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PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997

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24/08/2016 16:03 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #360290
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Che splendida notizia :inlove: :inlove:

24/08/2016 21:19 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #360299
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Quanto sono contenta! Prima la salute, le medaglie la attendono senza impazienza. :heart:

22/12/2016 14:39 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #363864
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È sempre molto carina la Pazhava:

20/02/2017 20:26 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #366833
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Qualcuno ha sue notizie?

04/03/2017 18:11 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #367548
Avatar di rhythmicheart
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Si. Oggi é a Strasburgo (Francia) perché sta facendo da madrina per la prima edizione della "Strass Cup".
Ulrich Fassbender, uno dei fotografi presenti alla manifestazione, ha caricato su Instagram questa foto di lei mentre presenzia e purtroppo la vedo con la mano destra infortunata! :(

04/03/2017 20:28 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #367568
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No no no no no. Speriamo si riprenda presto!!

11/04/2017 22:38 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #369762
Avatar di molly1
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Traduzione dell’intervista di Vladimir Sarishvili a Salome Pazhava, pubblicata su Tbilisi.media il 17.02.2017

Una scuola di infinita pazienza, coraggio e volontà
Ai suoi 19 anni, Salome Pazhava è la più titolata fra le ginnaste della ritmica nella storia non solo della Georgia indipendente ma anche di quella Sovietica. Medaglia di bronzo ai Campionati Europei juniores di Nizhny Novgorod (2012); vincitrice sempre del bronzo ai Giochi Europei di Baku (2015) e di altre due medaglie di bronzo ancora: al Grand Prix di Brno (2016) e alla Coppa del Mondo di Berlino (2016)…
Ad oggi, Salome, ragazza “di bronzo” ma assolutamente non “rimasta scolpita nell’immagine del bronzo delle sue medaglie” nessun segno di divismo, semplice nei rapporti con gli altri, positiva, si distingue per la vivacità di pensiero e, come si conviene per una nativa di Mosca, per il russo ricco, così come, beninteso, la lingua madre georgiana…
Ma forse il piazzamento più caro e del tutto inaspettato per Salome è stato il quarto posto ai Campionati del Mondo senior di Stoccarda dove si era posta l’obiettivo…semplicemente di rientrare fra le 15 qualificate per le Olimpiadi di Rio de Janeiro.


La gara di Rio, poi, durante la quale il commentatore russo ha definito l’atleta georgiana un’eroina e la rivelazione delle Olimpiadi, e il perché l’abbia definita un’eroina, sono il tema di una conversazione particolare. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Salome Pazhava alla quale, conoscendola da quando era piccola, mi sono permesso di dare del tu.
Comincerò con il fatto che ho guardato tutte le tue esibizioni di Rio con il Validol sotto la lingua, le scariche di adrenalina erano di rara potenza. Sapevo quale prezzo ti costano queste entrate in pedana. Ma continuo a mantenere la suspense e torno agli inizi. Il tuo “battesimo del fuoco” è avvenuto a Nizhny Novgorod, il bronzo ai Campionati Europei juniores.
Sì, è stato il mio primo risultato importante. Avevamo lavorato molto, fino all’esaurimento.
Allora tu, che sei nata il 3 settembre 1997, avevi 14-15 anni. Come hai affrontato l’agitazione?
Già da allora quando vado a fare delle gare lascio l’agitazione a casa.
In compenso a me va il cuore nelle budella quando lanci la palla, il nastro, o le clavette, semplicemente chiudo gli occhi e ho un solo pensiero, “come deve fare per prenderlo?”
Beh, è per questo che lavoriamo di giorno in giorno con le allenatrici Elisso Bedoshvili e Lali Dolidze, per limare fino alla precisione estrema delle linee e dei movimenti tutti gli esercizi con tutti gli attrezzi. Ma astrarsi, passare all’automatismo non si può, bisogna controllare tutto in modo consapevole, compresa la traiettoria del lancio dell’attrezzo. E se ti rilassi e pensi anche solo per un istante “tutto a posto, la parte difficile è passata” puoi fare un errore stupidissimo, e che non ti venga in mente che in quel punto potrebbe esserci una perdita di attrezzo.

Mi è successa una cosa ai Campionati del Mondo di Kiev del 2013: ho lanciato la palla e ho visto che volava male. E nel corso di quei pochi terribili momenti ho avuto il tempo di pensare a molte cose, facendo anche scivolare lo sguardo avvelenato sul viso della mia allenatrice che sedeva al tavolo della giuria: “Se la faccio cadere piombo in fondo alla classifica, se non la prendo mi ammazzano…” ma…ci sono riuscita e l’ho presa, e la palla mi si è posata proprio sulle gambe. Un miracolo, tuttora non me lo so spiegare. Se fosse andata male non mi sarei perdonata un tale errore. Una buona gara, liscia, e sporcare così la nota conclusiva sarebbe stato un errore increscioso.
A proposito delle allenatrici…
E’ molto tempo che lavorano con me, da quando ero piccola. Elisso Bedoshvili è sia allenatrice che giudice internazionale, mi allena e mi giudica anche, e Lali Dolidze è la mia allenatrice, è lei che mi accompagna in pedana.
Andiamo avanti con la successione delle gare importanti. Come è stato per te gareggiare a Baku?
Mi hanno accolto molto calorosamente, il sostegno del pubblico mi aiuta molto. Ho gareggiato tranquilla. Sinceramente non mi aspettavo di qualificarmi per i Giochi Europei, ai Campionati Europei che valevano per la qualificazione io, come quasi sempre, ho gareggiato con un problema al piede sinistro, la mia eterna calamità, la periostite. Non mi sono nemmeno allenata come si deve con la musica, le allenatrici me l’hanno proibito. Andavo semplicemente in giro per la pedana, e rifinivo come potevo gli elementi.

Ho cercato di gareggiare dignitosamente. Con una forma migliore avrei potuto perfino aspirare ad un punteggio maggiore, ma il risultato ottenuto mi ha piacevolmente sorpreso. In quel momento ho dato il massimo, per di più la Georgia faceva parte del gruppo C ed aveva le posizioni di partenza più basse, ma nonostante questo la nostra squadra è passata al gruppo B.
Al ritorno a Tbilisi dopo i Campionati Europei è arrivata una lettera all’indirizzo della Federazione, che diceva che la Georgia aveva ottenuto la qualificazione per i Giochi Europei di Baku. Per me e per la nostra Federazione questo avvenimento è stato molto importante e molto gioioso.
Mi sono preparata per i Giochi Europei con la stessa serietà che per le Olimpiadi. Per me questo è stato il test preliminare prima dei Giochi Olimpici. Benché a Baku non ci fossero né Asia né America, né Australia, ma nel nostro sport la lotta per le medaglie è condotta dall’Europa. Così sia ai campionati del mondo che alle Olimpiadi concorrono praticamente le stesse nazioni.

Nei giorni del suo successo di Baku Salome ha concesso un’intervista al portale “Vestnik Kavkaza” di cui riportiamo un frammento:
“La rappresentante della Georgia Salome Pazhava ha conquistato il bronzo nella finale individuale dell’esercizio con il nastro nella ginnastica ritmica ai primi Giochi Europei. Le difficoltà dell’esercizio della ginnasta sono state valutate in 8,95 punti, l’esecuzione con 9 punti.
Quali sono le sue sensazioni dopo la gara?
Non riesco ancora ad uscire dalle emozioni, ne sono davvero ricolma. Certo, desideravo prendere una medaglia ma, sinceramente, non me l’aspettavo. Quando l’ho visto ho iniziato a piangere di gioia. Sono molto orgogliosa che si sia innalzata la bandiera della Georgia.
Ho dedicato questa gara alle vittime delle inondazioni di Tbilisi. Da noi sono state colpite moltissime persone, animali. Questa medaglia, questa vittoria, la dedico alla Georgia. Ne sono molto felice e contenta.”


Non posso dire che gli abbracci del pubblico fossero spalancati per tutte le partecipanti (continuiamo la nostra conversazione con Salome Pazhava)
Ad alcune applaudivano debolmente, alcune venivano accolte del tutto in silenzio. Mi è perfino sembrato che ci fosse qualcuno a dirigere questo processo. Ma a me gli spettatori hanno reagito senza ulteriori “consultazioni”.

Questo ha influito soprattutto sull’esercizio con le clavette sulla danza “Rachuli”. In quel momento le clavette erano il mio cavallo di battaglia.
Ma se ricordo bene, un tempo era la fune?
La fune, non il mio attrezzo forte, ma il mio attrezzo preferito, è stata lasciata solo alle junior. Le clavette sono considerate il mio biglietto da visita. Abbiamo cercato di cambiare “Rachuli” e di presentare un altro esercizio su una danza georgiana, “Khandzhluri” (“Danza con i pugnali”). Ma i giudici non mi hanno permesso di cambiarlo per quanto era piaciuto prima “Rachuli”. Non hanno apprezzato il nostro desiderio di cercare nuovi effetti.
E come è iniziato il tuo cammino nella ginnastica?
Io sono nata a Mosca e lì ho messo piede per la prima volta su una pedana, per di più tardi, secondo gli standard di oggi, ad 8 anni. Inizialmente non avevo ambizioni, ma mi piaceva molto lavorare con gli attrezzi, a casa non me ne separavo. Mamma pensava che non avrei retto la concorrenza lottando con bambine più strutturate e promettenti, ma io andavo agli allenamenti di nascosto con la nonna Aza. E quando mi sono trasferita in Georgia nel 2008 mi ci sono dedicata più seriamente. Ho gareggiato ai campionati nazionali e sono stata subito selezionata per la Nazionale.
Tutto quello che sono riuscita a raggiungere è solo grazie all’amore per la ginnastica, al lavoro e alla perseveranza. Nella primissima infanzia praticavo i balli ma in questo non sono riuscita a trovare me stessa. Poi c’è stato il nuoto, troppo monotono. Quando per la prima volta sono arrivata in palestra e ho visto le palle, i nastri, la fune, ho capito subito che quella era la cosa per me. Quando tornavo a casa facevo da sola gli allungamenti, cercavo di fare la spaccata, lavoravo sui giri, il mantenimento degli equilibri…e cercavo continuamente di convincere i miei che sarei assolutamente riuscita ad entrare nel gruppo, che ci sarei assolutamente riuscita. Mi hanno dato dieci giorni per allenarmi e dopo mi avrebbero vista. Mi hanno vista e mi hanno fatto rimanere. E alle prime gare scolastiche ho vinto e questo mi è stato di ispirazione.
Andiamo avanti per gradi. In seguito fra gli avvenimenti importanti della mia vita sportiva ci sono i Grand Prix di Mosca e di Berlino, dove per due anni di seguito mi hanno eletto “Miss Torneo”.

E contratti pubblicitari?
Nel nostro sport a questo riguardo la minestra è acquosa, per non parlare proprio delle perle piccole (“Chi ha la minestra di cavoli acquosa e chi le perle piccole” è un modo di dire russo per dire che ognuno ha i suoi problemi, N.d.T.). Io ho uno sponsor che mi fornisce le mezzepunte, le scarpette delle ginnaste. Considero anche questo un sostegno considerevole. Body, nastri, palle, clavette, ci procuriamo tutto a spese nostre. Ci pagano solo le trasferte per le gare. E fino alle prime medaglie non si può proprio contare su un qualche aiuto da parte della Federazione.
Tu ti alleni ancora oggi a Mosca?
No, mi alleno in Georgia e rappresento la Georgia. Ma a Mosca vivono da molto tempo i miei genitori, Anna e Levan, anche loro ritorneranno presto in Georgia. Invece qui, a Tbilisi, mi ha portato per mano agli allenamenti la nonna. Finché non sono stata abbastanza grande per essere “indipendente”.
Ma qui non ci sono le condizioni…
Sì, e per questo nello stesso 2012 sono andata a Mosca ai collegiali.
E i nostri oligarchi? Tu ormai sei entrata nella storia dello sport georgiano, nessuna ginnasta della ritmica ha mai ottenuto di più…
Questo a loro non interessa.
Effettivamente, perché aiutare dei talenti quando ci si può comprare il 37° wc d’oro? Fra gli attrezzi hai una “bestia nera”?
No, io amo tutti gli attrezzi. Qualcuno pensa che le clavette mi siano particolarmente care, ma non è così. Ecco, quando ero junior, davvero, come ho già detto, amavo la fune più degli altri attrezzi. Perché sono portata per i salti, energica, ho il senso del ritmo.
E poi c’è stata Stoccarda, i Campionati del Mondo…

Gare molto dure, nonostante tutte noi, ginnaste della Nazionale georgiana fossimo in uno stato di forma quasi perfetta. E’ stato duro sia mentalmente che fisicamente.
Che rapporti hai con le avversarie?
Ottimi, in pedana siamo avversarie, ma nella vita buone amiche.
La favorita ad oggi è sicuramente Yana Kudryavtseva (13 volte campionessa del mondo e 10 volte campionessa europea), Margarita Mamun (7 volte campionessa del mondo e 4 volte campionessa europea).
Le mie avversarie, oltre a quelle nominate, sono la bielorussa Melitina Staniouta (vincitrice più volte di medaglie ai campionati d’Europa e del mondo), l’Ucraina Anna Rizatdinova (campionessa del mondo alla palla nel 2013), la coreana Yeon Jae Son. Hanno tutte delle possibilità. Molto dipende dalla fortuna, molte cose possono essere decise da un giro scorretto, da una presa dell’attrezzo. E non parlo della perdita di un attrezzo. Quella, come si dice, è una situazione disperata.
Perché c’è un tale divario di livello fra te e la stessa Yana Kudryavtseva?
La Russia è la patria della ginnastica ritmica. Lì c’è una scuola, tradizioni, ci sono altri finanziamenti. Si può “scegliere” ginnaste in grado di arrivare a qualunque medaglia.
Come si può fare? Da noi invece una volta ogni morte di papa compare una Salome. L’ultimo lasciapassare infatti una ginnasta georgiana l’aveva conquistato (è terribile a dirsi) nel lontano 2000…Mi sembra che tu guardi con realismo alle tue possibilità, del resto la presunzione non è affatto estranea a noi, “calienti” figli dei monti georgiani.
Gli obiettivi non realistici non sono raggiungibili, perché battersi contro i mulini a vento? Sicuramente non avrei potuto diventare campionessa olimpica, per una medaglia invece potevo lottare, e arrivare fra le prime cinque o sei era più che possibile. Ma…mi ha tradito un infortunio.

Senza quasi accorgercene siamo arrivati all’argomento delle Olimpiadi brasiliane. L’Olimpiade di Rio è stata, probabilmente, la prova più dura, hai gareggiato con un doloroso problema fisico, ma ti sei dimostrata una vera combattente. E’ impossibile descrivere le mie emozioni, capivo che non potevi raggiungere l’obiettivo più alto ma vedevo con quale dignità resistevi, al massimo delle possibilità. Hai fatto vedere il carattere, ti sei fatta rispettare e grazie a te molti hanno saputo che la Georgia è un Paese dove è vivo lo spirito di vittoria. Tu hai gareggiato prendendo gli antidolorifici. Adesso poi con il doping non si è semplicemente severi, ma gli atleti sono trattati in modo letteralmente draconiano…
Certo, siamo stati attenti a non prendere nulla di vietato. Ma gli antidolorifici non facevano assolutamente effetto. Il giorno prima delle gare c’è stata una prova pedana, tipo una prova generale in teatro. Io sono entrata in pedana e ho capito che era finita, fallimento completo. A questo punto i giudici si sono preoccupati, mi si sono avvicinati, mi hanno detto “non riusciamo a riconoscerti, che guaio, hai lavorato tanto per questa finale, che peccato”…
E comunque sono arrivata in gara, mi sono ordinata: “Concentrati, dominati, hai sempre sopportato, riuscirai a sopportare anche adesso, non puoi non riuscirci, resisti almeno di adrenalina…”. Mi ripetevo queste direttive come una supplica.
Ma quando sono entrata in pedana è stato chiaro: quello che avevo non era dolore, dolore è quello che ho adesso.
Con grande fatica ho superato tre attrezzi, mi sono avviata all’ultimo, stringendo i denti. Cercavo di tranquillizzarmi: “Sono le clavette, ci riuscirai, in qualche modo, è un minuto e mezzo, ce la farai a reggere…Ero in piedi in mezzo alla pedana e le lacrime hanno cominciato a scendere da sole, ormai era insopportabile nonostante mi avessero fatto iniezioni di lidocaina ed avessi tenuto il ghiaccio sul piede tutta la notte. E' risultato che il piede si era infiammato, avremmo dovuto intraprendere delle altre misure ma ormai era tardi.
Ma cosa tocca sentire…Una ginnasta di livello mondiale non ha un suo medico e un massaggiatore. Ma può succedere che sia necessario prestare delle cure. E chi si incarica di questo? Le allenatrici?
Non immagino che cosa avrei fatto se non ci fossero stati i medici della Nazionale russa e non solo. Loro sono sempre pronti a rispondere alle telefonate, a dare un consulto, e alle gare mi aiutano in loco per qualunque richiesta. Senza di loro non ce l’avrei proprio fatta. Alle gare importuno costantemente, ad esempio, un medico della Nazionale russa: “Dima, mi puoi rifare la fasciatura al piede?”, “Dima, hai questa medicina?” e così via.
Per quanto riguarda il massaggiatore, è un problema cronico. Anche se si trovassero i soldi, in Georgia non ci sono proprio massaggiatori sportivi professionisti per le ginnaste. Per i carichi di lavoro le gambe diventano presto “di piombo”, si “addormentano”, allenarsi diventa molto duro… Questo causa ancora più infortuni. Perché se non si curano i muscoli in modo regolare e costante tutte queste cose si sommano e si può subire un infortunio e un danno molto più grave.
Le tue amiche si sono rapportate in modo empatico al tuo “martirio” brasiliano?
Senza il loro sostegno non avrei retto fisicamente. Ginnaste di altre Nazioni, mie amiche, dopo la gara erano sedute al kiss&cry vicino alla pedana e gridavano a piena voce “Resisti! Combatti!”. Dopo aver finito l’esercizio le ho abbracciate e ho detto: “Senza di voi me ne sarei andata dalla pedana”.
Noi abbiamo moltissimi infortuni che vengono celati agli spettatori. Ma succede che nasconderli sia impossibile. Yana Kudryavtseva, ad esempio, ai campionati mondiali ha gareggiato con una frattura al piede. Ma è andata in sala operatoria solo dopo il torneo.
Tu dici tutto il tempo come se fosse una condanna “lotta per il bronzo, bronzo, bronzo…” Sui pregi della scuola russa e del suo approccio abbiamo già parlato, ma è possibile che il problema sia dentro di te? Abbiamo avuto il portiere Irakli Zoidze con doti naturali di livello mondiali. Ma qualche demente quando era piccolo gli aveva insegnato a colpire il pallone davanti a sé e non di lato, come dicono i canoni del calcio. E lui non è stato capace di reimparare e per questo non è diventato una stella mondiale...
Vi racconto. Nella prima infanzia non ero morbida ed elastica, ma avevo di natura slancio e capacità di saltare in alto, il collo del piede l’ho lavorato da me, cercavo di stare sulle punte e mi è rimasta questa abitudine.
Ma con le aperture ho avuto dei problemi Anche gli allungamenti li facevo da sola e alla fine ero storta.
Ma imparare da capo, lei ha ragione, è quasi impossibile. E’ un lavoro triplo, all’inizio allungarsi nel modo sbagliato, poi ritornare alle posizioni iniziali, e poi reimparare. E’ appunto per questo che ogni volta che posso dico alle bambine che iniziano: “Ascoltate con attenzione le allenatrici, fate tutto secondo quello che dicono, voi adesso non lo capite ma quando diventerete grandi capirete”.
Nelle tue parole si percepisce l’intonazione della futura allenatrice. Ti vedi così dopo la fine della tua carriera sportiva?
Sì, e quelli che lo sanno non hanno dubbi sul fatto che sarò un’allenatrice molto severa. Con me le bambine non potranno rilassarsi, lavorare al minimo. Solo lavoro e ancora lavoro. Io vedo per me un futuro da allenatrice.
Ti ricordi, qualche anno fa, quando ti hanno “condannato” per l’ennesima volta, ci siamo incontrati in autobus, tu eri con zia Dodo, così triste…Hai detto: “Quanta ingiustizia si può sopportare?” Allora ti ho detto “Non affliggerti, tu, ragazzina, hai già una professione, se non raggiungerai gli allori inizierai ad allenare, non resterai senza un pezzo di pane. Ma per ora non pensiamo a questo, perché davanti a te ci sono le Olimpiadi di Tokyo 2020. Avrai 23 anni, il fiore dell’età. E speriamo che gli infortuni ti lascino in pace.
Io faccio molto conto su questo appuntamento, forse il più importante della mia vita.
La pattinatrice Anna Pogorilaya recentemente si è fatta notare per un’osservazione estremamente sottile e profonda, tanto più per i suoi 18 anni: “Il pattinaggio femminile non deve essere infantile”. Intendendo che lo spettatore desidera vedere una donna elegante, piena di grazia, sviluppata fisicamente, e non una “ranocchietta” che salta “più in alto dei lampioni”. Secondo te queste parole sono applicabili anche alla ginnastica ritmica?
Secondo me, completamente. Ma non dimentichiamoci che il nostro sport, probabilmente, è il più giovane, anche più giovane del pattinaggio artistico. 24-25 anni è l’ultima chance di brillare, poi arriva il tramonto. Ci sono rare eccezioni. Nel nostro sport la detentrice del record è la spagnola Carolina Rodriguez. Ha già 29 anni. Sinceramente non capisco con quali risorse sia riuscita a resistere così tanto tempo. Io non penso che riuscirò a gareggiare fino a 27 anni, cioè andare anche alla successiva Olimpiade, dopo Tokyo 2020.
E per voi, alla vostra tenera età, è necessario avere nervi di acciaio…
Su questo non c’è dubbio. Oltre tutto il resto non abbiamo neanche la possibilità di rifarci dopo un errore come nei giochi sportivi.
Come vincete la tensione?
Dobbiamo gestirla da noi. Incontrandoci, passando la serata insieme, con il sonno. Una ginnasta, se non dorme a sufficienza, non arriva a nulla. Raramente ci capita la possibilità di passeggiare, di svagarci, siamo sempre a regime. Ma alcune principianti non lo comprendono in nessun modo. Non c’è sempre il tempo di spiegare che se non ti addormenti entro mezzanotte la giornata di allenamento è persa.
Tu ami scherzare?
Molto. E serve a ridurre la tensione
In prospettiva ti vedi allenatrice. E per quanto riguarda un’istruzione superiore di tipo umanistico? O di scienze naturali?
Studierò senz’altro ma non ho ancora stabilito l’indirizzo. E proprio adesso sto per entrare alla scuola di educazione fisica per ottenere il brevetto di allenatrice. Dove riceverò l’istruzione universitaria, in Georgia o all’estero, per ora non ho deciso neanche questo.
Vedo che ami Tbilisi.
Sì, così come Mosca, in realtà io sono nata nella capitale della Russia.
Ho sentito dire che il tuo tratto distintivo è la varietà degli stili musicali che accompagnano i tuoi programmi. Questi sono sia l’esercizio alla palla (con la musica del gruppo “Okean Elzy” -gruppo rock ucraino, molto popolare nei Paesi dell’ex Unione Sovietica, N.d.T.) che quello alle clavette (“Rachuli”) che abbiamo già menzionato, non abbiamo però detto che le clavette del programma di Salome, i pugnali “trasformati”, sono molto richieste nei programmi coreografici del balletto nazionale georgiano celebre in tutto il mondo.

A Rio ho portato esercizi nuovi con la palla e con il nastro. Le clavette (i pugnali) le ho lasciate su richiesta dei giudici che non hanno nascosto il loro entusiasmo per questo numero. E’ già il quarto anno che ho questo esercizio e continuano a dirmi di essere innamorati di “Rachuli”. Questo programma è a suo modo una fusione di peculiarità moderna e colorito nazionale. Elisso mi ha detto: “Dopo le tue clavette alle mie colleghe viene voglia di ballare”. Per l’esercizio con la palla ho scelto la colonna sonora del film “La teoria del tutto”. La scelta della musica in genere è un processo molto lungo ed estenuante. Noi cerchiamo sempre qualcosa di nuovo e non ordinario.
Anche al nastro ho una musica nuova, sperimentale. Abbiamo deciso di “condire” il programma con del rock. All’inizio mi è piaciuto ma mentre lo montavamo ci sono state un sacco di complicazioni, perché in questa musica manca la componente di danza a cui ero abituata. Abbiamo pensato a lungo a come evitare le ripetizioni di passi ed elementi.
Abbiamo fatto magie, collegato, scollegato e alla fine, ci sembra, è andato tutto a posto.
Questo approccio lo capisco, altrimenti sarebbe successo di vedere, come nel detto sulle mosche e le polpette (“Mosche da una parte e polpette dall’altra”, o anche “separare le mosche dalle polpette” è un modo di dire russo che esprime la necessità di separare e non confondere cose che non hanno nulla a che vedere una con l’altra quando in una situazione si mischiano componenti diverse, N.d.T.), la musica da una parte, come un sottofondo, e la ginnasta che volteggia eseguendo gli elementi da un’altra.
La mia allenatrice Lali ha un magnifico orecchio musicale, lei monta sempre tutto a puntino. Inoltre passo più tempo con le mie allenatrici che con i miei genitori. I miei programmi sono senz’altro intrisi di drammaturgia, sono a modo loro mini-spettacoli teatrali di un solo attore e due registi.
Scherzare durante l’allenamento è vietato?
E’ ammesso in misura ragionevole. Ma nel tempo libero non ci sono limitazioni. Io amo molto fotografare le mie allenatrici, sorprendendole nel momento della ridarella, ho già un’intera galleria di scatti umoristici di questo genere.

Ti sono capitate situazioni di forza maggiore?
Eccome! In un torneo importante, durante l’esercizio con il nastro, si è interrotta la musica. Io sono uscita dalla pedana (ci danno due possibilità). La concentrazione si era già rovinata. Ma sono riuscita a dominarmi, ho ricominciato l’esercizio e…la musica si è interrotta esattamente nello stesso punto. Ho terminato l’esercizio con il “pilota automatico”. E qui hanno cominciato prima a dire che mi avrebbero dato un terzo tentativo, poi che non me l’avrebbero dato, alla fine mi hanno messo uno zero, hanno lasciato l’esercizio senza valutazione. In una parola, mi hanno bocciato. Due dischi nuovi si fermano nello stesso posto? Non può essere una casualità. Penso che contro di me sia stato organizzato un sabotaggio.
E accadono dei casi del tipo che qualcosa va storto e tu cambi un elemento direttamente durante l’esercizio?
Accadono, e più di una volta mi hanno detto che non me la cavo male in situazioni del genere. In qualche modo mentre faccio l’esercizio in un attimo riesco ad orientarmi e a cercare di risolvere la situazione.
Hai un portafortuna?
Sì, un tigrotto di peluche che mi hanno regalato nel 2010. Lali se lo rigira sempre fra le mani quando guarda le mie esibizioni.
Tu stessa somigli un po’ ad una tigre…
Nello sport non si può non avere carattere e il nostro non fa eccezione, è fra quelli in prima linea secondo questo indicatore. Ma quelle per cui mi dispiace veramente sono le allenatrici. Parlando da un punto di vista figurato, una ginnasta perde un quarto della sua vita durante le gare, ma le allenatrici due volte di più. E’ qualcosa che conosco già un po’.
Sì, effettivamente tu hai aiutato a preparare per la gara Viktoriya Sheliya, che ha partecipato a un torneo juniores.
E’ una nostra promettente junior, lei stessa spesso mi chiede aiuto, si rivolge a me per un consiglio. Per lei è un grande sostegno morale quando l’accompagno in pedana con l’allenatrice.
Magari hai già iniziato ad aiutare nel lavoro le allenatrici?

Seriamente no. Ma se l’allenatrice parte o mi si libera una “finestrella” aiuto le bimbe che si allenano in palestra con noi. Ma la maggior parte di loro si allena senza porsi obiettivi importanti. In Georgia stanno tutti nella stessa palestra: la Nazionale e chi arriva a ginnastica per il primo giorno. Lavorano tutte sulla stessa pedana.
La scuola georgiana di ginnastica ritmica esiste da molto tempo ma le condizioni non sono affatto confacenti, per questo da noi nella scuola di ginnastica non ci sono file per fare allenamenti seri. Io sono riuscita a superare tutto perché amavo la ginnastica a costo di ogni sacrificio. Ma questo non è da tutti e non si può pretendere da tutti.
Invece nella nostra palestra al centro di Tbilisi d’inverno la temperatura è sotto zero, dalla bocca esce il vapore, in palestra volano gli uccelli! Succede che durante le ripetizioni degli esercizi con la musica io possa casualmente urtare qualche ginnasta che si sta allenando, perché è troppo stretta una sola palestra sia per le professioniste che per il gruppo delle bambine…Ma che fare, non ho alternativa.
Quante ore al giorno ti alleni in media?
Non è sempre fisso, ma in media 5-6 ore.
Hai delle preferenze musicali?
Concrete no. Amo la buona musica, di talento, non amo le urla. Ma spesso, quando tutto il giorno in palestra risuona la musica, desidero semplicemente il silenzio, di estraniarmi dalla realtà…Non ho quasi tempo libero, per questo leggo soprattutto in aereo. Prima di tutto perché vi passo molto tempo, in secondo luogo lì non mi disturba nessuno e non c’è rumore. Mi è piaciuto molto il romanzo “Jane Eyre”. Ma mi ripeterò, dopo gli allenamenti sono talmente esausta che ho un solo desiderio, doccia e coricarmi.
E come superi il “veto” imposto alle ginnaste con le diete?
Con difficoltà, ma non ho alternative. Amo i dolci, ma sono il nostro nemico numero uno negli anni delle esibizioni attive. Sono concesse verdura, frutta, cibi non grassi, e mangio queste cose. Tutti i cibi fritti, le patate, il pane, i farinacei, sono prodotti dimenticati da lungo tempo. Dopo le sei non mangio. Perfino 100-200 grammi si vedono anche senza bilancia. Succede poi che gli amici mi invitino a mangiare qualcosa di buono ma io rifiuto, che senso ha guardare come gli altri mangiano a quattro ganasce?
Negli ultimi 20 anni sono cambiate molte cose nella ginnastica?
E’ cambiato letteralmente tutto, ma prima di tutto il ritmo… Prima c’era un’intera cascata di elementi, adesso li hanno ridotti. Hanno aggiunto i passi di danza, questo abbellisce l’esercizio, la ginnasta giustifica la definizione di “ritmica”. Prima non c’era nemmeno un secondo in più per potersi girare verso gli spettatori e far loro un sorriso. Adesso è tutto molto più complesso ma anche molto più bello. Ai nostri giorni si può preparare una vera composizione e non una “saccocciata di elementi”.
Tu avevi un ideale nella ginnastica ritmica?
Tutte le grandi atlete hanno una qualche irripetibile “perla”, o alcune. Se fosse possibile mettere tutto questo insieme…
Come dice questo Gogol’? “Se si mettessero le labbra di Nikanor Ivanovich accanto al naso di Ivan Kuzmin, e si prendesse quel tanto di sfacciataggine che ha Baltazar Baltazarych e magari ci si mettesse accanto anche la corpulenza di Ivan Pavlovich”…
E comunque io considero un modello Evgeniya Kanaeva, due volte campionessa olimpica, 17 volte campionessa del mondo, 13 volte campionessa europea. Ha raggiunto tutto con il suo lavoro e il suo asso nella manica è stato la stabilità, in tutte le gare non ha mai avuto defaillance, ha lavorato come un orologio svizzero… Ecco, lei può essere definita ideale.
Che altro ti è congeniale, oltre a tutto ciò che abbiamo detto, al di fuori del mondo della ginnastica?
Amo viaggiare. Ma per noi i viaggi di solito possono essere inseriti in un quadrato: aeroporto-hotel-palestra-aeroporto. Molto molto raramente capita la possibilità di passeggiare in città, di solito solo il giorno dell’arrivo, quando ci si sistema. Mi sono ripromessa che alla fine della mia carriera sportiva farò il giro del mondo.
In famiglia in quale lingua parlate?
Un misto. Sia in russo che in georgiano. Anche con le allenatrici.
Che cosa ti è rimasto impresso degli ultimi avvenimenti?
Per un mese mi sono curata il piede in Italia e come pagamento per le costose cure mediche ho firmato il contratto per gareggiare con una società italiana.
Ti curavi e gareggiavi contemporaneamente?
Sono i paradossi della realtà moderna, dove regna lo spirito del praticismo e del commercio. Ma è andato tutto benissimo, ho “tirato” la mia squadra dal gruppo A2, dove abbiamo vinto, al gruppo A1. Così sono rimasti tutti soddisfatti, sia i medici che gli sponsor che la paziente.
Beh, rimane solo da augurarti di superare con successo le qualificazioni ai campionati del mondo del 2019, prendere il lasciapassare per Tokyo e, come si diceva in un classico del cinema sovietico (L’incredibile signor Detockin, 1966, citazioni dal quale sono diffusissime nel russo parlato, N.d.T.), “assestare un colpo a William, sapete, il nostro Shakespeare”, cioè all’oro in Giappone.

21/06/2017 14:57 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374140
Avatar di Beatrice
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Salome ha appena postato questa foto su Instagram... che sia un segno del suo ritorno? Chissà che esercizio originale se queste sono le clavette! :woohoo:

21/06/2017 15:04 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374141
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Ritornerà col botto e ci sorprenderà come sempre. Ne sono certa!!

21/06/2017 15:47 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374143
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Dai dai daiiii! Almeno lei, per favore!!!!! :pray: Ci sono appiccicate una S e una P... Daje Salome!

Che clavette particolari! :fire:


Piace a: Federitmicanelcuore, pimkie
21/06/2017 15:55 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374144
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bellissime queste clavette.
chissà se userà la colonna sonora del film....

21/06/2017 16:20 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374145
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Salome DEVE tornare!!
Non aspetto altro. Non meritava di chiudere la carriera con quell'Olimpiade così sfortunata

DEVE prendersi la sua rivincita a Tokyo2020
Speriamo bene
:pray:


Piace a: pimkie, ForzaYana05
21/06/2017 21:54 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374153
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Wow Suicide squad?? Grande Salome non vedo l'ora di vederla!

21/06/2017 22:17 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374156
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Me la vedrei bene su questa di Suicide Squad... sarebbe una bomba!

21/06/2017 23:20 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374159
Avatar di MysticJC
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Oddio, sarò vecchia dentro ma 'sta canzone è qualcosa di atroce.
Comunque non so, finchè non vedo qualche foto di allenamenti mi è difficile pensare ad un suo ritorno.

21/06/2017 23:35 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374160
Avatar di Sasha
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Alloora... Anche io felicissima appena vista la foto! C'è da dire che quello aereografato sulle clavette è il Joker di Ledger, quindi a voler fare una cosa proprio "canon" sarebbe più azzeccata una colonna sonora del Cavaliere Oscuro.

È anche vero che Suicide Squad è sicuramente più recente, e che nonostante il film di per sè fosse abbastanza imbarazzante la colonna sonora invece era strepitosa, spaziava da pezzi classici di mostri sacri a canzoni di autori più recenti tipo gli Imagine Dragons, 21 pilots o Wiz Kahlifa....





Come Beatrice anche io penso che sarebbe una bomba con questo secondo stile, speriamo bene e incrociamo le dita!!

23/06/2017 20:52 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #374240
Avatar di sara70
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anche ora, dopo anni con le stesse clavette. È molto brava ma conplice infortunio, l'ultimo anno ha mostrato di esserle superiore Halkina. Alla Olimpiade precisa, molto bella da vedere e una gran tenuta di gara. Si è meritata il sesto posto. Anche Phazava, qualche errore ma le Olimpiadi se le è meritate. Certo è che è una annata bella di ginnaste

11/07/2017 16:29 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #375182
Avatar di fox
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Su Facebook ho visto che alcune ginnaste della Pontevecchio sono andate a Tbilisi e ci sono delle foto con Phazava.
Riconfermata come la loro ginnasta straniera per la serie A?


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11/07/2017 16:38 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #375183
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Sarà a Minsk e a Kazan!! :fiesta: :fiesta: :fiesta:


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19/07/2017 15:42 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #375409
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Se Salomè rientra sul serio penso che le farò una statua e me la piazzerò in giardino.


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26/07/2017 14:45 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #375660
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www.facebook.com/dvillena.sport/photos/a.150620801...=3&theater



"We are so happy to know that Salome Pazhava is already recovered from her injuries and will be back to championships very soon!"


Piace a: Nathan
26/07/2017 14:48 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #375662
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Sono davvero felice per il suo ritorno :inlove:

26/07/2017 15:38 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #375663
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Una gioia immensa!!! Son certa che con le sue capacità e determinazione riuscirà a dare tanto e si riscatterà!! forza Salome :kiss:

10/08/2017 20:16 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #376661
Avatar di Nemo
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Eccola!! :inlove: :fiesta: :fiesta:


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10/08/2017 20:21 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #376662
Avatar di Sasha
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Sembra in formissima :D e molto dimagrita!:woohoo: :woohoo: :woohoo:


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11/08/2017 11:05 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #376709
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Le auguro dei buonissimi Mondiali, che si concluono il giorno del suo compleanno! :fiesta:

11/08/2017 12:26 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #376828
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Salomé è tornata, al cerchio usa questa musica e niente, mi sono commossa :inlove:


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11/08/2017 12:36 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #376835
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Dopo Rio le avevano fatto un video edit proprio con questa canzone e lei ha messo like,magari le sará venuta l'ispirazione

11/08/2017 12:46 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #376840
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11/08/2017 14:06 · PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997... PAZHAVA Salome (GEO) 03/09/1997 #376893
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:inlove: grazie per aver postato il video mi sono quasi commossa! Felicissima che sia tornata davvero :woohoo:


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Beatrice Vivaldi

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