Campionati Mondiali Kitakyushu

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    • Articolo molto equilibrato, che rende giustizia alle nostre azzurre. www.oasport.it/2021/10/ginnastica-ritmica-sofia-ra...a-17-anni/
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    • Beh, meno male che almeno la FIG le da' importanza perché Milena attualmente detiene due record nella storia della ritmica italiana: primo e miglior risultato a un mondiale (argento al nastro 2018) e miglior risultato di sempre alle Olimpiadi. A volte mi sembra che sia apprezzata più all'estero che in Italia.... Forse i suoi fan sono solo piu' timidi. Spero che domani entri in pedana con la sicurezza e il carisma che la contraddistinguono!
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    • Camp. Individuale Gold Junior/Senior 2021
    • Piccolo OT sulla terminologia, così in futuro ci capiamo meglio ;) FORUM = il contenitore esterno, l'insieme di tutte le categorie e tutti i messaggi; CATEGORIA DEL FORUM = "gruppo" di topic che hanno argomenti simili o comparabili; TOPIC/ARGOMENTO/DISCUSSIONE = insieme di messaggi riguardanti lo stesso argomento; MESSAGGIO = singolo messaggio pubblicato da uno specifico utente in una specifica data/ora. Ad esempio ora siamo nel topic "Camp. Individuale Gold Junior/Senior 2021", nella categoria "Competizioni ed eventi in Italia", nel forum BeatriceVivaldi.it ;)

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A un mese dalla conclusione dei Giochi ripercorriamo la storia della neo campionessa olimpica Margarita Mamun, una vincitrice per molti inaspettata che inevitabilmente richiama alla mente Youlia Barsukova alla finale olimpica di Sidney 2000: entrambe infatti "seconde russe", riuscirono a conquistare l'oro a causa di errori delle compagne, rispettivamente Yana Kudryavtseva e Alina Kabaeva.

Rita nasce a Mosca nel 1995, figlia di una ex ginnasta russa e di Abdullah Al Mamun Shipar, ingegnere navale bengalese, dalle cui origini deriva il soprannome di “Tigre del Bengala”. Inizia a praticare ginnastica ritmica all’età di 7 anni debuttando per la prima volta in un Torneo internazionale nel 2005 a Tartu, in Estonia. Spinta ad andare in palestra guardando le immagini della ritmica in TV, ed in particolare di quelle della sua beniamina Irina Tchachina, Rita è costretta a lavorare sodo e in fretta per recuperare il gap con le altre bambine che, come è solito in Russia, iniziano a praticare questo sport all’età di tre o quattro anni. Dopo aver gareggiato per un brevissimo periodo in rappresentanza del Bangladesh, Margarita sceglie definitivamente di optare per la nazionalità russa.

Il tanto atteso scontro tra le Russe che si pronosticava da tempo è avvenuto davvero, ed io, che ho avuto la fortuna di assistere a queste Olimpidi, voglio raccontarvi cosa si prova a stare lì. Al di là delle medaglie vinte o perse, che hanno un grande valore per le atlete in gara, sono i momenti vissuti a restare incancellabili nella mente.

Avevo solo 8 anni quando davanti al televisore guardai le Olimpiadi di Atlanta '96; praticavo la ginnastica ritmica da poco eppure sapevo che quello sport era la mia passione e che, da grande, avrei voluto assistere di persona ad un olimpiade; sedermi lì, in quel posto magico, dove poche persone al mondo hanno la fortuna di essere. Così io e la mia collega - nonché cara amica - Greta,  dopo aver partecipato in veste di spettatrici anche a Londra 2012, ci siamo avventurate per il Brasile da sole, con le nostre piccole possibilità, andando a dormire da alcuni parenti in una cittadina a più di un'ora di distanza dalla città carioca.

Un’altra indiscussa protagonista della ritmica degli anni ’90 è senza dubbio Alexandra Timoshenko, campionessa olimpica nel 1992 a Barcellona.

Nata il 18 febbraio di vent’anni prima nella cittadina sovietica di Bohuslav, nell’attuale Ucraina,  Alexandra si trasferì a Kiev all’età di otto anni per motivi di lavoro del padre, iniziando a frequentare la Scuola fondata da Albina Deriugina. Nonostante avesse iniziato a praticare ginnastica ritmica con qualche anno di ritardo rispetto alle sue coetanee, alla luce dei suoi rapidi e continui miglioramenti nel 1987 fu scelta per la partecipazione ai Campionati Europei Junior, ottenendo un sorprendente e inaspettato settimo piazzamento alla sua prima competizione a livello internazionale.

Come avevamo già visto in un precedente articolo, le sarte della ritmica si ispirano spesso all'alta moda per realizzare i body delle ginnaste. Ecco quindi qualche nuovo modello ispirato alle passerelle...

20 sono gli anni trascorsi da quando la ginnastica ritmica è entrata definitivamente a far parte del programma olimpico. Nel 1996 ad Atlanta la competizione a squadre affianca per la prima volta il concorso individuale che fu introdotto, per coincidenza sempre su suolo statunitense, nel 1984 a Los Angeles. Dopo la canadese Lori Fung e la russa Marina Lobatch, vincitrici rispettivamente dei Giochi Olimpici di Los Angeles e di Seoul, iniziarono ad emergere le atlete della neonata nazione ucraina: Alexandra Timoshenko vinse l’edizione di Barcellona 1992 ed Ekaterina Serebrianskaya quella successiva di Atlanta. Ed è proprio su quest'ultima che vogliamo concentrarci per il primo articolo dedicato alle protagoniste della ritmica.

Gli Europei sono stati un'importante passerella per indossare tanti nuovi body... eccone alcuni!

Il Grand Prix di Mosca: la prima gara importante dell'anno che ha visto scendere in pedana individualiste senior, junior e squadre. Ed è proprio qui che le ginnaste hanno svelato, insieme ai nuovi esercizi, anche i nuovi look della stagione... e sappiamo che in casa Russia le novità non mancano mai!

Partiamo da un nuovo trend che ha già fatto parlare i rhythmic-fans di tutto il mondo: le “spalline cadenti” di Soldatova! Molto chic e sensuali, fanno sembrare il suo body quasi un abito da sera, ma la domanda di molti è: non le daranno fastidio?

Chi è Giulia Staccioli? Innanzitutto una ginnasta, e che ginnasta! È una delle poche italiane ad aver partecipato a due Olimpiadi da individualista, Los Angeles '84 e Seoul '88, classificandosi 7° alla prima e 18° alla seconda. Poi è un'artista: conclusa la carriera sportiva approda in America, prima agli Alvin Ailey Studios e successivamente è la prima italiana che entra a far parte dei Momix, storica compagnia guidata da Moses Pendelton, con i quali lavora e cresce per ben tre anni. Ma la sua carriera già brillante non si conclude qui: tornata in Italia, nel 1995 fonda i Kataklò - che in greco significa "io ballo piegandomi e contorcendomi" - una compagnia di physical theatre che mescola sapientemente danza, teatro e ginnastica e che da anni calca importanti palchi nazionali e internazionali. Infine nel 2010 fonda a Milano Accademia Kataklò, la prima accademia di formazione e avviamento professionale dedicata a performer di physical theatre.

Ho avuto l'opportunità di conoscere questa incredibile donna in occasione del "Katatris", uno stage intensivo di tre giorni organizzato dall'Accademia Kataklò al quale ho partecipato a gennaio 2016, e devo dire che è stata fonte di enorme ispirazione per me tanto che, al termine del percorso, le ho chiesto di concedermi una piccola intervista per il sito.

body ritmica