Regine senza corona

Ci sono alcune atlete russe che sono rimaste meno impresse nella memoria collettiva rispetto a grandi nomi della ritmica mondiale quali Kabaeva o Kanaeva. Ginnaste che, per certi versi, sono vissute nell'ombra di altre ma che, non per questo motivo, possono essere considerate di un livello minore: ognuna, a modo proprio, ha infatti contribuito all'evoluzione di questo splendido sport.  Sono state regine della ritmica, senza "corona" ma degne di essere ricordate.

Se consideriamo da vicino il periodo compreso tra i Giochi Olimpici di Atene 2004 e quelli di Pechino 2008, troviamo diverse atlete russe che hanno preso parte alle competizioni internazionali sperando di raggiungere i più importanti traguardi, nonostante i colossi che avevano di fronte. Tra queste abbiamo Marina Shpekht, Laysan Utiasheva, ma anche le più titolate Olga Kapranova e Vera Sessina. Come si sono avvicinate al mondo della ritmica queste ginnaste? Quali risultati hanno raggiunto? E oggi, cosa fanno? Continuano la loro attività nell'ambito della ritmica, oppure lontano dalle pedane? Scopriamolo insieme.

Lyasan Utiasheva

Nata il 28 giugno 1985

Nata nella Repubblica della Baschiria ma cresciuta a Mosca, dove si era trasferita per motivi di lavoro del padre, Laysan inizia a praticare ginnastica ritmica nonostante le perplessità della madre. Dopo averla notata per la sua estrema flessibilità, Irina Viner la convince a frequentare il Centro Tecnico di Novogorsk e ben presto Lyasan entra a fare parte del team russo, con cui vince l'oro mondiale di squadra a Madrid nel 2001 (medaglia che le sarà tolta dopo la squalifica per doping delle compagne Kabaeva e Tchachina), l'oro agli europei nel 2002 e nel 2004.

La sua carriera è condizionata dal grave infortunio ai piedi verificatosi a Innsbruck nel 2002 quando, atterrando da un salto, si procura gravi fatture multiple che la costringeranno a un lungo periodo di stop. Dopo il recupero, tenta di riprendere la propria attività, senza riuscire però a raggiungere i livelli dei primi anni, e nel 2005 decide di ritirarsi dalle competizioni, continuando a mostrare le sue performances in esibizioni e galà.

Oggi Lyasan è modella, volto noto di molte campagne pubblicitarie, manager di successo e una star della TV russa, per la quale conduce programmi sportivi e di fitness come "Morning Gymnastics" e "Fitness with the stars", ma anche di bellezza e intrattenimento, tra cui la trasmissione dedicata alla danza "The dance party": uno degli show più popolari della TV russa con punte di 2.000.000 di spettatori, tanto da essere eletto dal magazine Oops "TV show of the year". Giudice di Miss Russia 2013, 2014 e 2016, è ambasciatrice dei Mondiali di Calcio che si terranno in Russia nel 2018. Nel 2012, dopo la morte della madre a soli 47 anni, ha attraversato un periodo difficile, durante il quale è stato fondamentale il supporto dell'attore Pavel Volya, con cui si è poi sposata e ha avuto due bambini, Robert e Sofia. Il suo sito personale è ricco di notizie sulla sua attività e sulla sua vita privata, estratti delle sue trasmissioni, fotografie e un documentario che ripercorre la sua vita da ginnasta e il periodo traumatico dell'infortunio.


Vera Sessina

Nata il 23 febbraio 1986

Campionessa europea 2006 e argento mondiale 2007, Vera Sessina ha collezionato in carriera più di 60 medaglie tra Coppa del Mondo, Gran Prix, World Games e Universiadi. Nata a Yekaterinburg in Siberia, nel 1991 si trasferisce a Mosca per poter frequentare gli allenamenti presso il Centro Tecnico di Novogorsk. Crescere accanto a ginnaste del calibro di Tchachina, Kapranova, Kanaeva, Kabaeva è per lei uno stimolo a perfezionarsi e migliorarsi continuamente. L'anno di svolta è il 2006, quando riesce nell'intento di vincere gli Europei di Mosca battendo la pluri-campionessa europea e oro olimpico di Atene, Alina Kabaeva.

 

Ragazza dalle lunghe linee e con la capacità nell'eseguire i pivot da manuale, Sessina ha sempre gareggiato con determinazione, sperando di riuscire a eguagliare i successi delle sue connazionali, con le quali ha sempre dichiarato di aver avuto un bellissimo rapporto di amicizia: "Vedere che il loro duro lavoro è ripagato dai risultati raggiunti mi stimola e incoraggia a fare altrettanto". L'obiettivo principale, per il quale si è allenata con dedizione e sacrificio per molti anni, è quello di poter concludere la propria carriera partecipando ai Giochi Olimpici di Pechino. Ma l'ascesa di Kanaeva, che nonostante la giovane età si era già messa bene in evidenza e che, trionfando agli Europei di Torino 2008, si era praticamente guadagnata di diritto la partecipazione ai Giochi, affievolisce le speranze di Vera. Anche a causa di un infortunio alla gamba, che le causa un evidente calo di rendimento negli ultimi mesi, dovrà infatti arrendersi e accettare che sarà la sua amica-rivale Kapranova a partire per la Cina. L'anno successivo ai Giochi, dopo gli Europei, in parte per l'occasione sfumata, in parte per alcuni problemi fisici, Vera decide di chiudere la carriera da atleta, prendendosi un poco di tempo per rilassarsi e "godersi la vita".

Dopo una lunga vacanza, riprende a studiare per terminare gli studi in educazione fisica e si dedica al lavoro nella Commissione Atleti della Federazione Internazionale di Ginnastica, della quale farà parte in rappresentanza della ritmica per il quadriennio 2009-2012. Oggi si dedica all'insegnamento.


Marina Shpekht

Nata il 14 aprile 1988

Ginnasta dallo stile originale, molto diverso rispetto alla scuola russa, Marina non ha avuto grandi possibilità di lottare per i titoli più prestigiosi anche perché ha iniziato a praticare ginnastica ritmica soltanto all'età di 8 anni, molto tardi rispetto alle sue coetanee. Di origini tedesche, Marina nasce nel nord della Russia, a Vorkuta, trasferendosi prima a Ivanovo, capoluogo della omonima regione russa, e poi a Mosca per poter frequentare il Centro Tecnico di Novogorsk. È qui che inizia a gareggiare accanto a "mostri sacri" come Kabaeva e Tchachina, in quel momento all'apice delle loro carriere, proprio mentre le giovani Sessina e Kapranova iniziavano ad affermarsi con prepotenza sulla scena internazionale.

L'anno di svolta per la sua carriera è il 2003, quando si classifica terza ai Campionati russi, subito dietro a Kabaeva e Tchachina. Da quel momento Marina prende parte a molte competizioni nazionali e internazionali, con risultati a dire la verità non sempre brillanti, fino al 2007, quando, consapevole di essere spesso considerata una seconda, se non terza o quarta scelta in casa Russia, accetta la proposta della Viner di entrare a far parte della squadra, vedendola come l'unica opportunità di partecipare ai Giochi Olimpici di Pechino. La squadra però non sembra fare per lei e abbandona l'idea dopo soli pochi mesi, tornando a gareggiare da individualista con perseveranza e dedizione, nonostante le poche possibilità di ritagliarsi un posto tra le "più grandi".

A tecnica ed esecuzione delle difficoltà Marina ha sempre preferito l'originalità nel maneggio e sequenze artistiche che esegue lasciandosi trasportare dalla musica: per questo potremmo affermare che spesso è stata apprezzata molto di più dal pubblico che dalle giurie e dai puristi di questa disciplina. È dunque una carriera breve ma intensa quella di Marina che, all'età di 21 anni, consapevole di non poter più stare al passo con le giovani leve, decide di ritirarsi, anche a causa di alcuni problemi a un piede. Tornata a vivere a Ivanovo, intraprende la carriera di giudice e allenatrice fondando con la sua "storica" allenatrice, Irina Chernyshkova, un centro tecnico di formazione il cui obiettivo è trasmettere la passione per la ritmica senza l'esaltazione del risultato a tutti i costi.

 


Olga Kapranova

Nata il 6 dicembre 1987

Alla stessa generazione di ginnaste appartiene Olga Kapranova, ragazza dal fisico statuario e con grandissime doti tecniche. Nel 2003 Irina Viner, coadiuvata da Vera Shatalina, intravede le notevoli potenzialità di questa ginnasta e decide di iniziare a seguire direttamente gli allenamenti di Olga, che si era avvicinata a questo sport circa dieci anni prima. Nonostante il pubblico in quel periodo apprezzasse ginnaste maggiormente espressive e dal forte carisma, come Anna Bessonova, le indiscutibili capacità di Kapranova le permettono di conquistare in carriera 26 titoli: i più importanti sono l'oro mondiale all-around a Baku nel 2005, il bronzo ai mondiali di Patrasso e il bronzo europeo di Torino 2008.

 

La sempre maggiore sicurezza e pulizia nell'esecuzione, e la maturità acquisita con il tempo, però, non le bastano per conquistare una medaglia ai Giochi Olimpici, che rimane probabilmente l'unico rimpianto di una carriera straordinaria. Esclusa dai Giochi di Atene, ai quali avevano partecipato di diritto Kabaeva e Tchachina, rispettivamente oro e argento, partecipa quattro anni dopo a quelli di Pechino, a discapito di Vera Sessina, arrivando però ai piedi del podio. Olga non riesce infatti a replicare la gara della qualificazione, che la vedeva provvisoriamente seconda, a causa di una routine alle clavette caratterizzata da gravi errori. Al termine dell'anno successivo è la stessa Irina Viner ad annunciare ad un magazine sportivo russo l'addio alle competizioni.

Nel 2010, con la sorella Katia, Olga apre a Mosca un omonimo centro di formazione che oggi vanta 6 sedi in diverse città russe e che organizza ogni anno campus di allenamento in Russia e all'estero (Croazia, Turchia, ecc), galà ed esibizioni, tornei nazionali e internazionali per giovani ginnaste, sperando un giorno che sia proprio una della sue allieve ad ottenere quella medaglia olimpica a lei sfuggita per un soffio.

Beatrice Vivaldi

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