La ginnastica ritmica per adulti

In Italia, nonostante il movimento sia in costante crescita, non sono molte le realtà in Italia che propongono corsi di ritmica per adulti. Eppure in altri sport, come il nuoto o l’atletica, è consueto parlare di categorie “master” e spesso le società fanno a gara per accaparrarsi il maggior numero di iscritti. Sebbene le gare federali non pongano limiti di età, difficilmente ginnaste di 20 anni o più si mettono a confronto in una gara Silver o Gold contro atlete sedicenni (inizio della categoria senior) e lo stesso discorso vale quasi sempre anche per il settore “Ginnastica per Tutti”, anche se questo richiede un minore livello tecnico. Solo con la Gymnaestrada (esercizio coreografico per grandi gruppi) e la Golden Age Gym (riservata agli over 40) è più comune incontrare ginnaste “senior”, anche se il fenomeno è più diffuso all’estero dove spesso si assiste ad esibizioni di atleti anche settantenni e ottantenni!

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La ginnastica in Giappone

Il Giappone sta acquisendo un ruolo sempre maggiore nel panorama della ginnastica internazionale. Ogni anno qui viene organizzata l’Aeon Cup, competizione per club alla quale partecipano team provenienti da tutto il mondo, inoltre negli ultimi dieci anni il Paese ha ospitato un Campionato Mondiale di ritmica (Mie 2009) e uno di artistica (Tokyo 2011). Non dimentichiamo inoltre che attualmente il Presidente della Federazione Internazionale è di nazionalità nipponica: parliamo di Morinari Watanabe, che è in carica dal 2017. Se a livello di ginnastica artistica, quella maschile in particolare, il Giappone è una delle più forti Nazioni al mondo, il settore della ritmica può essere considerata sicuramente tra le scuole emergenti. Siamo certi che l’intero team lavorerà al meglio in vista del prossimo grande appuntamento: i Giochi Olimpici che ospiteranno proprio “in casa”, dal 24 luglio al 9 agosto 2020. Iniziamo ad entrare nell’atmosfera approfondendo alcuni aspetti della ginnastica ritmica giapponese!

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Road to Tokyo: come funziona la qualificazione

Nonostante ai Giochi Olimpici di Tokyo manchino ancora due anni, tra poco più di un mese si inizierà già a respirare aria di Olimpiadi. I Mondiali di quest’anno, che si svolgeranno a Sofia dal 10 al 16 settembre, saranno infatti la prima tappa del percorso di qualificazione olimpica.

Per qualificarsi alle Olimpiadi di Rio le ginnaste avevano avuto solo due possibilità: i Mondiali di Stoccarda 2015 e il Test Event 2016. Per questa edizione invece le opportunità saranno molte di più e comprenderanno ben 4 criteri di qualificazione per le squadre e 5 per le individualiste, una buona soluzione per evitare che il sogno olimpico venga pregiudicato da una cattiva prestazione o da un infortunio.

Tuttavia se le nuove regole sembrano andare a favore delle ginnaste, purtroppo per il pubblico e gli appassionati seguire la qualificazione è diventato molto complicato: ecco quindi una piccola guida per capire insieme questo complesso percorso.

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L’attimo fuggente

Carpe diem. Forse è questa l’espressione che meglio descrive uno degli aspetti caratteristici della ginnastica ritmica: l'importanza dell'attimo. La ritmica non è solo grazia, eleganza e controllo del corpo, ma anche e soprattutto una disciplina estremamente esigente in termini di tenuta mentale: le ginnaste, così tranquille agli occhi dello spettatore, sono costrette a dare il meglio di sé in un lasso temporale molto limitato che non perdona errori. Un solo istante, un secondo di disattenzione ed ecco che tutti gli sforzi sono irrimediabilmente vanificati.

Sfortunatamente, nella storia della ritmica sono state molteplici le vittime di questo meccanismo: oggi parleremo proprio di quelle ginnaste che, in occasione della gara dei propri sogni, pur essendo talentuose e ben preparate, si sono dovute accontentare di una medaglia meno preziosa di quanto sperato o, ancora peggio, non hanno avuto la possibilità di salire sul podio a causa di un singolo, cruciale errore.

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È l'ora del galà!

Dopo aver selezionato in questi mesi gli esercizi individuali che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nella storia della ritmica, la rubrica “Focus on” propone oggi un numero speciale dedicato ai galà. Ci siamo infatti divertiti a scovare su YouTube i video delle esibizioni fuori gara, trovando alcune "chicche" davvero curiose ed interessanti.
I galà sono dei veri e propri spettacoli organizzati spesso in chiusura delle competizioni e sono interessanti in quanto rappresentano l’occasione per vedere all’opera le proprie beniamine in vesti diverse rispetto a quelle da gara. Se inizialmente infatti le ginnaste venivano chiamate a riproporre i propri esercizi, con il tempo il galà si è trasformato in un vero e proprio show, simile - per intenderci - a quello proposto a conclusione delle gare di pattinaggio artistico. 

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Attrezzi: da settembre si cambia

Tra i molti cambiamenti di quest’anno, dal Codice dei Punteggi al format di alcune competizioni, forse alcune modifiche dei regolamenti sono passate fino ad ora inosservate. Eppure ce n’è una particolarmente importante, che entrerà in vigore a partire dal 1° settembre 2018: stiamo parlando delle norme che regolano gli attrezzi della ginnastica ritmica.

A partire dai Mondiali di Sofia infatti entreranno in vigore alcune nuove regole per quanto riguarda l’applicazione dei marchi sui prodotti omologati. Il regolamento completo, che si può trovare sul sito della FIG internazionale nella sezione “rules”, recita:

All hand apparatuses which are supposed to be used at FIG sanctioned events shall have markings according to FIG rules. The markings shall not be removable. At FIG sanctioned events only FIG approved hand apparatuses shall be used.

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Esercizi nella storia: le clavette

Concludiamo il nostro percorso nel mondo degli esercizi individuali con il numero dedicato alle clavette. Unico tra i cinque piccoli attrezzi a dover essere utilizzato necessariamente in coppia, nell’immaginario collettivo viene spesso associato ai classici “birilli” del circo. La conformazione delle clavette si è evoluta nel corso degli anni: originariamente di legno, oggi vengono fabbricate in materiale sintetico piuttosto flessibile che addirittura ne permette l’incastro una dentro l’altra. Così come nastro e cerchio, anche le clavette possono essere facilemnte decorate e personalizzate a proprio piacimento.

L’utilizzo delle clavette richiede buona manualità, destrezza e coordinazione. Devono essere infatti maneggiate con entrambe le mani dando vita a movimenti veloci, talvolta asimmetrici e su diversi piani. Ecco perché solitamente vengono proposte ad allieve che praticano ritmica già da qualche anno e che hanno acquisito una certa confidenza il maneggio degli attrezzi. Si tratta di un attrezzo piuttosto insidioso e, proprio per il fatto che devono lavorare entrambe, spesso l’errore si nasconde dietro l’angolo.

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Esercizi nella storia: il nastro

Spesso chiamato in maniera bizzarra dai non addetti ai lavori, come “fiocco” o “filo”, il nastro è indubbiamente uno degli attrezzi della ginnastica ritmica più coreografico e per questo motivo più amato dagli spettatori. A causa della sua conformazione per poter essere utilizzato con dimestichezza è necessaria molta pratica: per evitare che parti di esso rimangano ferme, o che si creino fastidiosi nodi durante un’esecuzione, il nastro deve essere tenuto costantemente in movimento. Esempi tipici di maneggio sono oscillazioni, circonduzioni, spirali, serpentine, lanci e abbandoni, movimenti a otto, passaggi attraverso o sopra con tutto il corpo o parte di esso. Dopo il cerchio, la fune e la palla vediamo, attraverso la mia personale selezione, come si è evoluta la costruzione degli esercizi con questo spettacolare attrezzo.

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Beatrice Vivaldi

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