Un'avventura a Mosca

Con un po' di ritardo ecco un piccolo raccolto dedicato alla mia avventura a Mosca, alla scoperta dei primi Mondiali Juniores di ritmica nella città (e nel nuovissimo palazzetto) di Madame Viner! Ho cercato di riportare anche dei dettagli un po' frivoli ma che spero vi facciano immaginare in modo più immersivo l'atmosfera della gara.

Capitolo 1: il palazzetto

Partiamo dal palazzetto: una vera e propria chicca! Che Viner faccia sempre le cose in grande è risaputo e anche in questo caso non si è smentita. L’edifico è molto bello e curatissimo a partire dall’esterno: la facciata, con il grande nastro giallo-dorato che avvolge la parete di vetro, è immediatamente riconoscibile e diventa lo sfondo ideale per le foto ricordo. Anche io non ho saputo resistere alla tentazione di uno scatto

 Anche l’interno non è da meno: la grande vetrata rende l’ingresso molto luminoso e la luce naturale si riflette sui pavimenti in stile mosaico. Nessun dettaglio è lasciato al caso: sulle pareti appaiono figure di ginnaste stilizzate, le panchine sembrano nastri, le porte sono decorate con illustrazioni tipiche della tradizione e perfino i cartelli per il bagno sono molto... folkloristici!

 

 

Nella balconata al primo piano della hall d'ingresso si trovano le bancarelle, sia relative alla ritmica che all'artigianato locale. Oltre alle italianissime Pastorelli e Venturelli ho potuto ammirarne una che presentava alcuni body “storici” in vendita, come quelli di Kanaeva, Dmitrieva e della squadra senior. Vicino agli ingressi sono posizionati alcuni divertenti giochi: schermi touchscreen collegati a un proiettore sulla parete permettono di approfondire la storia della ritmica e di giocare persino a creare un body! Al primo piano un corridoio “circonda” tutta la zona della palestra; sui lati corti ci sono due bar mentre sulla parte posteriore c’è una galleria con le fotografie di Madame e delle sue Campionesse.

 

 

L’interno del palazzetto è molto d’effetto, con delle bande luminose che corrono tutto intorno al pubblico ricordando ancora una volta dei nastri. Trovo che le proporzioni di questo edificio siano l’ideale per vedere una gara di ritmica: il pubblico è distribuito in modo ottimale e da ogni punto la pedana, ben illuminata, si vede molto chiaramente. La zona degli allenamenti è divisa in 3 parti, in ognuna delle quali ci sono 3 pedane di prova; per i Mondiali ogni pedana era stata corredata di computer per poter far partire la musica, lettino per i trattamenti medici e persino ferro e asse da stiro!

 

 

Capitolo 2: Madame

Ho voluto dedicare un paragrafo a lei, madame Irina Alexandrovna Viner-Usmanova, perché penso sia stata la vera protagonista di questa gara. Per la prima volta sono riuscita a vederla da vicino, "in casa", e quello che mi ha decisamente stupito è l'atteggiamento di devozione che hanno ginnaste e adulti nei suoi confronti. Madame in più occasioni è apparsa nella hall (circondata dai suoi bodyguard) e ogni volta uno stuolo di bambine è corso presso di lei per fare fotografie o autografi; le madri addirittura la chiamavano per avere la sua attenzione e rubare qualche scatto. Ho apprezzato il fatto che abbia girato anche tra gli stand, quasi a voler dare lustro anche alle bancarelle; dopotutto Irina è una vera e propria celebrità in Russia e di sicuro ha un'ottima propensione alle pubbliche relazioni.

Nonostante l'età, la posizione mediatica e politica e l'aura che la circonda, si è dimostrata comunque una persona disponibile e le ginnaste sembrano davvero portarle rispetto e gratitudine. Devo dire che il viaggio in Russia mi ha aperto gli occhi su molti comportamenti russi che prima mi apparivano inspiegabili; ora anche il culto della persona mi appare naturale per un popolo che da secoli venera le iconee e i personaggi, sia religiosi che laici. Anche tutto lo sfarzo e l'eccesso - che a volte sfora nel pacchiano - di body, abiti e scelte musicali ora non mi sembrano più eccessivi se contestualizzati in questo Paese.

 

 

Capitolo 3: La gara

Passiamo ora alla parte più importante e meno frivola: la vera e propria gara! Ho assistito alla qualificazione delle squadre nella seconda giornata di gara e a tutte le finali. Tra le nazioni emergenti ho apprezzato molto le ginnaste di Indonesia, Polonia e Ungheria. Una piccola menzione anche a Saffron Severn della Gran Bretagna, che ha condotto una buonissima gara: avevo intervistato la sua allenatrice Eleonora qualche mese fa, quando la partecipazione al mondiale era ancora in forse, e ora possiamo dire che il suo (primo) sogno si è avverato!

Ho molto apprezzato che nella premiazione combinata individualiste + squadre abbiano chiamato sul podio anche le allenatrici. Penso che nel nostro sport l'allenatore sia ancora più responsabile dei risultati delle atlete poiché non solo si deve occupare della preparazione fisica e mentale, ma deve anche comporre esercizi che valorizzino le doti delle ginnaste e studiare la migliore strategia per ridurre al minimo la possibilità di errore... un lavoro davvero a tutto tondo!

Ma sono state le finali la parte più ad alta tensione della competizione. Prima di ogni gara le ginnaste sfilavano in pedana e venivano presentate al pubblico, idea che ho apprezzato moltissimo, inoltre c'era una banda che suonava dal vivo all'ingresso delle ginnaste in pedana, talvolta riprendendo brani tipici della nazione di turno (inutile dire che per le italiane c'era una tarantella!). In quel contesto ero tesissima anche io per le italiane, non oso immaginare la loro tensione, non dev'essere stato facile entrare in pedana con la consapevolezza di poter vincere una medaglia mondiale! 

Spaziale la nostra Sofia Raffaeli: anche se nelle finali non tutto ha funzionato a dovere ha condotto una gara fantastica, ricordiamo che è stata l'unica ginnasta a presentare 4 attrezzi e a qualificarsi a tutte le finali vincendo anche due medaglie di specialità oltre a quella a team. Ho notato con estremo piacere che anche la tifoseria straniera, compresa quella russa, la acclamava! Mi è dispiaciuto molto soprattutto per il nastro perché, nonostante il nodo, se avesse continuato l'esercizio come al suo solito a mio parere avrebbe potuto agguantare comunque un'altra medaglia. Ma è facile parlare da spettatrice; probabilmente era anche molto stanca e lo sfortunato nodo l'ha un po' demoralizzata. Resta comunque un'impresa titanica conclusasi con tre medaglie mondiali che spero siano solo le prime di una lunga carriera!

Le russe si sono aggiudicate tutti gli ori ma devo dire non con estrema tranquillità e facilità, anzi, ci hanno messo del loro per rischiare di perderne qualcuna per strada! Simakova è stata l'unica a condurre una gara molto pulita, anche se personalmente come ginnasta non mi trasmette molto (e lo trovo strano dato che a quanto pare la allena Shtelbaums). Kramarenko è stata parecchio fallosa; nella palla non ha eseguito come al solito i suoi bellissimi pivot penchée e alle clavette ha mal direzionato praticamente tutti i lanci! Quando è uscita dalla pedana era piuttosto delusa e persino Madame non è andata al kiss&cry con lei. Sergaeva ha sporcato parecchio e sinceramente mi aspettavo un punteggio un po' più basso per lei; è una ginnasta che mi piace perché si distingue dagli standard ed è sempre molto originale, ma a Mosca non ha svolto le sue migliori esecuzioni. Trovo che sia stata anche un po' fortunata perché con quell'esecuzione l'oro non era affatto scontato! Insomma anche il team russo ha sentito parecchio la tensione e non si è esibito al meglio. Essendo posizionata proprio sopra all'uscita delle ginnaste ho potuto vedere da vicino le reazioni di Viner e, anche se ha cercato di apparire sempre calma e tranquilla, a mio parere in un paio di occasioni ha temuto pure lei di farsi soffiare qualche oro! 

 

 

Tra le altre individualiste ho apprezzato tantissimo le ginnaste azere: le avevo viste al bilaterale di Desio a inizio anno e, come previsto, avendo pulito i rischiosissimi esercizi sono diventate davvero competitive! Penso che potranno diventare le leader della loro nazione anche da senior, soprattutto Jalilova! Molto belle anche le junior kazake (mi ha colpita Bakatova) e israeliane, tra le quali ho apprezzato l'originalità di Block. Giornata piena di errori in generale ma estremamente fortunata per Salma Solaun, che riuscendo a non sbagliare si porta a casa una meritata medaglia al nastro! Probabilmente sentiremo ancora parlare di lei. Un po' sottotono le individualiste bulgare e bielorusse, rispetto agli scorsi anni team piuttosto fallosi e meno competitivi. 

Passiamo ora alle squadre. Azzurrine belle e coraggiose! Ho visto i nastro del concorso generale e sono state spettacolari, velocissimi e difficilissimi; bellissime le loro reazioni al termine dell'esercizio. In finale sono riuscite a ripetersi ai cerchi con un'esecuzione da brividi, mentre purtroppo ai nastri sono incappate in qualche errore di troppo. Resta comunque il fatto che queste ragazze hanno avuto un miglioramento pazzesco in un solo anno di lavoro e con due esercizi da presentare tra i quali i temibili nastri! Congratulazioni quindi a tutto lo staff che ha preparato queste ginnaste, sia individualiste che squadra: Julieta Cantaluppi, Cristina Ghiurova e Laura Zacchilli.

Meglio delle italiane solo le russe: c'è poco da dire qui, hanno una velocità di esecuzione pazzesca e reagiscono agli errori (come il nodo in finale) con maturità da senior. La scelta musicale dei nastri, che inizialmente poteva sembrare pacchiana, è stata particolarmente azzeccata; il sabato, quando li hanno eseguiti alla perfezione, ho davvero guardato col fiato sospeso tutto l'esercizio, in costante crescendo e perfettamente sulla musica. Al termine io e le mie amiche ci siamo guardate stupefatte e anche il tifo italiano ha applaudito calorosamente. Perfino i body ispirati a San Basilio stavano molto bene nel contesto! Insomma, anche quest'anno ho preferito le composizioni russe junior a quelle senior.

Tra le altre squadre molto graziosa quella bielorussa, sopratutto ai nastri, anche se a tratti mi infastidiva il fatto che due ginnaste fossero evidentemente più piccole delle altre. Israele invece mi ha un po' delusa, soprattutto ai cerchi; negli scorsi anni ci avevano abituato a coreografie più originali e memorabili. Nota di merito anche alla Spagna con due composizioni molto fresche e piacevoli!

 

 

Capitolo 4: Epilogo

Devo dire che mi è piaciuta molto questa competizione; personalmente apprezzo sempre molto il lavoro delle junior, forse perché è molto fresco e le ginnaste hanno quella leggerezza e ingenuità che poi - per forza di cose - perdono da senior. Molte ginnaste osano di più, non avendo "nulla da perdere"! 

Spero che ripropongano questa competizione mondiale anche in futuro, magari a cadenza biennale. L'unica pecca nel format a mio parere è l'assenza della premiazione dei team di individualiste; dopotutto se viene premiato il concorso generale a squadre mi sembrerebbe naturale avere una ulteriore classifica anche per le individualiste. Inoltre nei mondiali senior la classifica per nazioni c'è e lo ricordiamo bene dopo lo storico bronzo vinto dal trio Agiurgiuculese-Baldassarri-Russo a Sofia!

Penso che la ritmica italiana non abbia mai avuto un momento di eguale splendore, con Individualiste e Squadra, sia Junior che Senior, in grado di conquistare medaglie mondiali! Questo grazie al lavoro della Direzione Nazionale in primis, ma anche di tutte le società che hanno raggiunto un grado di preparazione notevole. È ufficiale: siamo una delle nazioni più forti al mondo e dobbiamo esserne fieri! :)

Beatrice Vivaldi

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