Esercizi nella storia: la fune

Torniamo a parlare degli esercizi che, per un motivo o per un altro, hanno fatto la storia della ritmica. Dopo il cerchio, è adesso il turno della fune, un attrezzo non apprezzato proprio da tutti e più volte messo in discussione, fino al punto da essere stato escluso dalle competizioni internazionali per le individualiste senior.

La fune rimane comunque parte integrante della ginnastica ritmica; basti pensare ai molteplici modi in cui è utilizzata per potenziare la preparazione fisica delle atlete e migliorare la manualità e la coordinazione delle ginnaste, soprattutto di quelle più giovani. Un attrezzo usato anche come semplice strumento di allenamento in altre discipline sportive, ma che solo nella ritmica si trasforma per dare vita a spettacolari routine: come le 10 che ho scelto e che, secondo un mio parere personale, vale la pena di rivedere.


Oksana Skaldina (1990)

Con una versione di Smooth Criminal adattata per pianoforte, la ginnasta che diventerà bronzo a Barcellona nel 1992 esegue un esercizio particolarmente innovativo, originale e dinamico. Oggi allenatrice e coreografa, la russa Skaldina ha trasmesso tutta la sua passione per la ritmica alla figlia, Daria Svatkovskaya, giovane stella russa ritiratasi precocemente nel 2014 a causa di un infortunio e diventata a propria volta allenatrice.

 

Amina Zaripova (1995)

Tra le prime ginnaste in grado di introdurre elementi di flessibilità particolarmente difficili c'è la russa Amina Zaripova. Con la sua innata eleganza esegue un esercizio fluido, dove la fune non è mai fuori posto e ogni difficoltà è eseguita con minuziosa precisione. Quinta ai Giochi di Atlanta, Amina ha collezionato negli anni diverse medaglie sia mondiali che europee. Oggi è il braccio destro di Irina Viner nella preparazione delle ginnaste russe senior: è stata proprio lei a portare Margarita Mamun a vincere l'oro olimpico.

 

Larissa Lukyanenko (1996)

Particolarmente espressiva è l’interpretazione di Larissa Lukyanenko che, racchiusa in un elegantissimo accademico completamente bianco, si cimenta in un susseguirsi di lanci, pivot e salti di notevole ampiezza. Dotata di grande carisma, è stata una specialista della fune, suo attrezzo preferito, con la quale ha vinto il titolo mondiale di specialità nel 1992, nel 1995 e nel 1996.

 

Elena Vitrichenko (1999)

Difficile riuscire a scegliere quali siano gli esercizi più belli di questa ginnasta, icona della ritmica mondiale. Qui, in particolare, emergono portamento, sicurezza e grinta da vendere. Ogni movimento è costruito ad hoc sulle note musicali, senza trascurare la precisione nell’eseguire le singole difficoltà sia tecniche che di attrezzo. Di Elena abbiamo ampiamebnte parlato in un articolo a lei dedicato: potete rileggerlo qui.


 

Marina Shpekht (2005)

La ginnasta russa di origini tedesche mostra qui uno stile interpretativo unico e personale, affiancato da una notevole capacità di maneggio. Scegliendo le note dei Queen dieci anni prima della campionessa olimpica Mamun, Marina dimostra che la fune si può maneggiare con una innumerevole quantità di movimenti, non solo saltandovi attraverso.

 

Anna Bessonova (2008)

Il cigno di Kiev, negli anni, ha rinnovato spesso le proprie routine alle fune, un attrezzo a lei congeniale e capace di mettere ancora più in risalto le sue lunghe leve e l’elevata capacità nell’esecuzione dei salti. Qui la musica ritmata, coinvolgente e incalzante accompagna sulla scena l’atleta ucraina fino alla fine, lasciando gli spettatori letteralmente senza fiato.

 

Julieta Cantaluppi (2009)

Se parliamo di maestrie e originalità, non possiamo escludere dalla nostra top ten Julieta Cantaluppi, una vera specialista di questo attrezzo. Ai Campionati mondiali del 2009 la sette volte campionessa italiana esegue una routine brillante e coinvolgente, composta da una spettacolare sequenza di lanci e riprese, che contribuisce al raggiungimento del tredicesimo posto in classifica finale.

 

Melitina Staniouta (2009)

Notevole l'abilità di una Melitina neo-senior, che con la fune pare proprio giocare e divertirsi, complice anche la scelta della musica del virtuoso violinista Roby Lakatos, tra gli autori preferiti per le sue “colonne sonore”. Un esercizio fluido e dinamico, arricchito da ampi salti e da una bellissima varietà di pivot ben eseguiti.

 

Daria Kondakova (2010)

Sprintosa, energica e ricca di rischi è la fune che Kondakova presenta all'edizione dei campionati mondiali giocata in casa, a Mosca. L’atleta russa diciannovenne si propone sulla pedana dimostrando di poter reggere il passo della sua connazionale e super-favorita Kanaeva, vincendo la finale in questa specialità.

 

Trovare esempi recenti non è semplice: su proposta della FIG, infatti, dal 2011 la fune non fa più parte dei programmi tecnici individuali senior. Una scelta che ha due ragioni principali, più o meno discutibili: da una parte la volontà di preservare la salute delle ginnaste (la fune era spesso accusata di essere tra le cause principali di traumi e infortuni, a causa dell'elevato numero di salti); dall’altra la poca spettacolarità dell’attrezzo e la scarsa resa in televisione, poiché la conformazione della fune la porta a essere considerata poco visibile e difficilmente “inquadrabile” dalle telecamere. 

Insieme all'eliminazione di questo attrezzo sono nate forme più o meno ufficiali di protesta, spesso sostenute anche qui sul forum; come alla Coppa del Mondo di Pesaro quando, nel 2011, molte spettatrici si presentarono tra il pubblico con la fune al collo. Tentativi tuttavia che finora non hanno prodotto alcun risultato.

Nonostante si parlasse inizialmente di una sua sostituzione con un nuovo attrezzo - tutto da inventare - o con l’esecuzione di programmi “liberi”, simili a quelli degli attuali galà, a oggi la fune non è stata ancora rimpiazzata ed è tuttora presente nei programmi individuali junior e in quelli di squadra.

 

Alina Ermolova (2016)

Per trovare funi recenti dobbiamo necessariamente “frugare” tra gli esercizi delle junior. Campionessa russa nel 2015 e 2016 e detentrice del titolo europeo proprio alla fune, Ermolova è definita da molti come la nuova stella della ritmica russa, forse anche per la sua somiglianza con Yana Kudryavsteva, con la quale condivide peraltro anche l'allenatrice, ossia Elena Karpushenko. Questo esercizio frizzante, oltretutto su un celeberrimo brano italiano, mette in evidenza la sua elegante leggerezza e le sue evidenti doti.

 

Dobbiamo davvero ringraziare chi, nel corso degli anni, ha sapientemente conservato questi filmati, e il web che oggi ci permette la loro condivisione e diffusione. Si tratta davvero di preziose testimonianze, una parte del bagaglio storico di questo sport che sarebbe davvero un peccato perdere. Nel caso della fune, questo aspetto è ancora più rilevante, in quanto difficilmente in futuro potremo assistere alla creazione di nuove performance di livello simile. La Federazione Internazionale, infatti, al momento non si è ancora espressa sulla reintroduzione o meno di questo attrezzo che, sicuramente fino al 2024, sarà escluso dal programma senior, così come, per pura combinazione, toccherà sempre alla fune il turno di esclusione anche da quello junior, dove rientrerà solo nel 2019.

E voi oggi, dopo ben 7 anni di assenza dalle competizioni senior, ne sentite la nostalgia? Vorrreste un giorno poterla nuovamente rivedere tra le mani di grandi ginnaste? Quale tra questi è l'esercizio che preferite, o quali altre routine proporreste? Rispondete votando e commentando nel sondaggio sul forum!

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Beatrice Vivaldi