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Protagoniste: Amina Zaripova

Dietro ogni grande ginnasta si nasconde spesso il lavoro minuzioso e attento di una grande allenatrice. Come quello di Amina Zaripova, che ha contribuito alla gloria di numerose atlete tra le quali la più nota è Margarita Mamun, oro olimpico a Rio 2016. Madame Viner, capo della ritmica russa, ha da subito creduto nelle sue capacità tanto da sceglierla come braccio destro. Ma prima di essere allenatrice Amina è stata una grande ginnasta; conoscete la sua storia, quali traguardi ha raggiunto in carriera e come è arrivata nell'olimpo della ritmica?

Nata il 10 agosto 1976 a Tchirtchik, nell’attuale Uzbekistan, Amina ha iniziato a praticare ginnastica ritmica all’età di 9 anni. Notata da Madame Viner in persona per il suo fisico longilineo e la sua notevole flessibilità, definita da molti al limite del “circense”, presto lascia la famiglia e si trasferisce al Centro Tecnico di Mosca per allenarsi nel tempio della ritmica. Dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica e il tragico incidente costato la vita ad Oxana Kostina, Amina diventa una delle atlete di punta del suo Paese. Il 1991 le regala le sue prime medaglie europee junior: oro di squadra, bronzo nel concorso generale e alle clavette.

Nel 1992 partecipa per la prima volta da senior ad un Campionato Europeo, iniziando a farsi notare per le sue doti fisiche e per le particolari composizioni arricchite da eleganti passi di danza, disciplina che aveva praticato da piccola prima di dedicarsi alla ritmica. Alla sua prima esperienza mondiale, l’anno seguente ad Alicante, è medaglia di bronzo. L’apice del successo lo raggiunge però tra il 1994 e 1995: agli Europei di Salonicco vince il bronzo individuale e l’oro in due finali di specialità, ai Mondiali di Parigi ottiene l’argento, a quelli di Vienna l’oro in tre attrezzi. L'anno successivo prende quindi parte ai Giochi Olimpici di Atlanta come una delle favorite ma, dopo il 3° posto provvisorio ottenuto in qualificazione, in finale si classifica solo in quarta posizione, fuori dal podio per un soffio.

 

zaripova coach

 

Nel giugno 1997 Zaripova compete alle Universiadi in Sicilia classificandosi terza nell’AA, dietro Vitrichenko e Ogryzko, con uno strepitoso 10,00 nell'esercizio al cerchio. Partecipa poi ai Campionati del Mondo a Berlino del 1997 senza poter prendere parte però alle finali individuali, riservate a solo due ginnaste per nazione, nel suo caso Batyrchina e Lipkovskaya.

La rottura del tendine d’achille compromette decisamente la carriera dell’atleta di origine uzbeka. Dopo l’infortunio, che la vede costretta a sospendere gli allenamenti per tre mesi, Amina sembra decisa ad abbandonare le pedane; è Irina Viner ad incoraggiarla a continuare. Dopo un duro lavoro di recupero partecipa quindi ad alcune competizioni internazionali, ottenendo tra gli altri il quarto posto agli LA Lights 1999 e la vittoria nella gara internazionale di Schmiden. Nonostante questi successi Amina in quell'anno decide di abbandonare definitivamente le pedane, sfinita dagli estenuanti allenamenti e dei sacrifici necessari per poter mantenere una perfetta condizione atletica, ma consapevole anche di non essere più in grado di competere con le giovani leve russe che si stavano affacciando nel mondo della ritmica, prima fra tutte Alina Kabaeva.

Nella sua soddisfacente carriera Zaripova ha vinto in totale 5 titoli mondiali e 3 europei, anche se tutti in finali di specialità e mai nel concorso generale. Molte delle sue routine hanno fatto scuola nel mondo della ritmica; tra queste sicuramente rientrano la palla composta sulla colonna sonora di Spartacus, musica ereditata anche da Soldatova al nastro nel 2017, e le clavette realizzate sulle note del Don Chisciotte.

 

 

 Nonostante la sua popolarità alcune volte sia stata messa in ombra dalle celebri connazionali Yana Batyrchina e Natalia Lipkovskaya, Amina si ritiene molto soddisfatta per i risultati raggiunti; l’unico vero rimpianto della sua carriera rimane forse quella mancata medaglia olimpica. Caparbia e determinata, Amina affrontava la pedana con grande grinta e difficilmente incappava in errori evidenti: "Non ho mai temuto nessuno, perché io dovevo per prima cosa superare me stessa. Prima delle gare questa era la mia unica preoccupazione e l'unico obbiettivo. Alle avversarie non ho mai pensato".

Subito dopo il ritiro Zaripova viene reclutata dalla TV russa come conduttrice e commentatrice delle gare di ginnastica ritmica; inoltre nel 1999 diventa allenatrice della squadra nazionale greca. Tornata a Mosca intraprende la carriera di modella per poi iniziare a collaborare prima al fianco di Natalia Kukushkina e poi con Irina Viner in qualità di allenatrice. 

 

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Preparata, attenta e lungimirante, fu proprio Zaripova a notare all’interno di un gruppo di giovani ginnaste l’esordiente Kanaeva, oro a Pechino e Londra, intravedendone il gran potenziale. Stimata in tutto il mondo ha seguito varie promesse russe, tra le quali Alexandra Ermakova e Yana Lukonina, ma oggi è ricordata soprattutto per essere l’artefice del successo di Margarita Mamun agli ultimi Giochi Olimpici. Come emerge anche in “Over the limit”, documentario su Mamum, la loro è stata, e lo è ancora oggi, una relazione speciale, che va al di là della vita professionale: “Ho passato più tempo con lei che con i miei figli", ha dichiarato Amina in un’intervista. "Ho vissuto la sua infanzia, la sua pubertà, il suo primo amore e le sue prime sofferenze. Eravamo e siamo una squadra, perché tutto ciò che abbiamo vissuto insieme, solo noi, nessuno, assolutamente nessun altro, lo sa. Margarita è diventata campionessa olimpica mentre suo padre, gravemente malato, la osservava dal Bangladesh. Uno stimolo in più a dare il massimo”.   

 

 

Sposata dal 2002 con il cantante russo Aleksey Kortnev, dal quale ha avuto tre figli, Afanasiy, Arseniy e Aksiniya, Amina coltiva molti interessi tra cui la lettura, la musica classica e il pattinaggio a rotelle, interesse che condivide con la sua storica compagna di squadra Natalia Lipovskaya. La ritmica rimane comunque tutta la sua vita, una vera passione prima che un lavoro. Nonostante i successi raggiunti, sia come atleta che come allenatrice, Zaripova è rimasta quella ragazza umile e semplice che decise di lasciare tutto per inseguire il sogno di diventare una grande ginnasta: “Ho sempre cercato di dare il meglio di me stessa per il pubblico e non per i giudici. Per me è sempre stato importante rimanere la stessa persona. La mia allenatrice Irina Viner mi ha sempre insegnato che più sali in alto, più ottieni risultati in carriera, più umile devi essere con la gente che ti circonda". Generosa e molto socievole, è sempre disponibile a collaborare e a condividere la sua esperienza con tutti coloro che amano questo sport. Oggi segue personalmente la senior Maria Sergeeva e le giovani promesse Daria Trubnikova, Ekaterina Chaplina e Diana Simoshina. Nelle fotografie in rete sono evidenti tutte le attenzioni che Amina riserva alle sue ginnaste, dai momenti di incoraggiamento fino a quelli più spensierati e divertenti; severa quando necessario ma anche dolce e spiritosa, Amina sembra aver trovato la giusta ricetta per essere una allenatrice di successo.

 

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Beatrice Vivaldi

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