi ha detto neanche una volta “Molla la ginnastica e stai ai fornelli!”. Capitano dei momenti di stress, quando i bambini hanno nostalgia di me e io di loro. Ma ci sono anche obiettivi e scopi importanti verso i quali ci si muove e noi spieghiamo sempre queste cose ai figli. Loro capiscono, anche se pensavano che quando fossero finite le Olimpiadi di Rio 2016 la mamma sarebbe stata a casa più spesso. E quando sono partita per un mese per l’Argentina con Dasha non capivano perché succedeva. Visto che avevo dato loro la mia parola che non avrei più viaggiato in questo modo.

QUANDO LE MAMME NUOCCIONO ALLE FIGLIE

- Nel moderno pattinaggio artistico russo molto spesso le mamme sono i motori del successo delle loro figlie. Prendono le decisioni su trasferimenti rischiosi, trovano gli allenatori, portano le figlie agli allenamenti e decidono tutte le questioni correnti. Qual è la situazione fra le sue allieve?

- Ci sono mamme che aiutano e ci sono quelle che, invece, sono di disturbo. Con le ultime interrompo i rapporti. Invece con quelle che aiutano ci frequentiamo perfino dopo il termine della carriera delle loro figlie. Un chiaro esempio è la mamma di Rita Mamun. Recentemente sono andata con lei al ristorante, abbiamo parlato del suo viaggio in Georgia.
- E come marca i confini affinché loro, offese, non portino la figlia da un’altra allenatrice?
- Ma per favore! Loro sono libere di scegliere, se non vogliono non sono obbligate. Mi hanno portato via una ginnasta in questo modo. La mamma ha deciso per sua figlia e mi sembra che se ne rammarichi. Adesso stanno tentando di riportarmi la bambina ma io, molto probabilmente, non la prenderò. Nel pattinaggio artistico il cambio di allenatore è nell’ordine delle cose. Da noi invece non accade così spesso e di comune accordo. Mai nella vita prenderò una bambina senza averlo concordato con l’allenatrice precedente. Nessuno deve nascondersi e essere tenuto celato e l’atleta abbassare gli occhi quando incontra la sua allenatrice. Quest’ultima cosa è proprio ripugnante. Bisogna separarsi di buon grado ed essere sempre grate al primo allenatore, cosa che insegno sempre alle mie allieve.

NON MI METTO A TOGLIERE UN PEZZO DI CARNE O UN CIOCCOLATINO

- Quanto è difficile per lei passare l’età della pubertà con le sue allieve?

- E’ complicato, perché proprio in questo periodo le bambine trascorrono più tempo con noi che con le loro mamme. Io posso essere anche dura. Yana Lukonina, ad esempio, durante l’età di transito voleva tutto: discoteca, ragazzi e ristoranti. Con lei succedeva di non riuscire ad intenderci. Arrivavamo alle scenate, è stato difficile per entrambe. Con le allieve attuali per ora in qualche modo è tutto tranquillo, riusciamo a smussare i momenti critici.
- E con quanta severità sta attenta al peso?
- Io posso essere d’aiuto, ma non mi metto a togliere un pezzo di carne o un cioccolatino. La bambina deve capire da sola quando si può prendere un po’ di peso e quando è necessario dimagrire. Io non ho niente in contrario al gelato o ai pasticcini se non è un’abbuffata. Dopo le gare sono io stessa a proporre di mangiare qualcosa del genere, perché bisogna coccolarsi. Con le mie ragazze metto sempre in chiaro fin dall’inizio che essere in forma è nel loro interesse. Ognuno fa il suo lavoro, io posso sempre aiutarle a dimagrire. Come dice Irina Aleksandrovna Viner, alla nostra età ci spogliamo, spegniamo la luce e ci mettiamo a dormire, ma per le bambine la luce si accende e loro entrano in pedana. E saranno loro a presentarsi al pubblico con i sederini rotondi e i fianchi cascanti, e non noi.

COME SOPRAVVIVE L’AMICIZIA NELLA COMPETIZIONE OLIMPICA

- Con i Giochi Olimpici di Pyeongchang e l’antagonismo fra Evgeniya Medvedeva e Alina Zagitova, molti hanno ricordato Yana Kudryavtseva a Margarita Mamun durante Rio 2016 e si sono chiesti con perplessità: come sono riuscite a mantenere l’amicizia nonostante la rivalità per l’oro olimpico?

- Dire a Rita: “Vai e straccia Yana” sarebbe stato un suicidio, lei avrebbe rovinato tutto. Loro erano assolutamente diverse, ad esempio Yana era più matematica e stratega. Rita invece è una persona molto mite, non conflittiva. Il loro rapporto è un esempio per molte atlete. Questa “via di mezzo” c’è stata dall’inizio, perché Elena L’vovnaya Karpushenko, che rispetto e apprezzo, ed io, potevamo addirittura consigliarci fra noi su come fare questo o quell’elemento. Visto che non eravamo noi a valutare le ragazze, ma le giurie.
- E si sarebbe riusciti a mantenere questi rapporti fra loro se avessero avuto la stessa allenatrice?
- Difficilmente. Allenare due atlete di alta categoria e della stessa età è difficile. Io ho sempre una ginnasta adulta e una bambina junior. Non ho mai allenato due atlete forti adulte, è meglio porre questa domanda ad Irina Aleksandrovna (sorride).
- Lei ha detto che Margarita è una persona molto mite, mentre i campioni di solito sono determinati e pronti a distruggere e abbattere chiunque sulla strada per la vittoria…
- Le dicevo spesso che lei non è un’atleta, perché Rita non aveva cattiveria sportiva: “Vai, devi”. In allenamento era quasi una santa, non è mai successo che si rivoltasse, battesse il piede e se ne andasse. Lei si teneva tutto dentro, molto probabilmente Mamun arrivava in camera e singhiozzava nel cuscino. Campioni olimpici non si nasce, ma si diventa. Rita perdeva spesso con la grande ginnasta Yana, effettivamente non ha quello stesso titolo di campionessa del mondo assoluta, ma ha l’oro olimpico.
- Molti sono rimasti colpiti dal documentario “Over the limit” sul non facile cammino della Mamun verso l’oro di Rio 2016, in che percentuale vi sono mostrate tutte le difficoltà degli allenamenti quotidiani delle ginnaste?
- Il permesso di girarlo è stato dato da Irina Aleksandrovna e anche questo la rende grande, perché ha deciso di far vedere non un bel quadretto ma con quale fatica, sudore e sangue si ottengono le medaglie. E tutte le difficoltà sono mostrate più o meno al 50%. E in generale comunque non è facile per nessuno. Prendiamo gli stessi nuotatori, che ogni giorno nuotano nel cloro e sotto carico, o i pattinatori, che stanno sempre al freddo e quando cadono sbattono sul ghiaccio. Per andare ai Giochi Olimpici bisogna sgobbare, e per vincere ancora di più.
- Ci racconti, per favore, del torneo da lei organizzato “Inverno russo” che si è svolto a metà dicembre.
- Si svolge ormai da più di 10 anni. Quando ho creato questo torneo non pensavo a quanto a lungo sarebbe esistito. Volevo semplicemente organizzare delle gare che per le bambine non fossero uno stress ma un divertimento. Che i giudici non impazzissero e le allenatrici non stessero in tensione. E per ora questo ci riesce: il torneo è tranquillo e familiare. Anche se non le nascondo che a queste gare hanno partecipato alcune mie allieve. Talvolta vi trovo delle bambine che poi curo, o che rimangono con me. La stessa Rita Mamun un tempo ha gareggiato qui, Masha Sergeeva, Diana Simoshina, una bambina piccola che adesso è fra le titolari della Nazionale junior.

SE NON SI AMA UNA BAMBINA CHI LO FARA’?

- Il famoso allenatore di pattinaggio artistico Rafael Arutyunyan ha detto una volta alle sue allieve: “Io non voglio bene a nessuna di voi ma vorrò bene a chi si allenerà bene”. Da quello che ho letto nelle sue interviste ho visto un approccio completamente diverso.

- Io voglio bene a tutte le bambine che si trovano sotto la mia ala. Devo amarle, perché sto con loro ogni santo giorno. Le loro mamme vicino non ci sono, e se non vorrò bene io a una bambina, allora chi le vorrà bene? E come può essere il lavoro in una situazione del genere? Durante gli allenamenti io alzo la voce, sbraito, loro capiscono che in questa gerarchia io sono la prima, ma nello stesso tempo siamo partner. Senza simpatia reciproca, amore e rispetto reciproco è impossibile riuscire a costruire un lavoro fruttuoso.
- I suoi figli non sono gelosi?
- No, le ragazze talvolta rimangono a dormire da me. Abbiamo sempre un materasso di riserva e un cuscino con una coperta per questi casi. La stessa Dasha Trubnikova non è proprio andata dalla sua mamma, ma è partita con la mia famiglia per una vacanza di dieci giorni, dove ha vissuto in albergo con noi ed è stata come un’altra dei miei figli. Io non riesco a fare diversamente. Nello stesso modo a suo tempo si rapportava con me Irina Aleksandrovna Viner, che mi ha allevato fin da quando ero piccola.
- La fine della carriera per i grandi atleti non è sempre facile, ma le rappresentanti della ginnastica ritmica nella maggior parte dei casi riescono a trovare se stesse anche nella vita al di fuori dello sport. Cosa dice loro di solito e come le predispone?
- Accade in modi diversi, ma giocano un ruolo importante la loro famiglia e l’ambiente circostante. E io dico sempre alle mie allieve che la cosa più importante nella vita sono l’amore, il rispetto e la comprensione in famiglia.

19/04/2019 15:08 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #405830
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Come mai questa ginnasta non ha mai partecipato alle Olimpiadi?
Splendide linee e pulizia, a differenza della Mamun

19/04/2019 15:11 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #405835
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Ha partecipato:

Sbarcata per la prima volta nelle Olimpiadi del 1996 si è classificata quinta.

19/04/2019 17:07 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #405845
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Ad Atlanta '96 si è classificata 4^, a un soffio dal podio! Sulla pagina italiana di Wikipedia c'è un errore, mentre quella in inglese (e anche in russo) è riportato correttamente il 4° posto.

en.wikipedia.org/wiki/Amina_Zaripova

www.beatricevivaldi.com/ginnastica_ritmica/documen...di1996.pdf

19/04/2019 17:24 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #405846
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Una ginnasta russa è arrivata fuori dal podio… ed è sopravvissuta per raccontarlo!
Erano altri tempi…


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19/04/2019 17:37 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #405847
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Beh zaripova disse in una intervista che quel giorno fu il peggiore della sua vita, e che aveva sempre augurato a Mamun di non vivere mai una esperienza del genere... Ho visto dei video e alcuni sguardi di Viner facevano raggelare il sangue.. Inoltre da quanti ho capito, si racconta che una volta Viner le "massaggió" inmodo così intenso le orecchie che sanguignó


Piace a: marcuz
20/04/2019 07:26 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #405865
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E come marca i confini affinché loro, offese, non portino la figlia da un’altra allenatrice?
- Ma per favore! Loro sono libere di scegliere, se non vogliono non sono obbligate. Mi hanno portato via una ginnasta in questo modo. La mamma ha deciso per sua figlia e mi sembra che se ne rammarichi. Adesso stanno tentando di riportarmi la bambina ma io, molto probabilmente, non la prenderò. Nel pattinaggio artistico il cambio di allenatore è nell’ordine delle cose. Da noi invece non accade così spesso e di comune accordo. Mai nella vita prenderò una bambina senza averlo concordato con l’allenatrice precedente. Nessuno deve nascondersi e essere tenuto celato e l’atleta abbassare gli occhi quando incontra la sua allenatrice. Quest’ultima cosa è proprio ripugnante. Bisogna separarsi di buon grado ed essere sempre grate al primo allenatore, cosa che insegno sempre alle mie allieve.


Proprio come in Italia ahahah

20/05/2019 15:13 · ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976... ZARIPOVA Amina (RUS) ex ginnasta 1976 #410079
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Molto interessante questa intervista a Zaripova, ve la consiglio!

rsport.ria.ru/20190517/1553556390.html?fbclid=IwAR...uQXfOCDMqo

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Beatrice Vivaldi

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