L'altro lato della pedana

Durante il Gran Prix di Mosca del febbraio scorso, primo importante appuntamento a livello internazionale del 2017, gli spettatori hanno avuto la possibilità di vedere confrontarsi tra loro alcune ginnaste che da tempo “scalpitavano dietro le quinte” e che, dopo l’abbandono dalle pedane delle atlete più titolate, prime fra tutte Yana Kudryavtseva, hanno finalmente avuto l’opportunità di mettersi in mostra. Oltre alle “stelle” della ritmica presenti in veste di organizzatori e ospiti, come Alina Kabaeva e la neo campionessa olimpica Margarita Mamun, a Mosca molte erano le atlete del passato che, abbandonati body e attrezzi, hanno “traslocato” dall’altra parte della pedana e si sono presentate nei panni di allenatrici.

Accade a volte anche in Italia che ginnaste di successo del passato, ancora molto giovani, intraprendano la carriera di tecnico: due fra tutte Laura Vernizzi, argento ai Giochi di Atene, e l’olimpionica Julieta Cantaluppi, sette volte campionessa italiana, che oggi allena con dedizione a Fabriano e sta seguendo per la terza volta la squadra nazionale junior. Questo avviene molto più spesso nei paesi dell’Est, dove la ginnastica è considerata uno sport nazionale e il ruolo di tecnico è riconosciuto come un vero e proprio mestiere. In queste nazioni, dopo la carriera agonistica, la maggior parte delle atlete rimane tra le mura dei centri sportivi, cercando di trasmettere alle giovani leve tutta l’esperienza acquisita negli anni.

Ecco alcuni casi di ginnaste famose del passato, presenti a Mosca, che oggi si dedicato all’insegnamento.

 

Yulia Barsukova e Anastasia Guzenkova

L’espressività e la sorprendente eleganza di Anastasia Guzenkova, junior classe 2002, lasciano ben sperare per il futuro di questa giovane ginnasta russa. Osservandola in pedana forse alcuni avranno notato somiglianze con la sua allenatrice, Yulia Barsukova. A incoraggiarla dietro le quinte era infatti proprio l’oro olimpico di Sidney che, tolti i panni di ginnasta prima e di pattinatrice poi, ha continuato a fare della ritmica un mestiere: il centro di formazione da lei aperto, in cui promuove anche discipline come la ginnastica estetica e l’acrobatica aerea, è oggi uno dei più importanti di tutta la Russia, con 11 filiali sparse per il Paese (www.rgymnastics.ru).

Yulia, che oggi ha 39 anni ed è membro della Federazione Russa di ginnastica ritmica e Capo Dipartimento di una Scuola secondaria di educazione fisica, oltre ad aver sviluppato una linea di abbigliamento sportivo, ha anche prodotto uno show che vede la partecipazione di alcuni campioni olimpici e a cui recentemente ha aderito anche Margarita Mamun. Il "cigno" Barsukova ha dovuto faticare tanto per convincere Madame Viner e superare la concorrenza delle sue connazionali, arrivando a vincere quasi a sorpresa le Olimpiadi di Sydney. Nonostante fosse considerata una “eterna seconda”, sempre superata da Kabaeva, non ha mai mollato e alla lunga i fatti le hanno dato ragione. Chi meglio di lei può trasmettere ai talenti emergenti il concetto che con impegno, costanza e sacrificio, i sogni si possono avverare?

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 Yulia Barsukova - Anastasia Guzenkova

 

Evgenia Kanaeva e Diana Kashcheeva

Come può non essere un modello per le atlete più giovani una ginnasta che, vincendo tutto quello che era possibile, e in particolare due medaglie d’oro in due edizioni diverse dei Giochi Olimpici, ha scritto la storia della ritmica mondiale? Kanaeva ha trascorso in palestra la maggior parte della propria vita, trascurando sia la famiglia che il tempo libero, e oggi alle ragazze che allena consiglia nonostante tutto di godersi al massimo ogni singolo momento, perché la carriera di una ginnasta, per quanto intensa e difficile sia, è anche molto breve. Il suo abbandono è stato piuttosto sofferto, tanto che dopo Londra ha più volte pensato di rimettersi in gioco tornando a gareggiare. Dopo essersi sposata nel 2013 con un giocatore di hockey ed essere diventata mamma del piccolo Vladimir, Kanaeva pare essere la predestinata a sostituire Madame Viner alla guida della Federazione russa di ginnastica, di cui oggi è già Vice Presidente assieme a Irina Tchachina.

Subito dopo il ritiro Evgenia ha iniziato ha iniziato a seguire il team russo in vista dei Giochi di Rio e ad occuparsi delle ginnaste junior. Ad atlete come Diana Kashcheeva, talento emergente del 2004 che a Mosca ha già messo in luce notevoli doti sia tecniche che fisiche, nonostante la giovane età, non può che trasmettere lo spirito di sacrificio, la dedizione al lavoro ma anche quella raffinatezza e sensibilità musicale che per molti anni abbiamo potuto ammirare in una perfezionista come lei.

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  Evgenia Kanaeva  - Diana Kashcheeva

 

Yana Lukonina e Ekaterina Chaplina

Nata nel 1993 a Ryazan, nella Russia occidentale, Lukonina si è trasferita a Mosca a 12 anni per frequentare il Centro Tecnico di Novogorsk, seguita prima da Zaripova (con la quale tuttora collabora) e poi da Irina Viner in prima persona. Fin da subito notata per la sua estrema flessibilità, dopo la medaglia d'oro alla palla agli Europei Junior di Torino, Lukonina nel 2010 è stata inserita nel team russo insieme a Kanaeva, Kondakova e Dmitrieva, con il quale ha ottenuto l’oro ai Mondiali di Mosca. Nel 2011, probabilmente a causa di un eccessivo e accumulato sovraccarico di lavoro e stress fisico, è stata costretta ad abbandonare la carriera agonistica, per evitare problemi seri alla schiena. Una scelta non facile, colmata in qualche modo negli anni successivi proprio grazie alla possibilità di rimanere a bordo pedana in qualità di allenatrice.

Al Gran Prix di febbraio le è stato affidato il compito di seguire la preparazione della giovane Ekaterina Chaplina, classe 2003, a una delle sue prime uscite ufficiali. Una ginnasta per certi versi ancora acerba ma che, considerata la giovane età, oltre alle ottime caratteristiche fisiche e capacità tecniche, può sicuramente contare su grandi margini di miglioramento.

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Yana Lukonina - Ekaterina Chaplina

 

Daria Kondakova e Youlia Bravikova

Non è probabilmente un caso che abbiano scelto di affidare la preparazione tecnica di questa giovane ginnasta proprio a Kondakova: guardare le sue routine grintose, veloci e dinamiche è un po’ come fare un tuffo nel passato e rivedere Daria all’apice della forma.

Dopo essersi laureata tre volte vice campionessa del mondo dietro a Kanaeva, Daria ha dovuto abbandonare il sogno di partecipare ai Giochi Olimpici di Londra e di proseguire la carriera a causa della rottura del legamento del ginocchio, infortunio da cui non è più riuscita a riprendersi. Appese le mezzepunte al chiodo, la ginnasta nata nel 1991 a Sochi (città in cui ogni anno è organizzata la “Kondakova Cup”) è stata scelta da Madame Viner per seguire gli allenamenti della giovane Youlia Bravikova.

Youlia dal canto suo vantava già un curriculum di tutto rispetto: campionessa russa junior nel 2013 e nel 2014 e campionessa europea junior al cerchio, era considerata da tutti l’astro nascente della ritmica russa. Poco prima delle Olimpiadi Giovanili ha dovuto però fare i conti con due gravi infortuni, che ne hanno rallentato la preparazione e le hanno fatto persino pensare di dover rinunciare alla ginnastica. Tornata solo da pochi mesi ad allenarsi al centro tecnico di Novogorsk su invito di Madame Viner in persona, che l'ha vista estremamente in forma mentre insegnava alle giovani promesse, è al momento considerata la quarta ginnasta del team principale russo, accanto alle gemelle Averina e a Soldatova.

L'ottimo argento alle clavette ottenuto a Mosca, l'argento del Grand Prix di Kiev e il terzo posto del Grand Prix di Thiais lasciano ben sperare per il suo futuro. Di certo Daria, che la segue in ogni singolo istante pre e post-gara, saprà come infonderle fiducia e aiutarla a ritrovare la condizione fisica ottimale. 

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Daria Kondakova - Youlia Bravikova

 

Liubov Charkashyna e Katsiaryna Halkina

Dopo la vittoria del bronzo olimpico di Londra, coronamento di una straordinaria carriera, Liubov ha deciso di ritirarsi all’apice del successo, anche per lasciare spazio alle atlete più giovani. Famosa soprattutto per la sua eleganza e per la ricerca di soluzioni originali nell’uso degli attrezzi, oggi ha intrapreso la professione di allenatrice e ha assunto alcuni incarichi istituzionali: oltre a essere membro del Comitato Olimpico bielorusso, recentemente è stata infatti eletta Presidente della Commissione Atleti della Federazione Internazionale di Ginnastica, commissione di cui faceva parte già dal 2014.

A Mosca Liubov ha accompagnato Katsiaryna Halkina della quale, oltre a curare la preparazione assieme a Irina Leparskaya, è anche grande amica. Liubov ha affermato che riuscire a trovare una sorta di equilibrio tra amicizia e insegnamento è stata forse la cosa più difficile che ha dovuto sperimentare, passando dall’altra parte della pedana.

Dopo l’ottimo sesto posto conquistato a Rio, la sua prima esperienza olimpica, e in seguito al ritiro di Melitina Staniouta, Katya è considerata oggi la ginnasta di punta della sua nazione e sta cominciando a conquistare le prime medaglie internazionali. Da molti considerata l’erede di Charkashyna, a cui spesso è paragonata, per adesso lei pensa solo a lavorare per migliorarsi e raggiungere gli obiettivi personali, senza avere l’ossessione per il risultato a tutti i costi: un atteggiamento umile e volenteroso, che forse ha imparato proprio da Liubov.

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 Liubov Charkashyna - Katsiaryna Halkina

 

Anna Bessonova e Yeva Meleschuk

Fa ancora un certo effetto vedere Bessonova seduta al “kiss and cry” ma senza body e chignon, mentre aspetta i punteggi delle sue ginnaste. Dopo avere incantato per anni gli spettatori di tutto il mondo con le sue performances e avere vinto centinaia di titoli, tra cui l’oro mondiale di Patrasso nel 2007 e due bronzi olimpici, da qualche anno ormai Anna ha detto addio alle competizioni, ma non alla ginnastica.

Il cigno di Kiev, dopo avere terminato gli studi ed essersi dedicata per un periodo al giornalismo sportivo, oggi allena la nazionale ucraina junior e si esibisce ancora in galà di tutto il mondo: come durante la recente Deriugina Cup, occasione in cui ha dimostrato di essere ancora al top della forma. In Absolute champion, libro di Oleh Lichenko che contiene la sua biografia, Anna racconta dei propri esordi sulle orme della madre Viktoria, campionessa del mondo con la nazionale URSS, e delle proprie aspirazioni, tra le quali fare crescere il movimento ucraino e contribuire alla nascita di nuove stelle.

Tra le ginnaste emergenti Anna sta seguendo in particolare Yana Yarosh e Yeva Meleschuk, due neo-senior rispettivamente classe 1999 e 2001 che sperano un giorno, proprio sotto la guida del loro idolo, di conquistare i titoli più importanti. Yeva è emersa durante gli europei junior di Holon dello scorso anno, prima sua competizione importante, dove ha mostrato esercizi espressivi, dinamici e grintosi, con un buon maneggio d'attrezzo. Alle proprie allieve Anna non può che trasmettere la passione per quella che ha sempre considerato un'arte, prima ancora che uno sport: un’attività utile al corpo ma anche all’anima. Essere allenate da una delle ginnaste più popolari al mondo, l’unica tra le poche ad essere riuscita ad insidiare lo strapotere della Scuola Russa, non può che essere un privilegio: lo dimostrano le parole entusiaste delle allieve che sui social ringraziano Bessonova e dimostrano per lei ammirazione e affetto.

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Beatrice Vivaldi

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