La ginnastica in Giappone

Il Giappone sta acquisendo un ruolo sempre maggiore nel panorama della ginnastica internazionale. Ogni anno qui viene organizzata l’Aeon Cup, competizione per club alla quale partecipano team provenienti da tutto il mondo, inoltre negli ultimi dieci anni il Paese ha ospitato un Campionato Mondiale di ritmica (Mie 2009) e uno di artistica (Tokyo 2011). Non dimentichiamo inoltre che attualmente il Presidente della Federazione Internazionale è di nazionalità nipponica: parliamo di Morinari Watanabe, che è in carica dal 2017. Se a livello di ginnastica artistica, quella maschile in particolare, il Giappone è una delle più forti Nazioni al mondo, il settore della ritmica può essere considerata sicuramente tra le scuole emergenti. Siamo certi che l’intero team lavorerà al meglio in vista del prossimo grande appuntamento: i Giochi Olimpici che ospiteranno proprio “in casa”, dal 24 luglio al 9 agosto 2020. Iniziamo ad entrare nell’atmosfera approfondendo alcuni aspetti della ginnastica ritmica giapponese!


LA LEGGENDA DI HILARY
Quante ginnaste hanno iniziato a frequentare corsi di ritmica dopo aver visto questo cartone animato? Quante hanno sempre sognato di diventare come lei? Di ispirazione per tante bambine, Hikari (o Hilary, così come è stato “ribattezzata” nella versione italiana) è la protagonista del manga da cui è stato successivamente tratto il cartone animato omonimo, andato in onda nel 1986 in Giappone e due anni dopo in Italia. La protagonista è una vivace ragazzina di 14 anni che vive a Tokyo con i genitori, la sorella maggiore Miyako e il cane Chachamaru e che, dopo aver preso parte a varie competizioni internazionali, realizza il sogno di partecipare ai Giochi Olimpici di Seul. Il tutto ovviamente “condito” dalle vicende amorose tra lei, l’amica-rivale Hazuka Shina, il bel ginnasta Ooishi (Willy) di cui Hilary è follemente innamorata e Mao (Federico nella versione italiana), cantante di una rock band e compositore di musiche per gli esercizi. Pur non diventando un grande fenomeno mediatico, come invece è successo per molte altre serie di quegli anni, Hilary ha comunque ottenuto un buon riscontro di pubblico anche nel nostro Paese.

 

KAHO MINAGAWA
L’attuale atleta individualista di punta del Giappone è Kaho Minagawa. Classe 1997, l’atleta di Chiba, capitale dell’omonima prefettura a sud-est di Tokyo, ha esordito nel 2010 da junior. Ai mondiali di Stoccarda nel 2015, battendo a sorpresa la connazionale Sakura Hayakawa, si è qualificata per i Giochi Olimpici di Rio 2016, che conclude in 16° posizione. L’anno successivo a Pesaro ottiene la sua prima prestigiosa affermazione a livello internazionale vincendo la medaglia di bronzo al cerchio dietro le gemelle russe Averina. Un risultato storico per il suo Paese: era infatti dagli anni '70 che il Giappone non vinceva una medaglia mondiale a livello individuale, l’ultima era stata Mitsuru Hiraguchi a Madrid nel 1975. Da qualche anno Kaho si è trasferita in Russia per allenarsi al centro tecnico di Novogorsk, insieme allo Staff russo. Si tratta di un’atleta molto elegante, particolarmente apprezzata anche per i suoi body. Al Gran Prix di Mosca dello scorso febbraio Kaho ha condotto un’ottima prova che le è valsa la terza piazza dietro a Dina e Arina Averina mentre alla recente world cup di Pesaro, causa qualche errore di troppo, è riuscita ad accedere solo alla finale alla palla.

 

LA SQUADRA GIAPPONESE
Se i body di Minagawa sono quasi unanimemente apprezzati per la loro eleganza, non certo si può dire lo stesso dei costumi scelti dalla squadra nazionale giapponese, generalmente coloratissimi e molto eccentrici. Così come le individualiste, anche la squadra si allena da tempo in Russia con Inna Bystrova, la stessa allenatrice che segue anche la squadra juniores russa. Famose per il loro sincronismo, per le esecuzioni “pulite” e la fantasia nel creare soluzioni originali di maneggio con gli attrezzi, negli ultimi tempi sono riuscite a raggiungere importanti risultati. Tra questi, l’accesso alla finale dell’ultima edizione dei Giochi durante i quali hanno ottenuto l’ottava piazza (dopo l’ottimo quinto posto della qualifica) e il bronzo mondiale nei 5 cerchi a Pesaro 2017. Lo scorso febbraio, al Gran Prix di Mosca, dopo l’argento del concorso generale, il Giappone si è aggiudicato l’oro in entrambe le finali di specialità totalizzando due straordinari punteggi, mentre a Pesaro ha conquistato il bronzo nella routine mista. Un’ulteriore testimonianza del grande lavoro che stanno conducendo proprio in vista dei Giochi.

 

L'AEON CUP
L’Aeon Cup, competizione intersocietaria per club, è con i Campionati mondiali e la Coppa del Mondo uno degli appuntamenti di ginnastica ritmica più importanti a livello internazionale. Due ginnaste senior con una junior compongono i team partecipanti che vengono valutati dalla Giuria che al termine della gara stila tre classifiche distinte: di squadra, individuale senior e individuale junior. Un po’ come avviene per la nostra Serie A, alle squadre viene concessa la possibilità di “arruolare” ginnaste di altre Nazioni; è il caso ad esempio della russa Vedeneeva che nel 2018 ha gareggiato per un club del Lussemburgo. L’ultima edizione è stata vinta dal team russo che vedeva schierate Dina Averina, Arina Averina e la junior Anastasia Sergeeva davanti a Bielorussia (con Halkina, Salos e la junior Striga) e Israele (con Ashram, Zalikman e la giovane Katz). Aino Yamada, l’atleta junior promettente di casa, ha ben figurato vincendo l’argento nella classifica individuale. Generalmente la gara viene trasmessa dal canale TV giapponese Asahi.

 

LA RITMICA MASCHILE
Il Giappone può essere definita la “culla” della ritmica maschile. È il Paese che per primo ha visto atleti della ginnastica artistica iniziare ad esibirsi con attrezzi simili a quelli della ritmica come fune, cerchio e bastoni. Si tratta in realtà di strumenti tradizionali, erano infatti utilizzati nelle arti marziali antiche, che iniziano ad essere lanciati e scambiati per dar vita a performance coinvolgenti e spettacolari. La squadra più conosciuta nella storia del Giappone è la Shinobi (Ninja) che nel 1985, durante la coppa del mondo di Tokyo per la prima volta mostrò uno spettacolo insolito: giovani atleti che, a ritmo di musica, eseguivano movimenti ginnici spettacolari iniziando affiancando l’acrobatica tipica dell’artistica alla grazia della ritmica (per approfondire puoi leggere questo articolo).

 

LE OLIMPIADI
Poco più di un anno ci separa dunque dall’appuntamento sportivo più importante al mondo. 96 le ginnaste partecipanti: 26 individualiste (massimo due per nazione) e 14 squadre si affronteranno all’interno del “Olympic Gymnastic Center”. Due i titoli da assegnare: all-around di squadra (somma delle due composizioni alle 5 palle e due cerchi/4 clavette) e all-around individuale. Oltre al Giappone, in qualità di Paese ospitante, e Russia, Italia e Bulgaria, che si sono conquistate “sul campo” con ben due anni di anticipo l’opportunità di accedere ai Giochi, gli altri Paesi si giocheranno la qualificazione durante i prossimi Campionati del mondo in programma a Baku nel mese di settembre, quando anche le prime 16 individualiste potranno “staccare” i primi biglietti disponibili per Tokyo.

 

Beatrice Vivaldi

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