L’attimo fuggente

Carpe diem. Forse è questa l’espressione che meglio descrive uno degli aspetti caratteristici della ginnastica ritmica: l'importanza dell'attimo. La ritmica non è solo grazia, eleganza e controllo del corpo, ma anche e soprattutto una disciplina estremamente esigente in termini di tenuta mentale: le ginnaste, così tranquille agli occhi dello spettatore, sono costrette a dare il meglio di sé in un lasso temporale molto limitato che non perdona errori. Un solo istante, un secondo di disattenzione ed ecco che tutti gli sforzi sono irrimediabilmente vanificati.

Sfortunatamente, nella storia della ritmica sono state molteplici le vittime di questo meccanismo: oggi parleremo proprio di quelle ginnaste che, in occasione della gara dei propri sogni, pur essendo talentuose e ben preparate, si sono dovute accontentare di una medaglia meno preziosa di quanto sperato o, ancora peggio, non hanno avuto la possibilità di salire sul podio a causa di un singolo, cruciale errore.

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Road to Tokyo: come funziona la qualificazione

Nonostante ai Giochi Olimpici di Tokyo manchino ancora due anni, tra poco più di un mese si inizierà già a respirare aria di Olimpiadi. I Mondiali di quest’anno, che si svolgeranno a Sofia dal 10 al 16 settembre, saranno infatti la prima tappa del percorso di qualificazione olimpica.

Per qualificarsi alle Olimpiadi di Rio le ginnaste avevano avuto solo due possibilità: i Mondiali di Stoccarda 2015 e il Test Event 2016. Per questa edizione invece le opportunità saranno molte di più e comprenderanno ben 4 criteri di qualificazione per le squadre e 5 per le individualiste, una buona soluzione per evitare che il sogno olimpico venga pregiudicato da una cattiva prestazione o da un infortunio.

Tuttavia se le nuove regole sembrano andare a favore delle ginnaste, purtroppo per il pubblico e gli appassionati seguire la qualificazione è diventato molto complicato: ecco quindi una piccola guida per capire insieme questo complesso percorso.

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È l'ora del galà!

Dopo aver selezionato in questi mesi gli esercizi individuali che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nella storia della ritmica, la rubrica “Focus on” propone oggi un numero speciale dedicato ai galà. Ci siamo infatti divertiti a scovare su YouTube i video delle esibizioni fuori gara, trovando alcune "chicche" davvero curiose ed interessanti.
I galà sono dei veri e propri spettacoli organizzati spesso in chiusura delle competizioni e sono interessanti in quanto rappresentano l’occasione per vedere all’opera le proprie beniamine in vesti diverse rispetto a quelle da gara. Se inizialmente infatti le ginnaste venivano chiamate a riproporre i propri esercizi, con il tempo il galà si è trasformato in un vero e proprio show, simile - per intenderci - a quello proposto a conclusione delle gare di pattinaggio artistico. 

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Attrezzi: da settembre si cambia

Tra i molti cambiamenti di quest’anno, dal Codice dei Punteggi al format di alcune competizioni, forse alcune modifiche dei regolamenti sono passate fino ad ora inosservate. Eppure ce n’è una particolarmente importante, che entrerà in vigore a partire dal 1° settembre 2018: stiamo parlando delle norme che regolano gli attrezzi della ginnastica ritmica.

A partire dai Mondiali di Sofia infatti entreranno in vigore alcune nuove regole per quanto riguarda l’applicazione dei marchi sui prodotti omologati. Il regolamento completo, che si può trovare sul sito della FIG internazionale nella sezione “rules”, recita:

All hand apparatuses which are supposed to be used at FIG sanctioned events shall have markings according to FIG rules. The markings shall not be removable. At FIG sanctioned events only FIG approved hand apparatuses shall be used.

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Esercizi nella storia: le clavette

Concludiamo il nostro percorso nel mondo degli esercizi individuali con il numero dedicato alle clavette. Unico tra i cinque piccoli attrezzi a dover essere utilizzato necessariamente in coppia, nell’immaginario collettivo viene spesso associato ai classici “birilli” del circo. La conformazione delle clavette si è evoluta nel corso degli anni: originariamente di legno, oggi vengono fabbricate in materiale sintetico piuttosto flessibile che addirittura ne permette l’incastro una dentro l’altra. Così come nastro e cerchio, anche le clavette possono essere facilemnte decorate e personalizzate a proprio piacimento.

L’utilizzo delle clavette richiede buona manualità, destrezza e coordinazione. Devono essere infatti maneggiate con entrambe le mani dando vita a movimenti veloci, talvolta asimmetrici e su diversi piani. Ecco perché solitamente vengono proposte ad allieve che praticano ritmica già da qualche anno e che hanno acquisito una certa confidenza il maneggio degli attrezzi. Si tratta di un attrezzo piuttosto insidioso e, proprio per il fatto che devono lavorare entrambe, spesso l’errore si nasconde dietro l’angolo.

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Esercizi nella storia: il nastro

Spesso chiamato in maniera bizzarra dai non addetti ai lavori, come “fiocco” o “filo”, il nastro è indubbiamente uno degli attrezzi della ginnastica ritmica più coreografico e per questo motivo più amato dagli spettatori. A causa della sua conformazione per poter essere utilizzato con dimestichezza è necessaria molta pratica: per evitare che parti di esso rimangano ferme, o che si creino fastidiosi nodi durante un’esecuzione, il nastro deve essere tenuto costantemente in movimento. Esempi tipici di maneggio sono oscillazioni, circonduzioni, spirali, serpentine, lanci e abbandoni, movimenti a otto, passaggi attraverso o sopra con tutto il corpo o parte di esso. Dopo il cerchio, la fune e la palla vediamo, attraverso la mia personale selezione, come si è evoluta la costruzione degli esercizi con questo spettacolare attrezzo.

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Ricomincio da qui

La vita sportiva di una ginnasta, si sa, è molto intensa ma allo stesso tempo anche di breve durata. Salvo rare eccezioni come la longeva Almudena Cid Tostado, che ha terminato l’attività agonistica a 28 anni ed è l’unica ginnasta ad aver disputato quattro finali olimpiche, generalmente verso i vent'anni la carriera di un’atleta inizia la sua fase calante. Oltre che per motivi anagrafici una ginnasta può decidere di ritirarsi per cause di forza maggiore; ad esempio per un infortunio, per l'inizio dell'università o del lavoro, o semplicemente per non essere più in grado di supportare ore e ore di estenuanti allenamenti. Altre volte sono successi, come la vittoria di un titolo olimpico o mondiale, o magari le delusioni a determinare l’abbandono dalle pedane.

Abbiamo già parlato di ex atlete che oggi si dedicano all’insegnamento o sono entrate a far parte del mondo della moda o dello spettacolo. Questa volta ci focalizziamo su alcune protagoniste che, appesi body e mezzepunte al chiodo, hanno deciso di cambiare completamente scenario e cimentarsi in un altro sport.

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Esercizi nella storia: la palla

Continua il nostro viaggio nel mondo della ritmica attraverso la riproposizione di alcuni tra gli esercizi che sono rimasti nella memoria di questo sport. Dopo il cerchio e la fune protagonista di questo nuovo numero è la palla, generalmente il primo tra i piccoli attrezzi ad essere proposto alle bambine che si affacciano nel mondo della ritmica.

La palla, il cui utilizzo risulta conosciuto sin dai tempi di greci e romani, è un oggetto con cui ci si cimenta fin da piccolissimi e anche per questo motivo risulta particolarmente familiare e più semplice da maneggiare. Introdotta nelle competizioni a partire dai campionati Mondiali di Varna del 1969, la palla è un attrezzo congeniale per ginnaste particolarmente elastiche e sciolte e ben si presta a una moltitudine di movimenti come lanci, giri, palleggi e rotolamenti a terra e sulle diverse parti del corpo.

Ecco le dieci routine, scelte con difficoltà tra i numerosi capolavori che ginnaste di tutto il mondo hanno saputo creare negli anni, che ho deciso di “rispolverare”.

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Beatrice Vivaldi

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