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Sasha, il cigno della Russia

La prima volta che ho intervistato Alexandra, a dicembre 2013, era una piccola ginnasta dalle grandi potenzialità. Oggi, a 19 anni, Alexandra è una delle ginnaste di punta della Russia, con 2 titoli mondiali al suo attivo, 6 medaglie europee e svariati premi a World Cup e Grand Prix.
 
Ho incontrato lei e la sua allenatrice Anna Dyachenko-Shumilova a Udine, in occasione del torneo e dei workshop organizzati dall'Associazione Sportiva Udinese. Alexandra, una delle ginnaste più amate e seguite del panorama mondiale, ha mostrato alle allieve del workshop il grandissimo lavoro che c'è nella sua quotidiana preparazione fisica.
 
  • Ti ho intervistata per la prima volta a dicembre 2013: eri appena stata inserita nel team senior russo. Sono passati solo 4 anni ma tu hai già raggiunto tantissimi successi, cosa è cambiato rispetto ad allora nella tua preparazione?
    È cambiato tanto, ogni giorno ci sono cambiamenti e miglioramenti, anche l’allenamento è variato, è diventato molto più impegnativo.

    L’anno scorso ti sei preparata per le Olimpiadi insieme a Yana e Margarita andando fino a Rio. L’atmosfera dei Giochi Olimpici è sempre speciale, sei riuscita a percepirla?
    Anche se non ho gareggiato sono riuscita a sentire un’atmosfera, differente da tutte le altre gare; è una gara a sé, diversa, anche stando solo sugli spalti l'ho sentito.

    Questo è stato un anno difficile per te, dopo il ritiro di Yana e Rita hai avuto un maggior carico di responsabilità, forse eri ritenuta la numero uno. Hai sentito più pressione rispetto agli anni scorsi?
    In Russia non c’è questo ragionamento, anche se le altre hanno smesso io non sono diventata automaticamente la migliore. L’anno nuovo ha portato cambiamenti e nuovi piazzamenti; da noi ognuno merita ciò che riesce a raggiungere in quel momento.

    Dopo gli Europei, un momento forse difficile per te perché non sono andati come speravi, come sei tornata in palestra? Magari hai qualche consiglio anche per le giovani ginnaste su come trovare motivazione quando magari le cose non vanno come ci si aspetta?
    Il concorso generale è andato bene, solamente nella finale non è andato tutto come doveva essere. Comunque mi sono detta che la vita non finisce qui, si va avanti, bisogna superare ogni momento difficile e credere in sé; ringrazio le giudici e la mia allenatrice che credono in me. Alle giovani ginnaste alle quali una gara non è andata bene suggerisco di non chiudersi in se stesse, di continuare a crederci, ogni momento difficile può essere superato già nelle gare successive.

    Sul mio forum in tanti si sono stupiti perché quest’anno hai cambiato versione della musica alla palla ("Il cigno" di Joshua Bell, ndr); a cosa è stata dovuta questa scelta, chi ha avuto l'idea?
    È stata un’idea di Irina Viner, che ha sentito la stessa musica ma con le parole ("Aria" di Giorgia Fumanti, ndr) e ha pensato fosse molto adatta per me.

     

    Anche nelle clavette avete cambiato musica ed esercizio, chi ha avuto l’idea geniale della posa iniziale?
    L’idea della posa è arrivata dalla nostra coreografa, invece quella di decorare le clavette come se fossero una treccia è stata della mia allenatrice Anna!

    In generale su quale stile musicale preferisci esibirti?
    Mi piace moltissimo la musica spagnola; io mi sento in parte spagnola, non so perché, è così da quando sono piccola. Inoltre mi piacciono molto le musiche dinamiche.

    Stai già preparando gli esercizi per il prossimo anno? Magari con una musica spagnoleggiante?
    Per adesso stiamo ancora ascoltando e scegliendo le musiche. Tutto è possibile!

    Quando costruite un nuovo esercizio ti piace proporre elementi o ti affidi completamente ad Anna?
    Quando cominciamo a montare un esercizio ognuno inventa qualcosa, lo proviamo e poi se piace andiamo avanti.

    Abbiamo visto dai social che hai un rapporto davvero speciale con la figlia di Anna, che a volte cerca di imitarti. In futuro ti piacerebbe allenare?
    Non ho l’obiettivo di diventare allenatrice per forza perché vedo che è un lavoro molto difficile e non tutte sono adatte. Oggi non riesco a risponderti; forse nel futuro, quando sarò più pronta per affrontare questo lavoro, potrà davvero succedere.

    Visto che abbiamo parlato della figlia di Anna una domanda per lei. Dai social vediamo che Inna in palestra prova e si allena; secondo te diventerà una ginnasta anche lei?
    A. Shumilova: Inna è molto piccola, ha solo 3 anni, però viene in palestra molto volentieri; aiuta anche ad alzare il morale, tutti giocano con lei. Per ora ovviamente è ancora tutto un gioco, anche se devo ammettere che ha delle capacità notevoli, nonostante non abbia ancora capacità di concentrazione. Dopo le Olimpiadi le è piaciuta talmente tanto Margarita Mamun che continuava a guardare i video e cercava di fare le stesse cose dicendo “Io sono Rita Mamun”. Ora invece è cambiato in “Io sono Sasha Soldatova”, adesso è lei il suo mito. Sarei molto contenta se lei continuasse in questo sport, però ovviamente dovrebbe essere una sua decisione.

    Se dovesse decidere di proseguire con la ritmica la vorresti allenare tu stessa, pur sapendo del difficile rapporto che si può instaurare tra mamma e figlia?
    A. Shumilova: Io sono stata allenata da mia mamma, quindi so che è possibile. La parte più difficile è stata superare i momenti di gelosia, quando tua mamma davanti ai tuoi occhi dice “brava” a un’altra ginnasta è molto difficile. Dopo aver superato questo però si riesce ad andare avanti. Vorrei di sicuro provare a lavorare con mia figlia, poi se ci fosse qualcosa che non va si potrebbe sempre cambiare.

     

    soldatova inna

     

    Torniamo ora a Sasha. Tu, Yana e Rita eravate un trio ormai consolidato; senza di loro ti sei sentita più sola?
    Nonostante Yana e Rita non vengano più in palestra ci sentiamo spesso e io accetto tutti i suggerimenti che continuano a mandarmi. Comunque non sento questo vuoto, la vita va avanti e siamo in tante all’interno della palestra.

    Questo nuovo codice dei punteggi magari non ha facilitato le ginnaste con il tuo stile e le tue caratteristiche fisiche, cambiereste qualcosa dei regolamenti?
    A. Shumilova: Non cambieremmo il nuovo codice, questo è stato un anno di test dei nuovi esercizi. Il potenziale di Alexandra non è ancora stato del tutto espresso e nonostante le gemelle Averina siano al momento davanti a lei non riteniamo impossibile superarle. Ora dobbiamo riorganizzare i nuovi esercizi per inserire gli elementi che mancano per raggiungere l’oro, ma comunque l’esecuzione di Alexandra è già ottima.

    Si è parlato tanto della ritmica maschile; cosa ne pensi? Ti piacerebbe fare una esercizio di coppia mista con un ragazzo?
    Non riesco a dare un giudizio perché è molto parallela a quello che sto facendo io. Per quanto riguarda la coppia non l’ho mai vista, quindi non so dire se mi piacerebbe farla.

    Se tu potessi tornare indietro e dare un consiglio a te stessa da piccola, cosa i diresti?
    Consiglierei di ascoltare ancora di più la mia allenatrice che, essendo una persona adulta, può dare solo suggerimenti positivi e utili. È normale che ci sia una fase dell’età in cui abbiamo dubbi, sbalzi d’umore, non ascoltiamo, quindi il mio suggerimento sarebbe stato quello di ascoltare di più.

    Oltre agli allenamenti hai del tempo libero per uscire?
    La sera dopo allenamento ho massaggio, piscina, fisioterapia per riprendermi per il giorno dopo. Il mio giorno libero invece lo passo con le amiche o la famiglia.

    Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?
    Ci saranno due competizioni, una a Vilnius e una in Israele, e l’esibizione all’Euskalgym in Spagna.

    Ringraziamo Alexandra e Anna e facciamo loro un in bocca al lupo per gli impegni futuri!

    soldativa shumilova
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Beatrice Vivaldi

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