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SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998

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12/05/2020 12:25 · SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998... SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998 #435772
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sulle storie del profilo instagram soldatovids c'è la traduzione di alcuni punti, credo

12/05/2020 19:28 · SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998... SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998 #435784
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12/05/2020 19:29 · SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998... SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998 #435785
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23/05/2020 22:31 · SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998... SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998 #435901
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ALLORA, FERMI TUTTI, HO TRADOTTO L'INTERVISTA FATTA AD ALEKSANDRA SOLDATOVA, SICCOME LA NOIA DELLA QUARANTENA È ATROCE E STO DIVENTANDO MATTA. HO COMPIUTO QUEST'IMPRESA FOLLE. PREMESSA IMPORTANTISSIMA: NON HO LA LAUREA IN INTERPRETARIATO E TRADUZIONE, SONO AL QUARTO ANNO DI LICEO LINGUISTICO E STUDIO RUSSO DA 4 ANNI, PERTANTO SE LA TRADUZIONE DOVESSE ESSERE TROPPO LETTERALE O DOVESSERO ESSERCI ERRORI FATEMI SAPERE, TUTTE LE CORREZIONI SONO BEN ACCETTE, IN PARTICOLARE DA CHI È MADRELINGUA. Detto questo, vi auguro una buona lettura, LEGGETELA TUTTI PERCHÈ HO IMPIEGATO GIORNI PER PORTARE A TERMINE IL LAVORO, SE LA IGNORATE SONO CAPACE DI VIOLARE TUTTE LE NORME DELLA FASE 2 E VENIRE NELLE VOSTRE CASE A MINACCIARVI DI LEGGERLA CON LA MIA CLAVETTA IN MANO.

GRAZIE, VI VOGLIO BENE. :heart: :heart: :heart:

Carlotta.

Aleksandra Soldatova: mi piacque come Kabaeva si comportò col suo caso.

4 volte campionessa del mondo, tre volte campionessa europea, Aleksandra Soldatova parla per la prima volta dettagliatamente della sua vita, delle sue passioni e, ma certo, del suo amore principale - la ginnastica ritmica.

Come sopravvivere agli attacchi e a due fratture di seguito, se ci fu un amore con Kirill Kaprizov e quanto tempo serve, per attirare l’attenzione di una delle più belle donne del mondo dello sport, la quale ha quasi mezzo milione di iscritti su Instagram, Aleksandra Soldatova racconta in un'intervista a “RIA Novosti”.


— Conserva i primi ricordi della ginnastica?

— Sí, certo, ricordo tutto molto chiaramente. Mi sembra persino di ricordare, quali pensieri avessi in testa in quel momento. Quando mio fratello iniziò a praticare ginnastica artistica, e francamente molto bene, noi eravamo ancora in Baškiria. Poi ci trasferimmo a Puškino, iniziammo a cercare una sezione di ginnastica per lui e raggiungemmo la sezione, ma non videro che tipo di ginnastica era. Volevamo iscriverci, l'allenatrice ci vide e disse : " Da noi ci sono solo ragazze, da noi c’è solo ginnastica ritmica". La mamma guarda, pensa: "Che tipo di sport è questo, tanto interessante?" Non esitò e rispose : "Va bene, abbiamo anche una ragazza, allora lasciate che si alleni da voi". E così io in quel momento corsi nel corridoio, e la mamma disse soltanto: " Ecco così vai a correre". Io ho legamenti abbastanza morbidi di natura. Ricordo, quando mi guardavano, mi chiesero di fare un ponte, lo eseguí al loro cospetto e loro mi tennero un po’ per la vita, affinché non cadessi. Io stessa fui già in grado in quel momento di eseguirlo, perchè andavo spesso in palestra con mio fratello e mi piaceva fare sport, dunque non c’era nessun problema con tale elemento. Ricordo come l’allenatrice mi supportasse un po’ e io immediatamente le gettavo uno sguardo tipo “Si posso farlo, ecco lascia andare! Lascia andare!”

— Oh come conosco quello sguardo... lo stesso, quando aiuto mia figlia e la tengo durante le lezioni di danza. Sta frequentando il corso su Zoom e bisogna proprio sorvegliare.
— Ecco sí, Ho questo sguardo sul viso, "Sì, posso farlo!" (Ride.) Ricordo come io imparai questo sul divano — su un morbido, alto divano. Quindi mi alzavo e se fossi caduta dal ponte, sarei solo caduta sul pavimento. Non so, come mi passò per la testa. Ma comunque, non avevo scelta. Forse, cosi mi allenavo inconsciamente, per non cascare, per cui non avevo paura. Ho bei ricordi d'infanzia.

— Che dire dell’infanzia in generale? Tutto il tempo in palestra, le lezioni...
La cosa migliore, in generale, che potesse succedere nella vita e nell’infanzia è la ginnastica ritmica- ha reso felice la mia infanzia. Per questo è tutto perfetto.

— E che mi dici di giocare con le bambole?
— Non ho mai avuto una bambola!

— Davvero?
— In generale no.

— E com’è possibile?
— La nostra famiglia si muoveva molto e io e mio fratello non facciamo tempo ad avere amici. I migliori amici l’uno dell’altro eravamo noi stessi.(Ride) E tutto il tempo giocavo con mio fratello a quei giochi per ragazzini. O se erano compagnie e amici erano le sue compagnie, beh è quello che è… ero un maschiaccio durante l’infanzia.

— Quindi invece di bambole, soldati e macchine?
— Sí, sí.Ho avuto un’infanzia da gangster (Ride)(Noi,ragazzi dello zoo di Puškino). Naturalmente, non abbiamo avuto nessuna rissa, ma mio fratello mi ha rotto il braccio una volta (Ride).

— Per sbaglio?
— Beh, di sicuro non di proposito. (Ride) (e ci mancherebbe cacchio) . Mi ha spinto giù da delle altitudini, sono caduta sulla schiena e mi sono rotta il braccio. Cacchio, ma mi sono così divertita, che ho continuato a giocare più avanti. (Ride)

— Io da nessuna parte non ho trovato, né in una delle sue interviste, parole su suo padre.
— Ma nessuno ha fatto domande. (Sorride)

— Allora dimmi è interessante invece! E come se, lo stesse nascondendo, chi è papà, dov’è, cosa fa.
—Mio padre è riservato, lo sto nascondendo, è una spia, un agente segreto (Ride). Adoro mio padre, non sai quanto! Io con lui ho una specie di connessione cosmica. Avete delle figlie - dovreste capire di cosa sto parlando. Io e lui parliamo molto poco, ma allo stesso tempo, per esempio, possiamo passare un giorno intero insieme, non parlare di molto e ottenere assolutamente qualcosa l’uno dall’altro. O al contrario parlare tutto il giorno di temi assolutamente diversi. Adoro mio padre, lo amo così tanto, farei qualsiasi cosa per lui. Se sbagliasse 10.000 volte, direi ancora- no, ha ragione! È un autista, lavora ancora. E adoro mio fratello. così come adoro mio padre (Ride).

— Due uomini fondamentali nella vita?
— Non è questa la parola! Farei qualsiasi cosa per loro! Gli do sempre regali e naturalmente li adoro, li amo così tanto. A proposito, per mio fratello non abbiamo mai trovato la sezione di ginnastica artistica . Ma lui credo abbia provato tutti i tipi di sport che esistono. E stato un trampolinista, karateka, nuotatore… Penso che andasse addirittura a danza. Ha provato veramente tutto! Ma alla fine lui è intelligente, terribilmente intelligente. Terminó la scuola con la medaglia d’oro e il diploma rosso. Lui ora è un programmatore, molto richiesto. Per esempio, ora c'è una quarantena, e al contrario, gli stanno dando un aumento. Semplicemente fantastico! Il migliore di tutti. Io lo adoro.

— Torniamo alle bambole. Ho una figlia più grande che va a danza e porta sempre il suo giocattolo preferito- un topo. È il suo portafortuna, lo porta ovunque con sé. Hai un portafortuna del genere?
— Io e mio fratello abbiamo avuto un'infanzia abbastanza bella- abbiamo passato molto tempo all’aperto, tutto il tempo a inventarci cose, la fantasia funzionava molto bene, non potevamo stare a casa. Per questo non c'erano giochi. Ma un giorno ho ottenuto il mio primo stipendio - circa 3.000 rubli. Era probabilmente nel 2011. Ero pazzamente felice, naturalmente, e sono andato al negozio di alimentari a Pushkino per comprarmi qualcosa di delizioso. E ecco li all’improvviso vidi giocattoli a cui non avevo prestato attenzione prima. E beh ero lì, stavo guardando, e ho capito che era mio! Una piccola volpe. L'ho comprata, ed è ancora con me.

— Non è la stessa volpe dell’auto di Anna Vjačeclavovna, con la quale hai dormito nel retro?
— Sì, è quella (Ride).

— Ho sentito, che ti hanno portato della Cheesecake per colazione. Dieta della Cheesecake in isolamento?

— In realtà è solo che oggi ho dormito molto. Ho dormito per tutto il giorno, probabilmente, perché tutte le volte fino mi alzavo molto presto per via del gatto che mi svegliava. Così oggi ho deciso di dormire senza gatto, cosicché non mi svegliasse. E ho dormito a lungo, fino a pranzo. Ed ecco ora una cheesecake. La guardo capisco che la restituirò esattamente esattamente così com’è ora.Prendo un caffè ed è tutto, ecco la mia colazione. Sono in isolamento ora, quando faccio poca attività, mangio molto poco.

— Ma quanto ti alleni?
— Beh mi alleno molto.

— Vedo, con la tua allenatrice e le sessioni online...
— E autonomamente, e per strada.

— Quante ore al giorno?
— In genere non lo calcolo . Io stessa quando mi alleno non faccio come dei programmi. Niente del genere, che, ecco, io mi sieda ed è come: “bene, ora mi metterò par terre” ... No. Mi siedo, sento la musica, e inizio un video col gatto (ride) … Il mio allenamento dura per tre ore.

—Ora la tua motivazione è chiara. Qual era la tua motivazione principale da piccola?
— Non c’era! Mi piaceva e basta. La frenesia che avevo da piccola è così ora. Ascolta per esempio, ero a scuola, era la sesta o settima ora, e stavo già diventando triste, annoiata, malinconica. Ma era sufficiente che pensassi all’allenamento in arrivo e immediatamente riprendevo forza, l’umore immediatamente migliorava. Arrivavo sempre per prima ad allenamento, ed uscivo sempre per ultima. E mai avrei pensato di essere una campionessa, di vincere i giochi olimpici o di accedere alla squadra. Non avevo questo bisogno. Io mi allenavo soltanto, perchè per me era molto divertente. Mi piaceva. Io semplicemente amavo questo genere di sport.

— Generalmente avevo la sensazione che gli allenamenti di hockey fossero più facili che quelli con Irina Aleksandrovna Viner a Novogorsk. Fin dalle Olimpiadi di Sydney, ho presieduto a sessioni diverse, tra cui a Novogorsk, e me lo ricordo molto bene.
— Ma non è una sensazione, è così. Quando abbiamo ospitato i campionati mondiali di calcio, I calciatori si allenavano a Novogorsk accanto a noi. Vedevamo il loro campo dalla nostra palestra. Ci allenavamo, loro si allenavano, noi ci allenavamo - loro si allenavano, loro si allenavano - loro partono, loro si allenavano - loro facevano una pausa, loro si allenavano - loro arrivano al secondo allenamento, noi ci allenavamo - loro uscivano dal secondo allenamento. E ci stavamo allenando tutti, eravamo ancora prime. Avevano finito, la giornata era finita, e avevamo il nostro primo allenamento.

— E che ne dici di questo? Davvero non capisco cosa vuol dire. È un amore per lo sport?
— Nel mio caso, si. Io dico, ho questa passione, e avevo questi momenti, quando nei periodi più duri — di preparazione ai campionati del mondo e ai campionati europei— e tu sei davvero solo, e mi scusi per l’espressione, sgobbi come uno schiavo tutto il giorno. Ecco ricordo questo momento in cui tutto era già senza forze, esaurito, eri solo esausto, non stavi mangiando, bevevi acqua e tutto il resto, eri sempre tra il pubblico, non riposavi, in questi momenti ho per la testa questi pensieri: "Sasha, ascolta, ti stai allenando, fatti da ora in poi! Pensaci, sarà già finita, la vita della ginnasta è molto, molto, molto breve, e ne sentirai la mancanza". E io immediatamente riprendevo la forza. Così sono stato in grado di motivarmi in questo modo. E poi c'è l'esercizio preferito, e c’è ogni stagione, e dipende dalla musica. Capisci, è quello che fai con piacere, e vuoi farlo più di ogni altra cosa. La musica è molto importante

— Mi ricordo del tuo programma con Pugačëva. (Nastro 2018)
— Ecco! Quella fu la mia preferita! Ero in macchina con Anna Vjačeslavovna e ho aperto la mia playlist, stavamo scegliendo la musica. Accesi tutto e pensavo tipo “ Questa? O forse questa?” L’avvio, l’avvio, e poi Pugačëva, e capimmo che era quella giusta!

— Novogorsk — è questo il luogo del potere della ginnastica ritmica mondiale?
— Si, naturale. Ci sono tutte le leader mondiali, le stelle del mondo. Abbiamo spesso le leader di altri paesi che vengono ai nostri ritiri - per allenarsi con i nostri allenatori, per allenarsi con noi, per praticare in questo ambiente, per vedere come funziona tutto.

— Ma, non c’è qualcosa che sono venute a sbirciare?
—No, ovvio. Al contrario, siamo sempre molto felici con le ragazze provenienti da altri paesi. Questo è molto interessante, e siamo noi a sbirciare loro… ecco, a volte quando qualcuno di nuovo viene dall’estero d siccome tutti hanno qualcosa di interessante, tu vuoi vedere qualcosa di nuovo o nuovi elementi. Beh, succede anche questo.

—Ricordi il primo incontro con Irina Aleksandrovna?
— Onestamente, no. Ecco spesso nelle interviste fanno questa domanda. qual’è stata la tua prima allenatrice, primo incontro, com’è iniziato tutto… In linea di massima non mi ricordo. Infatti tutto è cominciato gradualmente, andavo con Anna Vjačeslavovna a Novogorsk e mi allenavo parallelamente a Daša Kondakova. Nella sala c’era Irina Aleksandrovna, ma non era lì per me, perchè ero molto piccola. E già mi abituavo a lei, ascoltando ciò che diceva e come lo diceva. E quindi col tempo poteva urlarmi contro qualche osservazione da lontano, poi due osservazioni, poi tre, e poi richiamarmi da lei.

— Un commento- quando presiedevo agli allenamenti, aveva toni alti, ma normali. E poi c'era questo documentario su Rita Mamun con tutto il backstage... e, ovviamente, sembra tutto molto diverso.
— Beh si. Ma ad essere onesta io ero nel mio mondo, mi allenavo non prestavo attenzione a certe urla, certi strilli e a certi commenti sgradevoli. E stavo bene. Io ero molto forte, stabile, psicologicamente. Non riuscivano a farmi piangere, nessuna parola poteva urtarmi. Se, per esempio, mi avessero urlato contro, io avrei potuto sorridere ini risposta. Tutto mi passava attraverso, non me ne accorgevo. Per la testa mi passavano per la testa questi pensieri “ Ah, ah, vuoi che pianga? Eh, eh, eh, allora dovresti dirmi ancora qualcosa! Beh, beh, dai, andiamo! (Ride) (Che tipa questa Sasha)

— E non c’era qualcosa, tornando a casa che ti faceva cominciare a piangere?
— Oh, no di certo! Pff, mai!

— Ti chiedono spesso quale sia l’eroe della ginnastica ritmica?
—Oh, nessun eroe "Non servirai falsi idoli".”. Beh a me piace Alina Kabaeva. Il tipo di persona positiva che è, il modo in cui si allenava tutto il tempo - con un sorriso. Come ha trattato il suo caso. È l'unico. Questo è tutto quello che ho. Non ho nessun altro esempio.

— Ricordo che a Sydney ero senza parole, quando il cerchio è caduto. Ho guardato Alyna e gli allenatori e non sapevo cosa stava succedendo. E 'stato scioccante, naturalmente. Hai rivisto il programma di Alina?
— Io l’ho visto naturalmente. E, penso, che in quel momento non ci fossero né urla né strilli, perché era chiaro, che in quel momento, Alina non era da biasimare. Fu davvero solo un momento importante, quando si dice che deve essere destino. Perché non si lascia cadere di proposito, fu solo una caduta incredibile, una prestazione incredibile. E non si può dire nulla al riguardo.

—Hai mai copiato qualcosa dalle esibizioni di Alina?
— No, e fondamentalmente da nessuna ginnasta, nessuno, nessuno, mai.

— Tu e Anna Vjačeslavovna, se non sbaglio, siete insieme da quasi dieci anni eh?
— Sì, sì.

— Praticamente un membro della famiglia.
—No non praticamente, è così . Perche io so che queste persone saranno con me per il resto della vita. Saremo sempre in contatto, e niente ci dividerà mai.

— Dieci anni e la tua prima vittoria di squadra — ricordi, come vincesti il campionato del mondo per Club?
— Si, quel viaggio è stato incredibile, inaspettato, sul serio.

— Fu in Giappone?
— Sì. Condividevo la stanza con Daša (Kondakova) e Ženija (Kanaeva). Ero così timida (ride), beh, pensa un po': una giovane ginnasta, che veniva da Puškino, primo grande inizio — E vivi nella stessa camera di alcune stelle del mondo! Ero sdraiato sul letto, e avevo paura di muovermi. Quindi mi sono coricato - e nessuno si mosse. (ride).

—Beh, ovviamente, le ragazze avrebbero potuto confortarla, cosicché non fosse timida...
— Ženija mi vide, e mi aiuto. Beh, in realtà furono molto gentili con me.Naturalmente, tutti lo sapevano,furono molto buoni. Poi ci fu la competizione, io esegui molto bene tutti gli esercizi, tranne uno .Il sistema era questo: tu facevi le quattro specialità, che andavano accreditate alla squadra, e poi si fanno due specialità, che sono indicative, infatti nella realtà non contano. Delle due specialità non accreditabili io feci palla e cerchio, e la palla uscì dalla pedana . Essa cadde dal mio ginocchio ed è volata in una direzione imprecisata. Ah come avevo paura di rientrare! Ma Anna Vjačeslavovna non mi rimproveró affatto, perché tale specialità non sarebbe stata accreditata. Ha detto che era un bene che io fossi caduta in quel momento. All'epoca era un pianeta diverso per me, perché il Giappone era un paese fantastico. Ero lì con Daša e Ženija, le vere stelle, ho vinto un inizio così grande, ho incontrato i giudici, ho incontrato le altre ragazze.

— E poi si decolla nel 2014. Debrecen, dove sconfiggi immediatamente Rizatdinova. Poi ci sono più fasi. Campionato Nazionale. Mondiale.
— Oh, sì, mi ricordo troppo bene, in generale fu tutto senza senso! Perchè io mi esibii sapete come? Io ero solo una ragazzina, ma molto sicura di sé! Ma non pensavo, che competessi seriamente. Specialmente quando venivo mandata come seconda ginnasta, e la prima era Liza Nazarenkova. E così eseguí le clavette… avevo questa musica divertente, ballavo e catturavo gli occhi dei giudici, sorridevo e pensavo : “Ok, chi mi guarda? Mi sto esibendo per te, giusto, giusto. Dai, guardami, sorridi". Mi stavo solo divertendo, ero euforica e poi finì e vidi il risultato, primo posto, e subito: “Cosa?!” Fu molto inaspettato e naturalmente un piacere. E questo è fu l'inizio del livello serio, dopo di che fui notata da Irina Aleksandrovna e lei cominciò a prestare maggiore attenzione. Il Campionato Mondiale di quell’anno non fu facile. Prima di tutto, è stato il primo e ho avuto un sacco di attenzione da Irina Alexandrovna, perché ero piccolo, e lei chiaramente si preoccupava. Mi allenò molto, investì molto in me, e fui in grado di esibirmi, non fallire. E in più Anna Vijačeslavovna era in travaglio e non poteva venire. Quindi fu il mio primo Mondiale e senza il mio allenatore, immagini? E io ero tipo - oh, cavolo, come faccio?

— Almeno un regalo all’uscita dall’ospedale!
— Certamente! Ero felice. Non era proprio un gioco per me, ma sorridevo tutto il tempo, e mi piaceva. Voglio dire, ero più rilassato per tutto. È stato fantastico. Forse se fossi stata più grande, sarei stata più responsabile.

— Non è stato come se ti allenassi, allenassi, allenassi e a un certo punto , inizi - Gesù, sono una ragazza, voglio tacchi, rossetto e andare da qualche parte?
—Io dico: ho ancora questo brivido! Mi ricordo che non mi allenavo abbastanza. Per quanto mi piacesse allenarmi, tanto mi piaceva inventare cose nuove, come mi piaceva arrivare per prima in palestra e lasciarla per ultima, tutto è rimasto così. Solo che io ho trovato il caso, che a sua volta mi aveva trovata. È stata una coincidenza. È stato il fanatismo che ha portato a ciò che è successo nel 2017, è stato dannoso per la salute. Solo poche persone sanno che mi sono esibita agli Europei del 2017 con un piede rotto. Prima dell'inizio, prima che andassi, ho provato con l’allenatore e quando l'allenamento è sono venuta al palazzetto ho provato di nuovo, con la musica e il body. Provai un brivido e il mio piede semplicemente non poteva reggere. Ricordo quel momento molto chiaramente: ho saltato, sono atterrata e qualcosa ha scricchiolato nel mio piede. Ed è stato proprio prima che lasciassimo Budapest. Non riuscivo ad eseguire un salto, non riuscivo a fare nulla. Questo fatto è una pazzia. A volte non conosco il limite della misura, e questo è stato il mio più grande svantaggio.
Ora sono maturata, più saggia. Ho questo amore per la ginnastica, questa passione, ma non permetterei mai certi fanatismi. Mi costò il Mondiale peraltro. 2017 è stato l’anno più difficile. Poi, nel 2018, ho di nuovo perso gli Europei: di nuovo una gamba rotta, sempre la sinistra, ma solo in un posto diverso. Ma è stato più facile per me superarla, perchè avevo alle spalle l’esperienza dell’anno precedente. Per giunta (sempre nel 2017 lo scrivo perchè non è chiarissima), all’inizio dell’anno c’erano state diatribe con i Fans, avevano cominciato a scrivere che le sorelle Averina erano forti e Soldatova è lenta, e non dovrebbe essere la leader, le Averina sono migliori. Per me è stato uno shock: perché lo stanno facendo?
Poi le Averina hanno vinto il Grand Prix, hanno vinto i Campionati Russi, e questo è stato l’inizio, agli europei ero stata fatta fuori- mi ero esibita perfettamente, senza errori in finale, ma per via delle nuove regole, loro avevano un punteggio di difficoltà leggermente più alto di me, letteralmente due decimi hanno fatto il risultato, alla fine la differenza era minuscola. Mi ricordo di come stessi sul podio, sorridendo, e piangendo. Il 2017 è stato un anno assai difficile.
Inoltre ho perso i Mondiali, è stato anche quello un colpo per, è stata molto dura. E successivamente è stata dura tornare, restaure il tuo nome, e riprendersi il posto nella squadra nazionale. E tutti i commenti contro che i Fans facevano come “ Soldatova è lenta, Soldatova ha già fatto il suo corso, e le Averina sono brave, guardate, sono le migliori di tutte, meglio di Soldatova.” Non sai com’è stato per me. Molto doloroso.

— E perchè li leggevi?
— Perchè nel 2017 quei commenti mi influenzavano molto. E nel 2018, quando mi ero rotta una gamba, sono stata così supportata! Più che mai. E stato uno shock. Te lo dico ora, e mi da i brividi, perchè mi sentivo così sopraffatta da tanto sostegno. E grazie a questo, la guarigione per i Mondiali è stata molto veloce.

— Ginnastica Ritmica — lo stesso sport per giovani, e come Pattinaggio di Figura Femminile. Lo hai seguito?
— Si, ovvio, lo seguo. Frequento Alina (Zagitova) e anche Ženija (Medvedeva) ma meno spesso. Le seguo e tifo per loro.

— E ti piace la transizione di Saša Trusova a Evgenij Pluščenko?
— Io ero semplicemente sotto shock, quando ho sentito che Trusova avrebbe lasciato Tutberidze, tutto in quel gruppo era forte, ora le mie simpatie sono tutte per Kostornaja (Alëna). Io faccio il tifo per lei maggiormente.

— Non volevi provare Pattinaggio di Figura? Non hai mai pensato a questo?
— No, come inizia ginnastica ritmica tutti i pensieri su gli altri tipi di sport caddero. (Ride)

— E cosa ti piace del Pattinaggio di Figura?
—Mi piace che sia molto bello (Ragazzi ha detto così, ve lo assicuro, ho controllato e ricontrollato ma per l’aggettivo “красиво” non ho trovato nient’altro che “bello”, “stupendo”, “carino”. La quarantena sta dando al cervello anche a lei mi sa.) In realtà io amo semplicemente Yuzuru Hanyu.

— Questione Cosmica.
— Ah! Ho la pelle d’oca ogni volta. Ho un programma, che ho invece conservato sul telefono. L'avrò rivisto dieci volte, davvero. E mi impressiona non perché esegue tutti quei suoi salti, ma perchè fa tutto musicalmente. È fantastico, è solo un pattinatore artistico di un altro pianeta. E questo suo corto su Di Blasio.

—Come ti occupi dei tuoi corteggiatori?
— (Ride) E che è, Devi avere a che fare con loro?

— Beh, non c'è modo che una ragazza carina come questa non abbia ammiratori? Scommetto che è il contrario!

— Si, è quello che sembra, non c’è nessuno che fa la fila oppure sono solo io che guardo nel posto sbagliato. (Ride)

— Esattamente?
—Va bene, aprirò un velo della mia relazione (ride). Ma non del momento, ma dal passato. Il primo con cui sono uscita, si è preso cura di me per un anno solo perché iniziassi a parlargli almeno un po'. Durò un anno.

— Che cosa dovrebbe esserci in un uomo del genere, perchè tu cominci a parlargli?

— Cura. Non fiori, né regali, ma quando si guarda ad altre cose. Quando di aiuta con la tua salute portandoti Kefir e Bacche. (Ma wtf? Io voglio il cioccolato, ma che bacche, ma cos’ha nella testa sta ragazza?) Sono sempre facilmente corruttibile dalla cura e dall’attenzione per i dettagli. Quando riesco a dire qualcosa di sfuggita, e lui se lo terrà a mente e poi lo porterà, se lo ricorderà o lo chiederà. Odio la finzione, è solo che è davvero non per me.

—Allora devi commentare onestamente la voce principale, su Sasha Soldatova. C’è stata una storia d’amore tra te e Kirill Kaprizov?
— (Ride) Cacchio! Beh, Kirill è mio amico, io lo conosco dal 2015. Ma noi già molto tempo che non parliamo e non siamo mai stati insieme.

— Non volevi provare "Ballando su TNT"? Liajsan (Utyasheva) lì, di nuovo, conosci anche Miguel...
—No, io ballo come un verme, mi sembra (ride). Ho esperienza - ho ballato in un progetto con Miguel, ho ballato al PRODANCE nel loro studio, ma è molto difficile. Non sono pronta per questo adesso, perché siamo ginnaste, abbiamo una specializzazioni completamente diverse. Dovrebbe essere molto naturale, ma le abbiamo provato le cose talmente tante volte che ci hanno detto di fare questo e quel movimento, e noi raddrizzavamo automaticamente le braccia, le gambe, le mani, abbassavamo le spalle. Tutto è già nel tuo sangue, è tutto automatico, allungato, come dovrebbe essere nella ginnastica. Nella le linee sono così spezzate, da qualche parte devi essere sciolto, da qualche parte devi avere un passo retto. E imparare è, ovviamente, molto difficile.

— Hai un sacco di foto da Soči, dalle montagne. Non volevi pensare ad un alloggio a Soči? O forse ti piacciono solo le montagne?
— In realtà, una buona idea, una bella idea! Mi piacerebbe avere un posto dove andare e sciare, sulle montagne e al mare (Qualcos’altro? Un vigneto?)… se le cose funzionassero nella vita, ci sarebbe un posto dove vivere! Sono sicura, che prima o poi succederà.

—Non piacerebbe andare al cinema?
—Certo, che mi piacerebbe! Moltissimo! Ma più di tutto, io amo il teatro. Io adoro il teatro! Venite a vederli recitare, come si impersonificano, come trasmettono emozioni, Amo sedermi vicino al palco e guardarli lavorare.

— Ti ricordi la tua prima pubblicazione su Instagram?
— No. Ricordo chiaramente, com’è stata creata la pagina, ero a Dmitrov, nella mia stanza 306, con la mia amica, e lei mi stava solo registrando. E io ero solo, come al solito... beh, non pazzo, ma ballavo nella stanza.

— E cosa ballavi?
— Non ricordo.

— Sono tornato alla prima pubblicazione. Hai ballato su una canzone di Zemfira. (Un cantante baschiro che solo in Russia conoscono, tipo Gigi D’Alessio ma più magro e senza occhiali)
— Аh! Io ho pensato a qualcos'altro. Questo video lo feci con Anna Žegalkina. . È stato quando abbiamo girato, sì. (Canta) " Per favore non morire, o dovrò"...

—Ti piace Zemfira?
— Oh, mi piace tutto di Zemfira!

— Chi è la donna ideale?
— Oh, che domanda interessante! È la prima volta che sento parlare - dell’ideale di donna. Posso dire, come vorrei vedermi: voglio essere più elegante, più femminile, più sensibile. Tre criteri di perfezione che mi servirebbero.

— C’è ancora la speranza Olimpica?
—Beh naturalmente, il rinvio delle olimpiadi, è un grande vantaggio per me. Ho il tempo per recuperare. Tempo, per rimettermi in forma. Ma io con Anna Vjačeslavovna non abbiamo mai parlato del tema. Perché in questo momento, è davvero irrilevante. C'è una quarantena in corso, ancora non lo sappiamo, non sappiamo cosa ci aspetta. Quando sarà tutto finito, ne parleremo concretamente.


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24/05/2020 11:28 · SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998... SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998 #435903
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Grazie mille lotty! :inlove:


Piace a: Kalinka
25/05/2020 16:09 · SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998... SOLDATOVA Alexandra (RUS) 1998 #435912
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lotty sei un angeloo :)


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Beatrice Vivaldi

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