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Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

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Avatar di Fabiola
Fabiola
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21/04/2017 16:24
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

ForzaYana ma è proprio quello che stiamo dicendo: è impossibile studiare quando si sta sempre in palestra. È per questo che le ore di allenamento dovrebbero essere ridotte. O cercando delle tipologie di allenamento più efficienti o richiedendo prestazioni meno estreme alle ginnaste.
Sugli acciacchi, lasciami dire che il problema di questo sport è che vengonoforzate delle posizioni "innaturali" (ad esempio, naturale è che una schiena si pieghi in avanti, innaturale è che si pieghi indietro) in età infantile e adolescenziale, quindi quando l'organismo è in fase di sviluppo, conseguendo dei danni che rimangono per sempre (sai quante ragazzine di quattordici anni ho visto con l'ernia al disco o con l'acetabolo compromesso?). Il che è diverso dal fatto che uno sciatore faccia una caduta e si rompa una gamba. Questo secondo caso è un infortunio, il primo caso è un logoramento sistematico.


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Avatar di titty
titty
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21/04/2017 16:42
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

hai qualche idea sugli allenamenti più efficienti e veloci??

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Avatar di Fabiola
Fabiola
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21/04/2017 16:51
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

So che c'è una persona che aveva fatto uno studio interessante in merito e che aveva scritto un dossier che poi aveva consegnato a qualcuno in alto, ma non è stata presa in considerazione (nel senso che non lo hanno neanche letto). Non so se ho il permesso di citarla e di parlare del contenuto del suo lavoro. Posso contattarla e chiederglielo. Suggeriva proprio come migliorare le tecniche di allenamento ed accorciare i tempi.

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Avatar di titty
titty
Collaboratore | 1756
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21/04/2017 17:04
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

sarebbe moltooo interessante!! prova a chiederglielo


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Avatar di Sejren
Sejren
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21/04/2017 22:25
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Fabiola ha scritto: Inoltre contesto il fatto che ormai sembra accettato da tutti e cioè che occorrano necessariamente otto ore di allenamento giornaliere per essere ai massimi livelli. Sono convinta che questo sia dovuto a una situazione di comodo delle tecniche che non si ingegnano a trovare metodi di allenamento più efficaci, che consentano di risolvere in due ore il lavoro di otto ore.


:lol:

E come hanno fatto queste tecniche a non pensarci prima? :lol: :lol: :lol:

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Avatar di Fabiola
Fabiola
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21/04/2017 22:34
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Sejren ha scritto:

Fabiola ha scritto: Inoltre contesto il fatto che ormai sembra accettato da tutti e cioè che occorrano necessariamente otto ore di allenamento giornaliere per essere ai massimi livelli. Sono convinta che questo sia dovuto a una situazione di comodo delle tecniche che non si ingegnano a trovare metodi di allenamento più efficaci, che consentano di risolvere in due ore il lavoro di otto ore.


:lol:
Ti diverti? Ci sono sport che sono progrediti migliorando le tecniche di allenamento o che comunque sono sempre alla ricerca dell'innovazione. Tu hai mai visto un'alternativa al mettere una ginnasta a bordo pedana e farle ripetere mille volte la stessa cosa?

E come hanno fatto queste tecniche a non pensarci prima? :lol: :lol: :lol:

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Avatar di Hailey
Hailey
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21/04/2017 22:48
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

elenaxsempre ha scritto: Il motivo per me è che il codice (internazionale-parliamo di tutto il mondo) è sempre più estremo, le difficoltà corporee sempre più spinte, e questo lo si vede comparando gli esercizi di 20 anni fa...dove le ginnaste erano belle, eleganti, ma non contorsioniste come oggi (parlo della massa). Ma anche a quei tempi ai massimi livelli si allenavano tanto, a discapito del resto. Ma oggi di più. Secondo me l'idea dietro ogni nuovo codice è che bisogna sempre aumentare la spettacolarità, il livello tecnico, le difficoltà, osare di più, e questo ovviamente in uno sport cosi, significa logorarsi fisicamente.

Per me bisognerebbe si alzare l'èta in cui si diventa senior, e magari iniziare a gareggiare dopo gli 8 anni, e diminuire le difficoltà corporee, soprattutto delle junior. Se non lo si fa è chiaro che per mantenere il passo con il resto del mondo bisogna stare ore e ore in palestra.

Detto questo, sarebbe bello sentire la voce delle agoniste che hanno smesso presto, per capire meglio per cosa hanno lasciato: logorio fisico? Sogni infranti? (questo è un altro motivo: non arrivo in nazionale, non sono nel Team Italia, allora smetto) Voglia di essere libere come le compagne di classe? Forza, raccontateci!


Concordo con tutto quello che hai detto. Il problema è proprio globale e in buona parte conseguenza del codice, sempre più estremo e con richieste sempre più alte sia per quanto riguarda le difficoltà di corpo che la spettacolarità degli esercizi (molto più ricchi di rischi e maestrie d'attrezzo).
Già spostare in avanti l'età di passaggio a senior (ma anche di inizio dell'attività agonistica e del passaggio a junior) sarebbe un grosso passo.
Spero poi, anche se dubito, che la federazione internazionale si renda conto del problema ( è allarmante quanto precoce sia questo sport e quanto sia sempre più breve l'età in cui è praticabile a causa dei nuovi codici) e che vi sia un'inversione di rotta o quantomeno che vengano inseriti dei correttivi. Programmi junior con meno difficoltà e un codice internazionale che non richieda cose eccessivamente logoranti per le ginnaste, che venga aggiunto peso all'aspetto artistico/coreografico/esecutivo e che venga diminuito il contorsionismo estremo, brutto da vedere e terribile per il fisico delle atlete.

sarebbe poi interessante come hai detto tu sentire il parere diretto di atlete, ex atlete e anche tecniche :)

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Avatar di francyRG
francyRG
Utente | 177
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21/04/2017 23:08
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Io non diminuirei le difficolta si corpo, ok sara anche una via di mezzo tra arte e sport la ritmica, ma se non la vogliamo vedere fuori dai giochi olimpici deve rimanere in questo limbo, sono daccordo con l'alzare l'eta senior a 18 anni, e a proposito di allenamenti se non erro miteva si allenava mooooolto meno delle compagne prima di kiev, non vorrei dire baggianate ma non mi sembra superasse le 4 ore giornaliere

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Avatar di Kalinka
Kalinka
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23/04/2017 16:15
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Secondo me non è vero che il Codice diventa sempre più estremo, anzi, secondo me è il contrario! Dal 2013 la categoria delle souplesse è stata eliminata, trasferendo queste difficoltà negli altri tre gruppi corporei, e questo ha permesso alle ginnaste di scegliere se eseguire o meno difficoltà che richiedono una particolare flessibilità. Prima, invece, era obbligatorio inserire un numero minimo di souplesse (numero minimo che in realtà era anche molto alto, nella palla), costringendo quindi ginnaste con una schiena non molto flessibile a inserire giri in sgambata o altre difficoltà di flessibilità!
Inoltre, sempre a partire dal 2013, si può scegliere se puntare sulle difficoltà corporee o sulle difficoltà d'attrezzo, e anche questo consente di affaticare di meno il proprio fisico.
Nel tempo, sono anche state eliminate difficoltà estreme o "logoranti": per esempio non è più possibile eseguire tour lent sul ginocchio o sui gomiti, e inoltre per le difficoltà con boucle non è più previsto un bonus per la gamba che si trova più in alto della testa.
Per non andare lontano, non mi pare che Kudryavtseva, pur avendo vinto tre mondiali ed essendo vicecampionessa olimpica, avesse difficoltà troppo estreme!
Quindi secondo me non è corretto dire che il Codice richiede difficoltà troppo estreme, o addirittura che le difficoltà di oggi sono più logoranti di quelle dei codici precedenti!


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Avatar di TheLeananSidhe
TheLeananSidhe
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23/04/2017 17:05
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Cit. "All'estero le carriere sono più lunghe (...)"

Mi permetto questo copia-incolla di parte di un articolo da un altro topic, concedimelo Molly ;)

Traduzione dell’articolo firmato da Aleksandr Lyubimenko comparso il 07.04.2017 sul portale di informazioni di Shakhty, la città di Alina Ermolova

LA PRINCIPALE SPERANZA OLIMPICA DELLA CITTA’ DI SHAKHTY ALINA ERMOLOVA DA SEI MESI CAMMINA CON LE STAMPELLE.
Cosa è successo alla migliore giovane ginnasta della Russia?

Dallo scorso ottobre la promettente ginnasta ha dei gravi problemi di salute. Il fatto riguarda tutta la vita della ragazzina quindicenne: gli allenamenti e le gare sono stati sostituiti da estenuanti visite mediche e al posto degli amati attrezzi ginnici, cerchio, fune e clavette, nelle mani di Alina ci sono le stampelle…
KVU.SU ha raccolto tutte le informazioni su quello che sta accadendo alla giovane stella della nostra ginnastica ritmica e su quando sarà possibile il suo ritorno allo sport ad alto livello.
Che Alina Ermolova abbia subito un serio infortuno e negli ultimi mesi si muova esclusivamente con le stampelle gli abitanti di Shakhty sono venuti a sapere in febbraio. Sul canale televisivo federale “MATCH TV” è andato in onda un intero reportage sulla nostra città di campioni olimpici. Eroina di uno dei soggetti è stata proprio Alina con la mamma Anna.
La Ermolova è stata giustamente definita dai conduttori televisivi la principale speranza per le olimpiadi dello sport locale. Nell’inquadratura la ginnasta si muoveva sulle stampelle. La causa è un infortunio ad una gamba. Ma quanto è grave questo infortunio? Quando il giovane talento di Shakhty riprenderà gli allenamenti? Su questo gli autori del programma “Reporter sportivo” hanno taciuto.
Come si è saputo, i problemi della ginnasta sono effettivamente gravi. A causa dei pesanti carichi di lavoro nel periodo di intensa trasformazione dell’organismo della giovane atleta (Alina ha 15 anni) non hanno retto le articolazioni. Inizialmente la gamba non le dava la possibilità di allenarsi normalmente, in seguito addirittura di muoversi senza un aiuto esterno. La causa del dolore continuo e del disagio è stata diagnosticata dai medici in un danneggiamento dell’articolazione oxofemorale.
Secondo le nostre informazioni, del pagamento per le cure della ginnasta si è fatta carico la sua attuale allenatrice personale, l’allenatrice emerita della Russia Elena Karpushenko (allenatrice anche della tre volte campionessa del mondo assoluta e famose ginnasta russa Yana Kudryavtseva). Ad allenarsi con lei Alina Ermolova ha iniziato dopo essersi trasferita a Mosca nel 2014.
Sulle previsioni di guarigione della giovane ginnasta le atlete che le sono vicine non sono in grado di dire nulla, ripetendo una dopo l’altra solo una frase “Stiamo aspettando e speriamo…”
- “Alina non si allena da ottobre. Le previsioni? Possono darle solo i medici. Noi possiamo solo aspettare…” ha commentato la situazione dell’infortunio dell’atleta di Shakhty la sua prima allenatrice Olga Petrova, che nel 2014 è partita per Mosca per una promozione, insieme alla sua allieva di allora.
.(...)


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Avatar di Fabiola
Fabiola
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23/04/2017 17:24
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

TheLeananSidhe ha scritto: Cit. "All'estero le carriere sono più lunghe (...)"

Mi permetto questo copia-incolla di parte di un articolo da un altro topic, concedimelo Molly ;)

Traduzione dell’articolo firmato da Aleksandr Lyubimenko comparso il 07.04.2017 sul portale di informazioni di Shakhty, la città di Alina Ermolova

LA PRINCIPALE SPERANZA OLIMPICA DELLA CITTA’ DI SHAKHTY ALINA ERMOLOVA DA SEI MESI CAMMINA CON LE STAMPELLE.
Cosa è successo alla migliore giovane ginnasta della Russia?

Dallo scorso ottobre la promettente ginnasta ha dei gravi problemi di salute. Il fatto riguarda tutta la vita della ragazzina quindicenne: gli allenamenti e le gare sono stati sostituiti da estenuanti visite mediche e al posto degli amati attrezzi ginnici, cerchio, fune e clavette, nelle mani di Alina ci sono le stampelle…
KVU.SU ha raccolto tutte le informazioni su quello che sta accadendo alla giovane stella della nostra ginnastica ritmica e su quando sarà possibile il suo ritorno allo sport ad alto livello.
Che Alina Ermolova abbia subito un serio infortuno e negli ultimi mesi si muova esclusivamente con le stampelle gli abitanti di Shakhty sono venuti a sapere in febbraio. Sul canale televisivo federale “MATCH TV” è andato in onda un intero reportage sulla nostra città di campioni olimpici. Eroina di uno dei soggetti è stata proprio Alina con la mamma Anna.
La Ermolova è stata giustamente definita dai conduttori televisivi la principale speranza per le olimpiadi dello sport locale. Nell’inquadratura la ginnasta si muoveva sulle stampelle. La causa è un infortunio ad una gamba. Ma quanto è grave questo infortunio? Quando il giovane talento di Shakhty riprenderà gli allenamenti? Su questo gli autori del programma “Reporter sportivo” hanno taciuto.
Come si è saputo, i problemi della ginnasta sono effettivamente gravi. A causa dei pesanti carichi di lavoro nel periodo di intensa trasformazione dell’organismo della giovane atleta (Alina ha 15 anni) non hanno retto le articolazioni. Inizialmente la gamba non le dava la possibilità di allenarsi normalmente, in seguito addirittura di muoversi senza un aiuto esterno. La causa del dolore continuo e del disagio è stata diagnosticata dai medici in un danneggiamento dell’articolazione oxofemorale.
Secondo le nostre informazioni, del pagamento per le cure della ginnasta si è fatta carico la sua attuale allenatrice personale, l’allenatrice emerita della Russia Elena Karpushenko (allenatrice anche della tre volte campionessa del mondo assoluta e famose ginnasta russa Yana Kudryavtseva). Ad allenarsi con lei Alina Ermolova ha iniziato dopo essersi trasferita a Mosca nel 2014.
Sulle previsioni di guarigione della giovane ginnasta le atlete che le sono vicine non sono in grado di dire nulla, ripetendo una dopo l’altra solo una frase “Stiamo aspettando e speriamo…”
- “Alina non si allena da ottobre. Le previsioni? Possono darle solo i medici. Noi possiamo solo aspettare…” ha commentato la situazione dell’infortunio dell’atleta di Shakhty la sua prima allenatrice Olga Petrova, che nel 2014 è partita per Mosca per una promozione, insieme alla sua allieva di allora.
.(...)

Sono dei criminali, ecco che cosa sono. A leggere queste cose mi prende una rabbia terribile. Chi pagherà per aver distrutto il fisico di una ragazzina? Questa è violenza sui minori. Maledetti. Quella povera creatura rimarrà menomata nel fisico a vita. Vergogna, vergogna, vergogna per chi giustifica tutto questo in nome della vittoria ad ogni costo.


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Avatar di Nathan
Nathan
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23/04/2017 18:54
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Fabiola sono d'accordo con te...ma come si fa ad avere,a 15 ANNI, le anche già consumate e danneggiate ed essere costretti alle stampelle...assurdo!!

Non vivo il mondo della ritmica in prima persona(solo da appassionato)ma quello della danza l'ho vissuto e lo conosco molto bene e solitamente i sintomi di articolazioni logorate,soprattutto per una ballerina classica(molto più vicina ad una ginnasta per tipo di allenamento),iniziano a sorgere in età più adulta dopo anni di pratica dell'attività a livello professionale e sentire questo in una ragazzina così piccola mi sconvolge,davvero basito!!
Anche perchè ad una ginnasta non manca certo la flessibilità...come hanno fatto a danneggiarle le anche!!


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Avatar di lotty
lotty
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23/04/2017 19:52
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Fabiola ha scritto:

TheLeananSidhe ha scritto: Cit. "All'estero le carriere sono più lunghe (...)"

Mi permetto questo copia-incolla di parte di un articolo da un altro topic, concedimelo Molly ;)

Traduzione dell’articolo firmato da Aleksandr Lyubimenko comparso il 07.04.2017 sul portale di informazioni di Shakhty, la città di Alina Ermolova

LA PRINCIPALE SPERANZA OLIMPICA DELLA CITTA’ DI SHAKHTY ALINA ERMOLOVA DA SEI MESI CAMMINA CON LE STAMPELLE.
Cosa è successo alla migliore giovane ginnasta della Russia?

Dallo scorso ottobre la promettente ginnasta ha dei gravi problemi di salute. Il fatto riguarda tutta la vita della ragazzina quindicenne: gli allenamenti e le gare sono stati sostituiti da estenuanti visite mediche e al posto degli amati attrezzi ginnici, cerchio, fune e clavette, nelle mani di Alina ci sono le stampelle…
KVU.SU ha raccolto tutte le informazioni su quello che sta accadendo alla giovane stella della nostra ginnastica ritmica e su quando sarà possibile il suo ritorno allo sport ad alto livello.
Che Alina Ermolova abbia subito un serio infortuno e negli ultimi mesi si muova esclusivamente con le stampelle gli abitanti di Shakhty sono venuti a sapere in febbraio. Sul canale televisivo federale “MATCH TV” è andato in onda un intero reportage sulla nostra città di campioni olimpici. Eroina di uno dei soggetti è stata proprio Alina con la mamma Anna.
La Ermolova è stata giustamente definita dai conduttori televisivi la principale speranza per le olimpiadi dello sport locale. Nell’inquadratura la ginnasta si muoveva sulle stampelle. La causa è un infortunio ad una gamba. Ma quanto è grave questo infortunio? Quando il giovane talento di Shakhty riprenderà gli allenamenti? Su questo gli autori del programma “Reporter sportivo” hanno taciuto.
Come si è saputo, i problemi della ginnasta sono effettivamente gravi. A causa dei pesanti carichi di lavoro nel periodo di intensa trasformazione dell’organismo della giovane atleta (Alina ha 15 anni) non hanno retto le articolazioni. Inizialmente la gamba non le dava la possibilità di allenarsi normalmente, in seguito addirittura di muoversi senza un aiuto esterno. La causa del dolore continuo e del disagio è stata diagnosticata dai medici in un danneggiamento dell’articolazione oxofemorale.
Secondo le nostre informazioni, del pagamento per le cure della ginnasta si è fatta carico la sua attuale allenatrice personale, l’allenatrice emerita della Russia Elena Karpushenko (allenatrice anche della tre volte campionessa del mondo assoluta e famose ginnasta russa Yana Kudryavtseva). Ad allenarsi con lei Alina Ermolova ha iniziato dopo essersi trasferita a Mosca nel 2014.
Sulle previsioni di guarigione della giovane ginnasta le atlete che le sono vicine non sono in grado di dire nulla, ripetendo una dopo l’altra solo una frase “Stiamo aspettando e speriamo…”
- “Alina non si allena da ottobre. Le previsioni? Possono darle solo i medici. Noi possiamo solo aspettare…” ha commentato la situazione dell’infortunio dell’atleta di Shakhty la sua prima allenatrice Olga Petrova, che nel 2014 è partita per Mosca per una promozione, insieme alla sua allieva di allora.
.(...)

Sono dei criminali, ecco che cosa sono. A leggere queste cose mi prende una rabbia terribile. Chi pagherà per aver distrutto il fisico di una ragazzina? Questa è violenza sui minori. Maledetti. Quella povera creatura rimarrà menomata nel fisico a vita. Vergogna, vergogna, vergogna per chi giustifica tutto questo in nome della vittoria ad ogni costo.


C'è da dire peró che dipende dalla ginnasta, ovvero ci sono casi e casi. Masha Sergeeva per esempio stessa età stessa, nazione, stessa tecnica di allenamento eppure sta gareggiando ed è in forma, (o almeno sembra) ognuno è diverso, le articolazioni di ognuno di noi sono "diverse" e chiaramente non tutti reggono allo stesso modo i carichi di allenamento.
la domanda peró è...se una ragazza evidentemente mostra problemi, perché farla gareggiare fino al limite, non sarebbe stato meglio farla fermare in modo tale da evitare problemi molto gravi? non sono un medico, ma quando si ha male a qualcosa per evitare che il male peggiori si cerca di curarsi subito per evitare il peggio, evidentemente per Alina non è stato così, e mi dispiace molto, ed è vero gli allenatori o chi per loro si dovrebbero fare l'esame di coscienza.

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Avatar di Hailey
Hailey
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24/04/2017 01:13
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Povera Alina :help: :help: :help: :help: :help: .. era la mia junior preferita.
Spero che si riprenda, innanzitutto per la sua salute fisica ma anche perché da varie video interviste di canali russi questa ragazzina viveva letteralmente per questo sport fin da piccolissima.
Non possiamo sapere come siano andate effettivamente le cose per cui non punterei a priori il dito contro l'allenatrice. Può essere che Alina stessa si sia allenata per un periodo senza dare peso o riferire il dolore (per paura di non essere mandata in gara, gara in cui si era magari sudata faticosamente il "posto"). O magari inizialmente non sembrava nulla di grave ai medici che l'hanno controllata per cui ha continuato ad allenarsi con il dolore.

Certo è che il problema dell'agonismo così precoce di questo sport (che è fisicamente molto impegnativo e logorante) è proprio che carichi di lavoro del genere su piedi, ginocchia, anche, colonna vertebrale di una bambina in piena crescita sono pericolosissimi e possono fare danni irreparabili, proprio perché le ossa non sono ancora pienamente formate e non "pronte" a reggere certi carichi.
Gli infortuni avvengono in ogni sport ad alto livello, sia traumatici che da logoramento. Ma qui io vedo moltissimi infortuni gravi, da logoramento, che non mi spiego se non per l'eccessivo carico troppo precoce. Poi è soggettivo, c'è la ginnasta che non subisce infortuni in tutta la sua carriera e quella che purtroppo si fa male molto presto.

Siccome però si tratta di infortuni da logoramento articolare/ fratture da stress, non sarebbe realmente più salutare e benefico per le ginnaste un innalzamento dell'età di inizio delle gare (da 8 a 11anni), del passaggio a junior a 15 anni al posto di 13 e del passaggio a senior a 18-19 anni in modo da permettere una formazione più graduale con meno stress fisico e psicologico nella fase più delicata di crescita?

Non vedo le richieste tecniche e fisiche della danza classica di alto livello molto diverse, eppure c'è molta più attenzione sotto questo aspetto e tranne casi isolati e sfortunati, le ballerine non sviluppano acciacchi e infortuni di quel genere se non dopo anni di lavoro professionale (molto ma molto più in là..nonostante anche per loro l'allenamento serio cominci presto, a 10-11anni). Hanno aperture, linee e salti invidiabili anche oltre i 30 anni..gli enjambè e le aperture di Zahkarova dopo un figlio e 36 anni sulle spalle possono fare invidia a qualsiasi giovane ginnasta d'élite.
Quindi davvero mi chiedo: perché non vengono posticipati l'età di inizio dell'attività e dei vari passaggi junior- senior?


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Avatar di Fabiola
Fabiola
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24/04/2017 01:31
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Hailey, non posso credere che, se alleni una ragazzina tutti i giorni, possa non accorgerti che ci sia qualcosa che non va. Lei magari non dà peso alla cosa ma l'adulto che la segue -e che dovrebbe essere un professionista- deve capire e non può farla arrivare a quel punto. Scusa ma io immagino benissimo come sia andata:"Ma dài, ma su, non fare tante storie, ti fermi per un po' di dolore? Guarda che ci sono gli Europei e se salti questa tappa poi qualcuna ti passa avanti" Eccetera. Ma ce l'hanno queste genti dei medici nelle società?
Questi problemi, come dici tu, sono problemi da logoramento. Se fossero da infortunio potrei capire l'allenatrice che cade dal pero.
Nella danza prima di una certa età non fanno mettere le punte, almeno gli insegnanti serii, proprio per non causare problemi a piedi e schiena. Nonostante sia un ambiente spesso feroce, c'è un minimo di attenzione sia per la scuola sia per la salute. E si riesce a danzare fino ad oltre trent'anni.
Bisogna rivedere la distribuzione dei carichi di lavoro nella ginnastica. Bisogna salvaguardare le bambine. E vorrei far presente che, anche chi pensa di essersela scampata, può risentirne dopo.


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24/04/2017 01:33
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Mi viene in mente Nicoletta Tinti, ad esempio.

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24/04/2017 02:30
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Sicuramente l'allenatrice se ne sarà accorta, ma potrebbe esserci stato anche un errore da parte dei medici.
Dico solo che è brutto accusare a spada tratta in particolare una persona, quando non sappiamo effettivamente come siano andate le cose. Di sicuro l'insegnante avrebbe dovuto indagare sul dolore, informarsi dei controlli medici e obbligare Alina al fermo se necessario per tutelare la sua salute.
Però, come nel caso di Yana (a cui l'allenatrice lasciò scegliere se gareggiare o meno col piede rotto) è difficile parlare dall'esterno..di sicuro penso che a volte, in questi casi, se ne va della carriera e della salute dell'atleta, dovrebbe intervenire l'allenatore e prendere in modo distaccato la scelta migliore mettendo sempre davanti la salute.
In Russia poi la competizione interna è talmente alta che Alina davvero potrebbe aver cercato di mascherare o minimizzare la cosa per paura di rimanere indietro o che qualcun'altra le prendesse il posto, anche se come dici tu a una certa l'allenatrice se ne dovrebbe accorgere. Magari hanno pure sbagliato i medici dicendole che non era nulla di grave e di non preoccuparsi del dolore ( è ovvio e normale che a quei livelli si sia obbligati ad allenarsi a volte anche con il dolore, però un conto è lavorare con un dolore non patologico o da infiammazione, un altro se invece c'era una lesione. Ma se i medici avessero sbagliato e sia Alina che l'allenatrice pensavano si trattasse di qualcosa di passeggero fino al momento del tracollo, in questo caso la colpa sarebbe solo dei medici.
Le variabili sono davvero tante..spero solo non sia stato effettivamente trascurato il problema da parte dell'allenatrice.

come già ho detto, poi, a priori la ritmica è molto logorante e c'è scarsa attenzione alla salute e al rispetto dello sviluppo fisico delle atlete secondo me, ma non solo da parte dei tecnici ma proprio da tutto il sistema e per come è strutturato attualmente questo sport. Le articolazioni vengono portate al limite, in certi casi non si sa manco il perché. Mi riferisco a casi tipo Travkina ad esempio, portata a una flessibilità estrema a che pro non si sa. Non è né necessaria, né bello da vedere tutto quel contorsionismo circense né tantomeno sano per lei. Man mano i codici stanno sempre più disincentivando questa cosa, però davvero a volte mi chiedo che senso abbia forzare una staccata al limite dell'articolazione quando per un enjambe o un penche a 180° non serve necessariamente una staccata da 260°. E un penche o un enjambe non è che sia più bello o di maggior valore se a 220° al posto di 180°-190°, anzi la linea si rovina. Yana ha sempre fatto salti ed equilibri con l'apertura richiesta e mai superiore, eppure aveva linee perfette. Proprio perché non conta e anzi il troppo rovina la linea.
Quindi anche li, andrebbero penalizzate aperture che vanno troppo oltre quanto richiesto dal codice... cosi come non viene dato l'elemento se l'apertura è inferiore, andrebbe penalizzata anche un'apertura eccessiva.
I regimi di allenamento attuali sono sproporzionati per l'età delle atlete (sia da un punto di vista fisico che psicologico) e per limitare l'effetto "rincorsa" sarebbe utile alzare i limiti di inizio gare e di passaggio in modo da permettere una formazione più lenta e graduale.

Il problema parte dalla Russia e paesi come Ucraina, Bielorussia dove le bambine a 7 anni sono già dei mostri e dove le scuole consentono molte assenze se per motivi sportivi. Ricordo kanaeva e kudryavtseva dire di aver frequentato solo la prima e la seconda elementare con regolarità, mentre dopo " non c'era spazio" e la scuola non l'hanno più frequentata.
Quindi se li gia a partire da quell'età si allenano 6-7 ore al giorno, è ovvio che anche gli altri paesi per diminuire il gap cerchino di fare uguale ( senza sacrificare esageratamente la scuola, come invece accade in russia).
Resta che è un sistema sbagliato e andrebbe vietato in qualche modo, o quantomeno spostare in avanti l'età già potrebbe disincintivare a livello globale questi regimi di allenamento eccessivi su un corpo in piena crescita.


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Avatar di Kalinka
Kalinka
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25/04/2017 13:09
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Fabiola ha scritto: Sono convinta che questo sia dovuto a una situazione di comodo delle tecniche che non si ingegnano a trovare metodi di allenamento più efficaci, che consentano di risolvere in due ore il lavoro di otto ore. Si può fare? Sì, si può fare, perché non è la quantità che conta ma la qualità.

A me risulta che le ginnaste russe facciano minimo 2 ore di riscaldamento (e le ucraine ho letto addirittura 5 ore), quindi mi pare molto difficile ridurre gli allenamenti a 2-3 ore, a meno di trascurare il riscaldamento... cosa che, tra l'altro, sarebbe pericolosissima, visto che questo aumenterebbe notevolmente la probabilità di infortuni, soprattutto se si considera che nella ginnastica ritmica si eseguono molti elementi di flessibilità (questo anche senza considerare elementi di contorsionismo estremo). Quindi ovviamente la qualità dell'allenamento è importante, ma deve essere supportata da un'adeguata quantità di esercizi.

Fabiola ha scritto: Questi tempi potrebbero essere ristretti con maggiorevolontà organizzativa da parte delle società e maggior rispetto del bene "tempo", che è prezioso per tutti, non solo per chi allena.
Siate sincere, quante ore passano le vostre bambine in palestra senza effettivamente concludere nulla? Dopo il riscaldamento, con potenziamento e stretching, vengono dislocate a bordo pedana a provare da sole per ore prima che una allenatrice possa dedicarsi a loro e correggerle, visto che vengono visionate a turno e in palestra sono tante.

Le ginnaste professioniste non vengono certamente abbandonate a bordo pedana senza correzioni. Per esempio, mi risulta che le allenatrici delle migliori ginnaste russe (quelle che si allenano nel centro tecnico di Novogorsk) abbiano massimo 3-4 ginnaste di alto livello, dunque hanno tutto il tempo seguirle bene. Ciò nonostante, le ginnaste professioniste si allenano per 8 ore.

Fabiola ha scritto: Sono assolutamente certa che un buon insegnante possa ottenere un risultato in due o tre ore e che il resto del tempo sia solo dovuto alla pigrizia dell'investire sul miglioramento.

Quindi tutte le allenatrici professioniste del mondo sarebbero incompetenti o non rispettose del tempo delle loro atlete? :|


Ad ogni modo, io non sono d'accordo sulla deduzione "non frequentare la scuola --> avere una cattiva istruzione".
Secondo me non è detto che un atleta professionista che studia per conto proprio o con l'aiuto di un insegnante privato (parlo di un insegnante effettivo, e non di uno di quelli dei "diplomifici" nominati da Ettore :P) abbia un'istruzione necessariamente inferiore a quella di chi frequenta la scuola. Dipende tutto dal fatto se è disposto o meno a impegnarsi nello studio.
Ad esempio, la ginnasta russa Karolina Sevastyanova ha partecipato alle Olimpiadi di Londra nella squadra, dopodiché si è iscritta all'università statale di Mosca. Se avesse avuto gravi lacune causate dalle troppe ore di allenamento, non avrebbe certo potuto avviare una carriera universitaria.

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Edoardo
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Pivellino
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25/04/2017 22:38
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Personalmente ritengo marginale la questione in cui ci si preoccupa eccessivamente che l'attività agonistica precluda alle ginnaste di ricevere un'istruzione regolare. E' un costo-opportunità che chi è determinata a praticare uno sport ad alti livelli accetta. Del resto, parimenti, molti rifiutano di fare sport a livello agonistico proprio perché invece prediligono lo studio; fa parte delle scelte di vita. Certamente il programma della scuola dell'obbligo deve essere acquisito, ma penso che questo già avvenga, con programmi elaborati che tengano conto degli impegni agonistici.

Ritengo invece di estrema importanza la questione attinente alla salute delle ginnaste; non sarò ripetitivo nell'esprimere la mia posizione a riguardo, avendolo già fatto nella discussione su Alina Ermolova; aggiungo solo che sono pienamente favorevole all'idea di innalzare l'età per l'ingresso alla categoria senior, sia per un fattore motivazionale, sia per salvaguardare la salute delle ginnaste, come ha lucidamente spiegato Beatrice.


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Fabiola
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25/04/2017 22:52
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Edoardo ha scritto: Personalmente ritengo marginale la questione in cui ci si preoccupa eccessivamente che l'attività agonistica precluda alle ginnaste di ricevere un'istruzione regolare. E' un costo-opportunità che chi è determinata a praticare uno sport ad alti livelli accetta. Del resto, parimenti, molti rifiutano di fare sport a livello agonistico proprio perché invece prediligono lo studio; fa parte delle scelte di vita.

Marginale l'istruzione??? L'istruzione è un bene primario. È una ricchezza che accompagna per tutta la vita e non finisce a venti o trent'anni.
E una bambina non si rende conto di quanto sarà discriminante per lei in futuro avere o non avere un'istruzione, non è in grado di scegliere con cognizione di causa.

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Edoardo
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Pivellino
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25/04/2017 23:09
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Edoardo ha scritto: Certamente il programma della scuola dell'obbligo deve essere acquisito, ma penso che questo già avvenga, con programmi elaborati che tengano conto degli impegni agonistici.


Avevo aggiunto questo, però.
Comunque l'attività agonistica non è che sia una cosa per tutti eh...in genere chi fa agonismo è un soggetto molto sveglio che impara a gestire i propri tempi e a rendere molto nel poco tempo che ha a disposizione. Nella mia realtà ho osservato che chiunque era impegnato a fare sport ad alti livelli ha sempre concluso in modo più che dignitoso la scuola dell'obbligo. Ora, forse non so bene la realtà nel campo della ritmica...ma non credo che in Italia possa essere così trascurata l'istruzione; questo è un problema, casomai, che fa parte di altre realtà...come nella federazione russa, uno dei motivi, oltre a quello genetico, per cui primeggiano.

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Avatar di Hailey
Hailey
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Esperto
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26/04/2017 00:00
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

Io credo che se da un lato è normale che lo sport agonistico di alto livello comporti inevitabilmente sacrifici, un conto è non poter frequentare il liceo classico europeo, un altro dedicare si e no un paio d'ore al giorno alla scuola di sera.
In Italia, poi, hanno comunque in genere una buona preparazione di base..ma nel caso della russia, non mi pare affatto normale e sano che una bambina non frequenti in toto la scuola passata la prima/seconda elementare. (sia kanaeva che Yana che altre ginnaste hanno più volte detto di aver potuto frequentare con una certa regolarità solo i primi due anni di scuola, dopodiché non c'era tempo. Di giorno allenamento e la sera bisognava riposare per essere pronte per l'allenamento successivo).

Si anche a Mamun hanno dato una laurea in letteratura subito dopo le olimpiadi, ma perché in Russia lo sport conta tantissimo e le lauree agli sportivi di punta vengono regalate a onore.

Poi che in parte inevitabilmente venga un po' sacrificata ci sta, perché anche solo allenarsi tutti i giorni non rende possibile dedicare 3 ore di studio/compiti il pomeriggio (oltre le 5 mattutine) richieste dai licei più duri.
Ma almeno i 5 anni di elementari e i 3 di medie andrebbero, a parer mio, frequentati normalmente ogni mattina come tutti.

Per questo e anche (soprattutto) per evitare infortuni ahimè frequenti durante il picco di crescita, sarebbe opportuno ridurre i carichi di allenamento e un massimo di 3-4ore giornaliere fino ai 15 anni. Spostare in avanti passaggio a junior a 15 anni e soprattutto passaggio a senior a 18 anni, cosi da tutelare le atlete sia sul fronte istruzione di base che sul fronte salute psicofisica :)

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Avatar di Federico
Federico
Utente | 84
Esperto
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27/04/2017 14:43
Agonismo, istruzione e crescita delle ginnaste: combinazione impossibile?

comunque una soluzione c'è almeno in Italia, sono i licei coreutici e sportivi. Sono stati introdotti proprio per questo motivo, di mattina possono accanto alle lezioni fare anche danza o sport, cioè sono materie anche queste. L' unico problema è come sempre attuarli in tutte le città, di sicuro nelle più grandi esistono, in altre sicuramente no, ma sono una soluzione.
Invece come voi penso che nella ritmica ( ma c'è di peggio, per esempio l'artistica) si inizia troppo presto e si finisce troppo presto, anzi a volte ho l'impressione che si "scoppia" troppo presto!!!!
In Italia mi sembra di no, ci sono atlete che arrivano a 24 o 25 anni, ma nell'Est è così, a 20 anni o al primo infortunio serio....

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Beatrice Vivaldi