Un'avventura a Mosca

Con un po' di ritardo ecco un piccolo raccolto dedicato alla mia avventura a Mosca, alla scoperta dei primi Mondiali Juniores di ritmica nella città (e nel nuovissimo palazzetto) di Madame Viner! Ho cercato di riportare anche dei dettagli un po' frivoli ma che spero vi facciano immaginare in modo più immersivo l'atmosfera della gara.

Capitolo 1: il palazzetto

Partiamo dal palazzetto: una vera e propria chicca! Che Viner faccia sempre le cose in grande è risaputo e anche in questo caso non si è smentita. L’edifico è molto bello e curatissimo a partire dall’esterno: la facciata, con il grande nastro giallo-dorato che avvolge la parete di vetro, è immediatamente riconoscibile e diventa lo sfondo ideale per le foto ricordo. Anche io non ho saputo resistere alla tentazione di uno scatto

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Eleonora e la ritmica in Gran Bretagna

Grazie alla community che si è creata qui sul sito ho avuto la possibilità di conoscere molte persone tra cui alcune allenatrici che vivono e lavorano all'estero. Nelle nostre conversazioni spesso sono emerse le differenze che riguardano il nostro sport vissuto in altri Paesi, dal livello alla tipologia dei campionati, passando anche per argomenti più pungenti come la percezione della professione dell'allenatore. Trovo che il confronto sia sempre molto interessante e stimolante e quindi mi sono detta: perché non condividere queste storie anche con gli appassionati?

A inaugurare quella che spero diventerà una piccola serie di interviste c'è Eleonora, una ragazza che da qualche anno vive a Londra dove allena nel club che ha fondato.

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Prima di tutto

Il palazzetto incombeva su di me. 

Sospirai, pensando che entro poco meno di due minuti la mia esperienza sarebbe diventata il mio più bel ricordo, o il mio peggior incubo. Un minuto e mezzo. Sembra quasi una beffa, doversi preparare così minuziosamente per parecchi mesi e sacrificare tutto questo lavoro in novanta secondi. Considerando la cosa dal punto di vista logico è assurdo. Ma la vera assurdità è che nonostante tutto quello che avevo passato, i sacrifici, le rinunce, i pianti, i dolori, io ero ancora lì a mettermi in gioco. 

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Il gruppo della ritmica

Ciao a tutti! Ci presentiamo: siamo Ilaria, Sam, Chiara, Roberta e Chiara B. Oggi ci sentiamo praticamente tutti i giorni ma fino a poco più di due anni fa eravamo delle complete sconosciute: non serve dire che l'elemento conduttore tra noi cinque, quello che ci ha fatto conoscere e legare sempre di più, è stato la ginnastica ritmica!

Abbiamo deciso quindi di raccontarvi la nostra storia e le nostre avventure.

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I mondiali visti da Eleonora

Dopo una lunga riflessione e con tanta emozione ancora viva, nonostante siano passate diverse settimane, sono finalmente pronta a condividere con voi la mia classifica delle 6 migliori routine individuali viste ai 35° World Championships di Pesaro. Ammetto che doverne scegliere solo una per ciascuna ginnasta, visto che mi sono auto-imposta questo limite,  è  stato davvero difficile (Pazhava, Ashram, Halkina... che programmi!). Alla fine sono riuscita a stilare la mia personale lista, attenzione, non classifica: quello sarebbe stato davvero impossibile! Piccolo consiglio: se vi siete persi la finale delle migliori 24 individualiste, recuperate qui! ;) 

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Olimpiadi di Rio 2016: io c'ero

Il tanto atteso scontro tra le Russe che si pronosticava da tempo è avvenuto davvero, ed io, che ho avuto la fortuna di assistere a queste Olimpidi, voglio raccontarvi cosa si prova a stare lì. Al di là delle medaglie vinte o perse, che hanno un grande valore per le atlete in gara, sono i momenti vissuti a restare incancellabili nella mente.

Avevo solo 8 anni quando davanti al televisore guardai le Olimpiadi di Atlanta '96; praticavo la ginnastica ritmica da poco eppure sapevo che quello sport era la mia passione e che, da grande, avrei voluto assistere di persona ad un olimpiade; sedermi lì, in quel posto magico, dove poche persone al mondo hanno la fortuna di essere. Così io e la mia collega - nonché cara amica - Greta,  dopo aver partecipato in veste di spettatrici anche a Londra 2012, ci siamo avventurate per il Brasile da sole, con le nostre piccole possibilità, andando a dormire da alcuni parenti in una cittadina a più di un'ora di distanza dalla città carioca.

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Beatrice Vivaldi

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