Do Re Milena, un crescendo di emozioni

La sua strada è un vero e proprio crescendo rossiniano: Milena Baldassarri, 9° classificata ai Campionati del Mondo di Pesaro lo scorso anno, è stata ginnasta-rivelazione italiana degli ultimi anni. Il riferimento a Rossini non è casuale perché ho realizzato questa intervista proprio a Pesaro, città d'origine del compositore, in occasione della 10^ edizione della World Cup durante la quale Milena è riuscita a centrare il 9° posto in All Around e la finale al nastro.

Della sua carriera vi avevo già parlato nell'articolo scritto proprio alla vigilia dell'appuntamento iridato; tra gli altri risultati ricordiamo il successo ottenuto agli Europei di Budapest 2017, dove ha centrato la finale al nastro, e ancora una volta la sua prima esperienza ai Campionati del Mondo che ha sancito il suo ingresso nella top ten mondiale, rendendola di fatto una delle ginnaste da tenere in considerazione per le classifiche internazionali.

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Yana Romanova e la ginnastica estetica

Sono entrata in contatto con la Ginnastica Estetica quattro anni fa: ne avevo sentito parlare ad un seminario di ritmica. L’argomento in questione era la possibilità negata, dato i rigidissimi codici, del proseguire l’attività oltre una certa età. Effettivamente la fatidica domanda: “E adesso che faccio?” a fine carriera ce la siamo poste tutte, e spesso i nostri mentori non han potuto far altro che indirizzarci verso l’insegnamento.

La Ginnastica Ritmica mi ha regalato moltissime emozioni, prima come atleta e poi come tecnica, ma sento di dover consigliare alle giovani atlete anche delle alternative per non abbandonare del tutto la ginnastica. Una di queste è proprio la Ginnastica estetica di Gruppo e tramite le parole di Yana Romanova, responsabile nazionale, cercherò di farvi conoscere questo bellissimo sport.

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Salomé, la rinascita della guerriera

Forse è per la sua interpretazione coinvolgente. Forse è per il suo sguardo magnetico. Forse è per le sue scelte musicali sempre originali ed azzeccate. O forse è perché tutti ci siamo commossi nel vederla uscire in lacrime dalla pedana olimpica. Qualunque sia il motivo, il fatto che Salomé Pazhava è una delle ginnaste più amate di sempre dal pubblico è evidente. Chi era a Pesaro per i Campionati del Mondo l'ha sicuramente notato dal boato che accompagnava la ginnasta georgiana in pedana.

Ho incontrato Salomé e la sua allenatrice Eliso Bedoshvili a Padova, in occasione dell'ultima tappa di Serie A alla quale ha partecipato per il secondo anno con la Polisportiva Pontevecchio di Bologna e Alexandra Gerasimova, coreografa della società, mi ha aiutata traducendo la conversazione. Salomé è una che non si risparmia, né in pedana né nelle interviste: è stato veramente emozionante ascoltare il  racconto degli ultimi due anni direttamente da lei, una guerriera che è riuscita a non arrendersi mai.

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Bence: la fusione tra il circo e la ritmica

Il circo e la ginnastica ritmica: due mondi diversi ma che possono essere molto vicini. Esempio di questa fusione di forme d’arte è il performer che mi ha raccontato la sua storia, tra pedane e tendoni in giro per il mondo. Sto parlando di Bence Benedikt Baumann, ventenne ungherese che conta più di 9500 followers su Instagram. Di recente il suo talento è stato notato anche da ginnaste e allenatrici di ritmica che prendono spunto dalle sue evoluzioni per creare nuove maestrie.

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Sasha, il cigno della Russia

La prima volta che ho intervistato Alexandra, a dicembre 2013, era una piccola ginnasta dalle grandi potenzialità. Oggi, a 19 anni, Alexandra è una delle ginnaste di punta della Russia, con 2 titoli mondiali al suo attivo, 6 medaglie europee e svariati premi a World Cup e Grand Prix.
 
Ho incontrato lei e la sua allenatrice Anna Dyachenko-Shumilova a Udine, in occasione del torneo e dei workshop organizzati dall'Associazione Sportiva Udinese. Alexandra, una delle ginnaste più amate e seguite del panorama mondiale, ha mostrato alle allieve del workshop il grandissimo lavoro che c'è nella sua quotidiana preparazione fisica.

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Linoy, lo sguardo della tigre

Che il rapporto tra Linoy Ashram e la sua coreografa Ayelet Zussman sia speciale lo si capisce già dalle fotografie che le ritraggono pochi istanti prima di entrare in pedana. Vederle lavorare insieme in palestra ha confermato questa impressione: allieva e maestra si capiscono con un solo sguardo e la creazione delle nuove composizioni è un lavoro che fanno insieme, completandosi e ispirandosi a vicenda. L'allenamento è duro e Linoy non è di certo una che si risparmia, ma non mancano mai momenti di leggerezza in cui ridono insieme. 

Linoy, una vera tigre in pedana, nella realtà è una ragazza molto timida, umile e riservata, ma i suoi occhi sono sempre illuminati da una scintilla che fa presagire tutta l'energia che è capace di far esplodere in gara. Ho avuto il piacere di conoscerla e chiacchierare con lei in occasione dei workshop e del Torneo Internazionale di Udine, organizzato dall'Associazione Sportiva Udinese, durante il quale lei e Ayelet mi hanno parlato delle impressioni riguardo ai mondiali e dei loro piani per il futuro.

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Alexandra e la ritmica a testa in giù

Ha solo 16 anni ma è giù una leggenda della ritmica: Alexandra Agiurgiuculese, 8° classificata ai recenti Campionati del Mondo di Pesaro, è considerata ormai una delle big del panorama internazionale.

Della sua storia vi ho già parlato in un recente articolo, scritto proprio alla vigilia dell'appuntamento iridato; ricordiamo solo che dopo i numerosi successi raccolti nella carriera da junior, tra cui 4 medaglie europee, al suo primo anno da senior Alex è diventata nel 2017 la ginnasta individualista più titolata di sempre a livello internazionale della Federazione Ginnastica d'Italia.

Oggi, in occasione del Torneo Internazionale di Udine organizzato proprio dalla sua socieà, l'Associazione Sportiva Udinese, ho avuto la possibilità di intervistarla per scoprire il suo punto di vista sui mondiali e alcune curiosità dentro e fuori dalla pedana.

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Il teatro con la ritmica nel cuore

Chi è Giulia Staccioli? Innanzitutto una ginnasta, e che ginnasta! È una delle poche italiane ad aver partecipato a due Olimpiadi da individualista, Los Angeles '84 e Seoul '88, classificandosi 7° alla prima e 18° alla seconda. Poi è un'artista: conclusa la carriera sportiva approda in America, prima agli Alvin Ailey Studios e successivamente è la prima italiana che entra a far parte dei Momix, storica compagnia guidata da Moses Pendelton, con i quali lavora e cresce per ben tre anni. Ma la sua carriera già brillante non si conclude qui: tornata in Italia, nel 1995 fonda i Kataklò - che in greco significa "io ballo piegandomi e contorcendomi" - una compagnia di physical theatre che mescola sapientemente danza, teatro e ginnastica e che da anni calca importanti palchi nazionali e internazionali. Infine nel 2010 fonda a Milano Accademia Kataklò, la prima accademia di formazione e avviamento professionale dedicata a performer di physical theatre.

Ho avuto l'opportunità di conoscere questa incredibile donna in occasione del "Katatris", uno stage intensivo di tre giorni organizzato dall'Accademia Kataklò al quale ho partecipato a gennaio 2016, e devo dire che è stata fonte di enorme ispirazione per me tanto che, al termine del percorso, le ho chiesto di concedermi una piccola intervista per il sito.

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Beatrice Vivaldi

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