Road to Pesaro 2017: la squadra italiana

Mancano solo 11 giorni ai Mondiali e il pubblico italiano è pronto a sostenere con grande calore il team azzurro che finalmente avrà l’opportunità di lottare in casa propria per il titolo. Dopo i gloriosi successi del passato, tra cui l’oro mondiale 2009, 2010 e 2011, e il più recente oro nella finale ai nastri di Stoccarda 2015, la squadra per 4/6 rinnovata dopo i Giochi di Rio si presenterà in pedana con grandi aspettative, complici anche le buone sensazioni raccolte alle prime uscite con i nuovi esercizi e dei primi successi conquistati dall’inizio del 2017.

Ma conosciamo meglio queste 6 giovanissime ginnaste che, siamo sicuri, tra pochi giorni ci faranno sognare e gridare a squarciagola.

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Road to Pesaro 2017: le avversarie

Mancano solo un paio settimane al tanto atteso appuntamento con i Campionati Mondiali di ginnastica Ritmica di Pesaro. L'Italia ha già ospitato altri importanti eventi internazionali, dei quali vi abbiamo parlato in un altro articolo, ma sarà la prima volta che potremo giocare in casa ad un Campionato del Mondo. Tra pochi giorni avremo l’opportunità di vedere le più forti atlete del panorama internazionale mettersi alla prova, per la prima volta con il nuovo codice di punteggi in una rassegna iridata. Scopriremo chi sarà in grado di raccogliere l’eredità di Yana Kudryavtseva, oro due anni fa a Stoccarda, che vinse il concorso generale così come la squadra russa. Quest'anno l'esito non è scontato considerando che, complici anche i Giochi Olimpici che hanno concluso il quadriennio, molte delle veterane - la stessa Yana ma anche ad esempio Mamun, Rizatdinova, Son e Staniouta -  si sono ritirate o si sono prese una pausa dalle pedane in attesa di decidere del proprio futuro. 

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Da Firenze a Pesaro: la grande ritmica in Italia

Cento sono i giorni che ci separano dai Campionati Mondiali, che per la prima volta nella loro storia si svolgeranno in Italia. Un motivo di orgoglio per il nostro Paese e in particolare per la città di Pesaro, che ha già dimostrato, con nove edizioni della World Cup, di essere perfettamente in grado di gestire competizioni di così alto livello. Avere la possibilità di ospitare un evento sportivo internazionale non solo incrementa l’attenzione e la visibilità per la ginnastica, contribuendo alla sua diffusione, ma ha anche un grande impatto sul territorio, costituendo una occasione di sviluppo economico, sociale e turistico.

Mai prima del 2017 l’Italia aveva ospitato il campionato iridato di ritmica. Vi erano stati quelli di artistica a Torino nel 1911, in occasione del 50° dell’Unità d’Italia e dell’Esposizione Universale, e di nuovo a Roma nel 1954, mentre nel mondo dei piccoli attrezzi abbiamo avuto due illustri precedenti coi Campionati Europei, rispettivamente nel 1986 a Firenze e nel 2008 a Torino, oltre a numerose prove di Coppa del mondo, a Genova nel 2006 e 2007 e il lungo ciclo di Pesaro, dal 2009 in poi. Adesso, finalmente, i mondiali a Pesaro. Per prepararci all'evento, riviviamo in breve le tappe precedenti della grande ritmica in Italia!

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Protagoniste: Yulia Raskina

Protagonista di questo numero è la bielorussa Yulia Raskina, argento olimpico a Sydney 2000 che, dopo i grandi risultati ottenuti da ginnasta, si è creata una carriera da star fuori dalla pedana. O non troppo fuori dalla pedana. Come potremo vedere, Yulia non ha mai abbandonato del tutto la ritmica, neppure dopo avere lasciato le luci dei palazzetti per i riflettori delle tv. Ma procediamo con ordine, ripercorrendo passo per passo la vita sportiva di questa grande atleta.

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Tra intrecci di clavette e fiori di ciliegio

La Russia, si sa, è sempre stata la nazione portatrice di nuove mode e tendenze, a volte spingendosi al limite di codice e regolamento. Dopo essere state le prime a introdurre i gonnellini nel 2001, giusto qualche anno fa le ginnaste russe hanno portato alla ribalta dapprima i gonnellini svolazzanti e colletti, per arrivare poi a gambalettidettagli in rilievo e piume. Oggi stiamo invece vivendo una sorta di “ritorno al passato”, col riemergere di body prevalentemente smanicati o senza gonnellino, a cui si affianca qualche colpo di scena come l’accademico di Dina Averina. Insomma, chi cura l’aspetto estetico delle atlete russe riesce spesso ad aggiungere un pizzico di curiosità e di stile agli esercizi, grazie ai dettagli fashion permessi nella ritmica.

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Esercizi nella storia: la fune

Torniamo a parlare degli esercizi che, per un motivo o per un altro, hanno fatto la storia della ritmica. Dopo il cerchio, è adesso il turno della fune, un attrezzo non apprezzato proprio da tutti e più volte messo in discussione, fino al punto da essere stato escluso dalle competizioni internazionali per le individualiste senior.

La fune rimane comunque parte integrante della ginnastica ritmica; basti pensare ai molteplici modi in cui è utilizzata per potenziare la preparazione fisica delle atlete e migliorare la manualità e la coordinazione delle ginnaste, soprattutto di quelle più giovani. Un attrezzo usato anche come semplice strumento di allenamento in altre discipline sportive, ma che solo nella ritmica si trasforma per dare vita a spettacolari routine: come le 10 che ho scelto e che, secondo un mio parere personale, vale la pena di rivedere.

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Quando le modifiche di un fan diventano realtà

Se nel 2016 era stato il body con le spalline "cadenti" di Soldatova a far maggior scalpore, quest'anno è un'altra russa a far parlare di sé: Dina Averina, che al Grand Prix di Thiais ha presentato un'innovativo body accademico con effetto decisamente nude. Tale body è stato in seguito modificato ma, grazie ad un'intervista, abbiamo scoperto che l'ideatrice delle modifiche non è stata una sarta...

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Protagoniste: Elena Vitrichenko

Questo numero della nostra rubrica è dedicato a una regina della ginnastica ritmica mondiale: Elena Vitrichenko, una vera e propria icona di questo sport. Una ginnasta che, tra gli anni '90 e 2000, è stata capace di adattarsi alle trasformazioni del codice dei punteggi e alle sue repentine evoluzioni. Una vita di trionfi, ma anche di scandali e delusioni che hanno innegabilmente segnato una carriera brillante ma non sempre facile.

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Beatrice Vivaldi