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KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997

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21/09/2018 11:40 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #397240
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Uuuh auguri!

Crescerà insieme al secondo pargolo di Dmitrieva :D


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04/10/2018 11:56 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #397451
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04/10/2018 12:01 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #397452
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:inlove:


Piace a: Giurene
04/10/2018 13:36 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #397456
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Ecco il “pancione”!

22/10/2018 11:21 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #398010
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È una bambina!


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09/12/2018 12:21 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399004
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Yana un mesetto fa... :cheer:



17/12/2018 20:23 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399138
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Traduzione dell’intervista di Maya Jamayskaya a Yana Kudryavtseva, pubblicata su “Championat” il 13 novembre 2018



- Yana, allora c’è una vita dopo lo sport ad alto livello?
- La vita c’è, ma è assolutamente diversa. E’ ricolma di piccole gioie familiari, della casa, del marito, dell’attesa di un bambino. Nello sport ad alto livello purtroppo non ci insegnano a cucinare, a stirare, a tenere in ordine la casa…per queste cose non c’è proprio il tempo. Per questo ho dovuto imparare ogni cosa un po’ alla volta. Adesso, naturalmente, so già fare tutto, ma non è stato semplice. Il periodo che sto attraversando per me è inestimabile, e mi sento molto felice.
- Qual è stata la cosa più difficile dopo esserti ritirata?
- I primi due mesi non uscivo neanche di casa, me ne stavo sdraiata, non avevo voglia di niente. Un tale stato d’animo mentre attorno ci sono un mucchio di proposte, tutti vogliono lavorare con te e tu invece hai voglia di riposarti e di startene per conto tuo. Adesso naturalmente è tutto diverso: vado alle master class, agli shooting, sono apparse alcune cose al di fuori dello sport…prima di cose del genere non ne avevo (ride).
- E come è organizzata la tua giornata? Come la occupi?
- Attualmente la gravidanza influisce molto su tutti i miei progetti. E’ già abbastanza avanzata, per questo faccio fatica a muovermi. Le svelo una terribile verità: la maggior parte della mia giornata si svolge sul divano, me ne sto sdraiata, mangio e mi stendo di nuovo, niente da fare, è l’organismo che lo richiede.



- Non hai la sensazione di non aver detto tutto quello che avevi da dire? Magari quando guardi le esibizioni delle giovani ginnaste?
- Di non aver detto tutto quello che avevo da dire, probabilmente no. Certo, come tutti gli atleti volevo una medaglia d’oro alle Olimpiadi e invece ne ho ottenuto una d’argento. Ma sono felice di averla, è un grande lavoro in cui sono state investite molte energie. Ho dato tutta me stessa alle gare, proprio per questo mi sono ritirata.
- Ti vedi come allenatrice?
- Mi sembra che fare l’allenatrice mi riuscirebbe. Adesso svolgo molte master class e ho già imparato a capire come lavorare con le bambine. So che mi può venire da gridare e che questo è normale. Anche se prima pensavo di essere molto buona e che non sarei stata capace di alzare la voce sulle bambine. Per questo sto considerando questa possibilità, dopo che avrò partorito, fra più o meno un anno.
- Ma dopo esserti ritirata la tua vita è molto cambiata. Allora, nel 2016, avresti supposto che tutto avrebbe girato con questa velocità e saresti diventata presto moglie e mamma?
- Dai 17-18 anni desideravo diventare mamma, sposarmi. Un desiderio troppo serio e di responsabilità per quell’età. Ma lo sport prendeva tutte le mie energie e non avevo voglia di far baldoria e divertirmi, avevo voglia di una famiglia. Per questo avevo fiducia, aspettavo e pensavo a questo. Per me, certamente, il fatto che tutto questo sia accaduto così velocemente e così facilmente è molto inaspettato. Ma non l’ho mai rimpianto.



- Adesso segui le gare?
- Certo, guardo tutto: sia ginnastica che calcio che hockey. Mi sembra che guardo tutti gli sport che fanno vedere in televisione. Anche se dopo le Olimpiadi per un anno non ho guardato nulla. Non volevo.
- Eri soprassaturata?
- Sì, soprassaturata. Non avevo voglia di guardare, camminare e in generale di fare qualcosa. Volevo vivere ormai almeno un po’ la mia vita, fare quello che voglio io. E’ stato un periodo così difficile.
- Quando guardi le partite di tuo marito ti preoccupi più per lui o per la squadra?
- Adesso, nelle mie condizioni, non dovrei agitarmi, ma le guardo lo stesso. Mi preoccupo soprattutto che non ci siano infortuni. Se il Salavat Yulaev (la squadra di Hockey su ghiaccio della città di Ufa nella quale il marito di Yana, Dmitri Kugryshev gioca come ala destra, N.d.T.) perde, cerco di consolarlo. Ci saranno altre vittorie, la salute, naturalmente, è più importante.
- E’ importante per lui il tuo sostegno? Perché ci sono atleti che al contrario proibiscono ai loro parenti di andare alle partite, di supportarli dalle tribuna, perché questo crea loro delle difficoltà dal punto di vista emotivo.
- Certe volte gli chiedo se è il caso di andare alla partita a vederlo, magari potrei dargli fastidio, ma lui al contrario è solo a favore a che io gli sa accanto, quindi questo problema non ce l’abbiamo.



- Durante la tua carriera sportiva hai viaggiato molto. Adesso hai il desiderio di tornare da qualche parte?
- Amo andare nei vari Paesi. Vero è che adesso nelle mie condizioni l’unico itinerario praticabile è Mosca-Ufa-Mosca. Se vogliamo parlare dei viaggi durante le gare, adesso mi rendo conto di essere stata dappertutto ma di avere visto solo gli alberghi. Non ci facevano fare escursioni, non c’era assolutamente il tempo di guardare la città, per questo adesso per me è arrivato il tempo di viaggiare e guardare il mondo da un altro punto di vista.
- E comunque c’è qualche posto dove desidereresti tornare?
- Mi è piaciuta molto Vienna, in Austria, ma sono stata lì in un’età in cui non avevo consapevolezza, non mi ricordo quasi niente oltre al fatto che era bello. Mi piace molto la Germania.



- Hai in programma qualche progetto personale?
- Sono aperta ad ogni novità, ma l’anno prossimo. Adesso sono in stato interessante, per questo mi è difficile pensare a cose di questo genere, i miei pensieri non riguardano assolutamente queste cose. Ma l’anno prossimo senz’altro. Potrebbe essere qualcosa legato allo sport, ma anche no.
- Dei genitori così sportivi sono una grande responsabilità per un bambino, ci avete pensato?
- Che sport fargli fare? Non so. Prima avrei detto che non avrei fatto fare ginnastica ritmica a mia figlia per nessun motivo, ma adesso ho già dei dubbi, magari le piacerà. Mio marito vuole che nostra figlia sia una ginnasta. Ma comunque prenderemo lo spunto dai desideri della bambina, dalle sue doti fisiche.
- Se la bambina deciderà di voler fare ginnastica ritmica l’allenerai?
- No, non riuscirei mai ad essere l’allenatrice di mia figlia. Mi sembra che sia una cosa molto difficile. Ho visto molti esempi dove la mamma allenava la figlia, e non è mai finita bene. Penso che se l’allenassi io le sarebbero permesse più cose che alle altre bambine, le verrebbero usate delle indulgenze. Sono disponibile ad allenare le figlie degli altri, ma non le mie.
- Per te era importante che l’allenatrice fosse l’allenatrice e i genitori i genitori?
- Mamma per me è sempre stata la mamma, mentre papà era il mio secondo allenatore. Ma per me era molto importante il loro sostegno proprio come genitori: qualunque cosa accadesse sapevo che erano dalla mia parte.



- Qual è la tua vittoria più grande?
- La mia vittoria più grande è la mia famiglia. E qui non c’è proprio niente da aggiungere.


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25/12/2018 22:02 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399219
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Yana ha partorito la sua prima bimba il giorno di Natale :inlove:


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25/12/2018 23:53 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399220
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Congratulazioni alla neo-mamma!


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26/12/2018 10:17 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399221
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congratulazioni :inlove:

26/12/2018 10:22 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399222
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Congratulazioni! :catlove:

26/12/2018 12:35 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399224
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Auguri alla neo mamma! :catlove: :heart:

26/12/2018 16:13 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399225
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Yana ci manchi!!! Linee ineguagliabili, un collo del piede da far invidia ai ballerini, braccia lunghe e gambe snellissime. Una ginnastina si avvicinava a te, Ermolova, ma anche lei fuori gioco.
Voglio tornare a vedere la tua leggerezza in pedana!!!

04/01/2019 21:19 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399313
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04/01/2019 23:01 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #399316
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La bimba si chiama Eva!

19/02/2019 17:53 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #401140
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A fine gennaio Yana Kudryavtseva ha concesso alla giornalista Maria Markova un’intervista che è stata pubblicata in forma leggermente diversa da sport-express.ru e teamrussia.pro (la maggior parte del testo è identico, ma ognuna delle due varianti ha in aggiunta qualche domanda che l’altra non presenta). Ho quindi fuso le due varianti e le ho tradotte come segue:



- Alla fine dello scorso anno è nata sua figlia Eva. Come si sente nel suo nuovo ruolo?
- E’ molto inconsueto e faticoso. Non pensavo che essere mamma fosse un così enorme lavoro. Ho perfino scritto alla mia allenatrice che è più pesante che allenarsi. Ora guardo le donne che hanno figli in modo completamente diverso.
– Qual è la cosa più complicata?
– E’ difficile evidenziare una cosa in particolare. E’ molto complicato quando il bambino piange e non capisci che cos’ha. Le nonne e i nonni mi danno dei consigli, ci sono i libri. Cerco di capire con tutte queste cose. La cosa più piacevole, invece, è sicuramente quando il bambino sorride e dorme pacificamente. Probabilmente tutte le mamme saranno d’accordo su questo.

– Pelageya, la moglie del giocatore di hockey Ivan Telegin ha detto in un’intervista che per lei è molto faticoso passeggiare con il bambino.
– Io mi gelo tantissimo. Per me adesso 30 minuti è il massimo, anche se potremmo già stare all’aria aperta più a lungo.
- Ora dove vive, a Mosca o a Ufa?
- Per adesso io e mia figlia viviamo a Mosca. Eva è ancora piccolissima per i viaggi in aereo. Mio marito viene abbastanza spesso, tutti i suoi giorni liberi. Ma mi manca moltissimo.

- Dmitry ha assistito alla nascita della figlia?
- In un certo senso ne è uscita fuori una storia buffa. Mi hanno ricoverato la sera prima. I medici hanno detto: domani ormai questo miracolo succederà sicuramente. Io ho telefonato subito a Dima, lui ha chiesto il permesso all’allenatore ed è arrivato a Mosca in aereo la mattina presto. E io stavo letto e continuavo a ripetere: “devo sbrigarmi a partorire, mio marito ha l’aereo e la partita”.
- Il giorno dopo la nascita di sua figlia Dmitry ha segnato contro il “Sibir’”. Ha visto questa partita?
- Certo, l’ho vista alla televisione in corsia. Sono stata molto contenta.
- E durante la gravidanza andava alle partite in cui giocava suo marito?
- Sono andata a tutte le partite del “Salavat” fino all’ultimo. Ancora all’inizio di dicembre ero all’ “Arena” (lo stadio del ghiaccio sede della squadra “Salavat Yulaev Ufa”, dove gioca il marito di Yana Dmitry Kugryshev, N.d.T.), perché so che per mio marito è molto importante il mio sostegno. Non posso dire di preoccuparmi molto quando sta sul ghiaccio. Sono comunque un’atleta e capisco come e cosa succede nello sport. E vivo abbastanza tranquillamente tutto quello che non riguarda possibili infortuni.
– Suo marito non si preoccupava per lei?
– No. Io un paio di volte gli ho chiesto “Sei sicuro che per me sia il caso di andare? Non ti preoccuperai?” Lui stesso ha risposto “No, vieni, ho bisogno del tuo supporto”. Per questo ho tifato in tribuna fino a che non sono tornata a Mosca, proprio prima del parto.

– Gli atleti di solito sono superstiziosi. Quando in famiglia ce ne sono due probabilmente la vita è piena di rituali.
– Veramente no. Noi non siamo per niente una famiglia superstiziosa. Non abbiamo nessun segno scaramantico o tradizione particolare. Neanche nei giorni della partita. L’unica cosa è che Dima prima delle partite mangia pochissimo. Ma esclusivamente per il fatto che così per lui è più facile pattinare.
- Lei ha raccontato che dopo essersi ritirata per lei è stato molto difficile abituarsi ad occuparsi delle faccende quotidiane, fare il bucato, pulire. Adesso si è abituata?
- In linea di massima sì, ma con la nascita della bambina gestire tutte queste cose è diventato più difficile. E’ difficile cullare un bambino mentre fai qualcos’altro. Fortunatamente ci aiutano le nonne e le bisnonne. Per questo ho quasi sempre tutte le faccende fatte e io mi occupo solo della bambina.
– Ufa, Mosca, San Pietroburgo, ha una città preferita in Russia?
- Più di tutto, naturalmente, amo Mosca. Anche Ufa è una città molto piacevole, soleggiata e non molto fredda. Almeno era così prima che partissi. Il mio rapporto con San Pietroburgo non è molto buono. E’ una bella città, ma un po’ grigia. In generale agli spostamenti sono abituata, quando ero nello sport per gare e ritiri sono stata ovunque.

- Ai ritiri praticamente la cerchia delle frequentazioni non cambia, si arriva con la squadra e con la squadra si riparte. E’ stato difficile adattarsi al trasferimento ad Ufa, dove era tutto nuovo?
- Io non ho avuto nessun problema. Ho fatto conoscenza abbastanza velocemente con le mogli degli altri giocatori di hockey, andiamo da qualche parte insieme mentre i nostri mariti stanno agli allenamenti e anche con le famiglie usciamo spesso. Perfino quando i mariti passano ad altri club cerchiamo di mantenere i rapporti.
- Avete una chat comune per le mogli dei giocatori di hockey del “Salavat”?
- Sì, certo.
- Di cosa si scrive?
- Parliamo di varie cose, di alcuni avvenimenti della nostra vita, di notizie, progetti, delle nostre riunioni di quando ci incontriamo. Segreti da ragazze, in poche parole. Lì ho ricevuto moltissimi auguri per la nascita di nostra figlia.

- E l’hockey?
- In chat non ne parliamo quasi mai, al massimo possiamo essere contente per qualche vittoria. Che esperte di hockey possiamo mai essere? Perfino se mio marito comincia a raccontarmi qualcosa, di solito io semplicemente lo ascolto e annuisco. Consigli non gliene do praticamente mai, e non ne ha nemmeno bisogno. E’ una questione psicologica, talvolta per trovare una soluzione bisogna semplicemente tirare tutto fuori.
- Adesso la sua cerchia di amicizie è più legata all’hockey o proviene ancora dal mondo della ginnastica?
- Forse è comunque legata all’hockey. Dopo le partite ci riunivamo spesso in tanti, giocatori con le mogli, andavamo a cena insieme. Dal mondo della ginnastica io continuo ad essere amica di Rita Mamun, lei abita qui vicinissimo ed è anche perfino già venuta qui a trovare Eva. Ho rapporti con Sasha Soldatova, Nastya Bliznyuk, le ragazze con cui ero a Rio 2016. Ma c’è già stato un tale ricambio nella formazione che molti nomi neanche li conosco.

- E in generale segue le notizie provenienti dal mondo dello sport, dai Campionati Europei di pattinaggio artistico alla questione di Kokorin e Mamaev (famosi calciatori russi arrestati per l’aggressione in un bar a un alto funzionario del Ministero del Commercio russo, N.d.T.)?
- Di queste cose il responsabile è mio marito. Legge tutto il tempo cose su internet e poi me le racconta. Io invece mi sono un po’ esclusa dal mondo delle informazioni. Giusto se capita qualcosa di interessante su Instagram.
– E gli avvenimenti dal mondo della ginnastica li segue?
– Dopo le Olimpiadi ero talmente stanca dal punto di vista psicologico che cercavo di non guardare proprio niente. Non sapevo neanche che programma avevano le nostre ginnaste. Adesso comincio già ad avere nostalgia. Parlo con le ragazze, vengo a sapere le varie notizie.
– Con che velocità riesce a tornare in forma?
- Certo adesso i muscoli non hanno il tono che avevano prima della gravidanza. Ma penso che tutto tornerà in forma. Quando sarà possibile mi allenerò. E per quanto riguarda il peso, adesso mangio pochissimo e sulla bilancia i numeri sono più bassi perfino di quelli che erano prima della gravidanza.
- A proposito di Instagram. Lei era molto attiva, anche durante la gravidanza. Come reagiva suo marito?
- Mio marito talvolta era contrario a che io postassi qualcosa. Possiamo dire che metteva alcune censure.

- Aveva paura che ve la tirassero, che portasse male?
- In un certo senso. Semplicemente non ama molto il lato pubblico della sua professione. Io a questo riguardo sono tranquilla. A pensare sempre che te la tirano e al malocchio non fai che attirare queste cose verso di te. Ma tutto deve essere entro limiti ragionevoli. Non sono pronta a far vedere la mia bambina, almeno per ora.
- E a fare pubblicità di qualcosa sui social?
- Sono molto esigente in questo senso. Benché mi renda conto che possa esserci un buon guadagno.
- Lei ha effettuato parecchie master class, perfino in stato interessante. E’ conveniente dal punto di vista economico?
- Non le nascondo che non sono pochi soldi. Ma per me la cosa principale è stare con le bambine, che regalano emozioni fantastiche. Bambine piccole che ti guardano con i loro occhioni, ti tengono per mano e urlano “Yana, Yana!”. Se ci ripenso mi vengono i brividi.

- Si ricorda se stessa così piccola che tiene per mano una ginnasta adulta?
- No, i miei ricordi partono più o meno dai dieci anni. E non avevo assolutamente nessun idolo. In un certo senso non era nel mio carattere avvicinarmi per un autografo o per chiedere una fotografia. Forse è una questione di come si viene educati.
- Cosa le chiedono più di tutto le bambine?
- Come diventare una campionessa olimpica, come superare un infortunio grave, come superare il fatto di volersi ritirare dallo sport mentre cercano di convincerti a rimanere. Anche se, quando è diventato evidente che aspettavo un bambino tutte le domande sulle Olimpiadi sono passate in secondo piano. La domanda preferita è diventata: lei aspetta una femminuccia o un maschietto?

- Le ha una storia incredibile di rivalsa sportiva. La partecipazione ad un’Olimpiade dopo una gravissima frattura. Alle stesse master class le mamme delle future ginnaste non le chiedono “ma vale proprio la pena di cominciare”?
- Di cominciare vale la pena. La ginnastica è uno sport splendido per una bambina. Non si può costringerla. Deve venire dall’anima. Io mi rendo conto che non costringerò mia figlia a praticare la ginnastica se per lei non sarà congeniale.
- E se le sarà congeniale l’hockey?
- E’ una domanda difficile. Forse proveremo a scegliere un altro sport.
- Dopo le master class ha la sensazione che lavorare come allenatrice sia la cosa per lei? Le prendono molto tempo?
- Per ora non alleno ogni giorno. Più che altro, mi prendono molte energie. In primo luogo è fisicamente stancante stare in pedana per 10-12 ore. In secondo, non tutte le bambine afferrano tutto al volo. A qualcuna bisogna far vedere le cose più volte, con un’altra cercare un altro approccio. Adesso capisco quanto era difficile lavorare con me per la mia allenatrice. Tanto più che io non ero la ragazza più facile del mondo.
- Era capricciosa?
- Avevo sempre la mia opinione su ogni cosa. Potevo inventarmi da sola un lavoro, insistere su un qualche elemento. Adesso mi rendo conto che in alcuni casi sbagliavo.
- Con Irina Viner-Usmanova si frequenta?
- Sì, ci frequentiamo e ci facciamo gli auguri per le feste, ci scriviamo spesso. Recentemente sono andata da lei a Novogorsk. Lei ci vuole sempre bene nello stesso modo, aspetta che torniamo.

- Ci spieghi questo fenomeno: ad un semplice tifoso la Viner sembra un’allenatrice molto dura. Come succede che tutte le allieve la ricordino con tale tenerezza?
- Con gli anni le cose negative si dimenticano. Quello che resta nel ricordo è che lei per lunghi anni è stata la nostra seconda mamma. E il suo carisma. Incredibile. E’ una cosa che non si può descrivere a parole, bisogna solo stare accanto a lei in palestra… E poi con Irina Aleksandrovna è tutto legato alla nostra attività. Se lavori bene, fai tutto quello che devi, va tutto benissimo. Se invece qualcuna ha preso peso o ha trasgredito qualcos’altro, puoi metterci una croce sopra.

- A lei è successo spesso?
- No. Irina Aleksandrovna diceva sempre: se mi capiscono senza urla perché alzare la voce?
- Il suo carattere non semplice e il suo smisurato spirito di iniziativa si sono estesi alla famiglia?
- Con mio marito non litighiamo. Ascolto sempre i suoi consigli e obbedisco.
- Nei suoi progetti a breve termine c’è solo la maternità?
- No. Per quest’anno sono previste parecchie master class. Inoltre, quest’anno sto scrivendo la tesi presso l’Università di Educazione Fisica “Lesgaft” (di San pietroburgo, N.d.T.).
- Suo marito non cerca di farla restare a riposo per la maternità?
- Al contrario, a lui interessa che io progredisca, che vada alle master class, che veda persone. Ci manca poco che mi proponga di tornare alla ginnastica.
- E lei è pronta a correre questo rischio?
- Oh, non mi tenti. Per ora lascio questa domanda senza risposta.

19/02/2019 18:10 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #401141
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- Il suo carattere non semplice e il suo smisurato spirito di iniziativa si sono estesi alla famiglia?
- Con mio marito non litighiamo. Ascolto sempre i suoi consigli e obbedisco.



Ma stiamo scherzando? Obbedisce? E "le censure su instagram"... boh... non sono molto d'accordo a sottomettersi cosi al partner!


Piace a: Kalinka
19/02/2019 21:59 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #401145
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Ailith ha scritto: - Il suo carattere non semplice e il suo smisurato spirito di iniziativa si sono estesi alla famiglia?
- Con mio marito non litighiamo. Ascolto sempre i suoi consigli e obbedisco.



Ma stiamo scherzando? Obbedisce? E "le censure su instagram"... boh... non sono molto d'accordo a sottomettersi cosi al partner!

Anche a me hanno lasciata un po' interdetta...magari è la traduzione oppure lei non si è espressa bene, potrebbe darsi che intendesse in un altro modo. Bo

20/02/2019 13:14 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #401151
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Valeffe ha scritto:

Ailith ha scritto: - Il suo carattere non semplice e il suo smisurato spirito di iniziativa si sono estesi alla famiglia?
- Con mio marito non litighiamo. Ascolto sempre i suoi consigli e obbedisco.



Ma stiamo scherzando? Obbedisce? E "le censure su instagram"... boh... non sono molto d'accordo a sottomettersi cosi al partner!

Anche a me hanno lasciata un po' interdetta...magari è la traduzione oppure lei non si è espressa bene, potrebbe darsi che intendesse in un altro modo. Bo


Magari si è espressa male, in ogni caso in Russia quella che noi chiamiamo "parità nella coppia" non esiste, ma vi assicuro che è una cosa voluta, per loro l'uomo deve fare l'uomo e la donna deve fare la donna, sono molto tradizionalisti da questo punto di vista, ma ripeto è una cosa voluta e legata alla loro cultura. Poi per quanto riguarda il mondo del lavoro è tutta un'altra storia, non è importante che tu sia uomo o donna, potrai comunque diventare un imprenditore o un imprenditrice, un insegnante, ricoprire un importante ruolo pubblico ma soprattutto riceverai lo stesso trattamento e lo stesso stipendio, indipendentemente dal tuo genere. E così funziona dai tempi dell'Unione Sovietica.

25/02/2019 17:00 · KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997... KUDRYAVTSEVA Yana (RUS) 30/09/1997 #401436
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Ho fatto un video dove ho costruito un esercizio alla palla con Yana, secondo voi qual è il punteggio della difficoltà? Non me lo sarei mai aspettato!

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Beatrice Vivaldi

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