Come essere un buon genitore per una ginnasta

Sappiamo bene chi sia Elena Vitrichenko e che genere di esperienze abbia avuto nel mondo della ritmica durante i suoi anni da ginnasta, grazie anche all'approfondimento a lei dedicato pubblicato qualche tempo fa nella nostra sezione Protagoniste. Dopo avere appeso le mezzepunte al chiodo la campionessa ucraina ha intrapreso la carriera di allenatrice fondando la Vitrichenko Academy. 

Una scuola dove Elena si impegna a utilizzare tutte queste esperienze, positive e negative, per allenare ed educare le ginnaste... ma anche i loro genitori. Perché, a volte, anche loro hanno bisogno di essere allenati!

Sul sito della sua scuola, infatti, possiamo trovare un interessante articolo di quelli che Vitrichenko ritiene essere gli errori più comuni che i genitori di ginnaste tendono a commettere, consapevolmente o meno. Comportamenti che lei ha incontrato più volte nel corso degli anni e che possono avere effetti anche gravi sulla serenità delle figlie, tanto in palestra quanto a casa. Per preparare una buona ginnasta non è infatti sufficiente allenarla, ma è anche necessario farle avere un ambiente adatto in cui poter crescere nel migliore dei modi: osservando gli errori che possono commettere genitori anche bene intenzionati, l'allenatrice cerca di dare consigli per prevenirli ottenere per le sue allieve l'habitat ideale in cui diventare campionesse.

Oggi vi presentiamo dunque i consigli di Elena Vitrichenko per migliorare la vita in palestra delle vostre figlie. E magari anche la vostra vita di genitori “ginnici”!

 

Errore #1: paragonare i risultati di vostra figlia con quelli di altre ginnaste.

Per Vitrichenko, questo è l’errore più comune, che lei stima essere commesso da un buon 90% dei genitori. L’errore del “guarda che cosa fa X”, magari accompagnato da un “perché non impari da lei?”.

Quali sono le conseguenze? Quando un genitore continua a paragonare la figlia ad altre ragazze, non importa se nei risultati in palestra o in quelli scolastici, otterrà di ridurre la sua autostima e farle perdere fiducia nelle proprie capacità. Nei casi più estremi la bambina potrebbe anche cominciare a dubitare del supporto dei propri genitori, visto che sembrano sempre preferirle un’altra persona.

Come evitarlo? Concentratevi sui progressi individuali di vostra figlia, evidenziando cosa ha fatto in più e cosa ha fatto meglio rispetto al suo passato, senza guardare i risultati delle altre: questa è la ricetta che Vitrichenko suggerisce, per correggere il primo errore da genitori. In pratica, valutate i suoi progressi in rapporto a quello che faceva lei, non a quello che fanno le altre in palestra.

Cose da non fare:

  • Non fissate obiettivi che vostra figlia dovrà raggiungere.
  • Non mettetele pressione sulle sue capacità e i risultati da ottenere.
  • Non cercate di motivare vostra figlia usando sarcasmo, minacce o promesse.

Cose da fare:

  • Evidenziate ogni nuovo traguardo che ha saputo raggiungere, ogni nuova abilità acquisita.
  • Date suggerimenti positivi a vostra figlia e fornitele supporto morale.
  • Enfatizzate gli sforzi e l’impegno, invece dei risultati.
  • Aiutate vostra figlia a porsi traguardi realistici.

 

Errore #2: identificarvi nei successi e nei fallimenti di vostra figlia.

Nell’esperienza di Vitrichenko, questo è un errore meno comune del precedente, ma molto più pericoloso. Potremmo definirlo la sindrome del riscatto personale attraverso i propri figli. 

Quali sono le conseguenze? Se legate il vostro ego o la vostra autostima ai successi di vostra figlia, se la vostra realizzazione personale dipenderà dai risultati che lei ottiene, la farete sentire in colpa per non essere stata all’altezza delle vostre aspettative ogni volta che vi vedrà infelici perché lei non ha saputo ottenere abbastanza. Questi sentimenti negativi influiranno sia sulla sua salute e potrebbero anche giungere a causarle problemi psicosomatici di vario tipo nei casi peggiori.

Come evitarlo? Gioite pure delle esperienze che vostra figlia fa in palestra, ma non lasciatevi coinvolgere troppo sul piano emozionale: i risultati non sono vostri, ma suoi. Restate calmi, ricordando che il vostro atteggiamento positivo è il sistema più efficace per migliorare il modo in cui vostra figlia si esibisce ed entra in relazione con la ginnastica.

Cose da non fare:

  • Non preoccupatevi troppo dei risultati di vostra figlia.
  • Non cercate di identificarvi in vostra figlia.
  • Non lasciatevi coinvolgere troppo dai successi di vostra figlia su un piano emozionale.

Cose da fare:

  • Costruitevi una vostra vita, senza ginnastica ma con altre attività che piacciano a voi.
  • Siate pure orgogliosi dei risultati di vostra figlia.
  • Cercate costantemente di migliorare le vostre abilità e i vostri risultati.

 

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Marta Pagnini con i genitori, la tifoseria azzurra ai Mondiali di Stoccarda e Alessia Maurelli con la mamma

 

Errore #3: legare il vostro amore e il vostro atteggiamento positivo ai successi di vostra figlia.

Per Vitrichenko, quando si tratta di ginnastica, molti genitori scelgono di adottare un’approvazione condizionale come strumento per migliorare i risultati della figlia. In altri termini, “io sono contento di te solo se tu...”: sono genitori che si mostrano ben disposti nei confronti delle figlie soltanto se loro ottengono certi risultati e soltanto dopo che li hanno ottenuti.

Quali sono le conseguenze? Amore e approvazione condizionali danneggiano vostra figlia molto più di quanto possiate immaginare. Approvate o disapprovate costantemente per i propri risultati ginnici, le bambine si abituano alla idea che essere amate e trattate bene dai genitori dipenda sempre dai risultati in gara; qualcosa su cui hanno un controllo solo parziale, perché i risultati sono legati anche ad altri fattori fuori della loro portata.

Come evitarlo? Ricordatevi sempre che i successi di vostra figlia dovrebbero dipendere dal vostro atteggiamento e non il contrario. Sarete molto più contenti sia voi che lei, se terrete presente questa massima.

Cose da non fare:

  • Non prendete troppo sul serio i punteggi assegnati dai giudici.
  • Non dimenticate che nella ginnastica ci si deve anche divertire.
  • Non lasciatevi ossessionare dai risultati delle gare.

Cose da fare:

  • Cercate di capire quanto possa essere difficile vincere nelle competizioni ginniche.
  • Dimostrate a vostra figlia che la amate sempre e comunque, sia che vinca sia che perda.
  • Mantenete un poco di senso dell’umorismo sulla partecipazione di vostra figlia a questo sport.
  • Spiegate sempre a vostra figlia che la ginnastica è divertimento.

 

Errore #4: interferire con le allenatrici e i loro doveri in palestra.

Secondo Vitrichenko, quando si diventa genitori “ginnici” veterani, magari dopo anni ad assistere a gare, c’è il rischio di raggiungere un punto in cui si pensa di sapere meglio degli altri come allenare la propria figlia. È insomma la sindrome del genitore-coach, presente in molti sport e ovunque nociva.

Quali sono le conseguenze? Quando interferite con le attività dell’allenatrice, indebolite anche la fiducia che vostra figlia nutre verso di lei, rendendo ancora più difficile il lavoro di chi la deve allenare e preparare.

Come evitarlo? Lasciate che siano allenatrici professioniste a occuparsi degli allenamenti. È il loro lavoro, dopotutto.

Cose da non fare:

  • Non discutete con vostra figlia dei metodi di allenamento usati dalla sua allenatrice.
  • Non insultate o aggredite verbalmente le allenatrici di vostra figlia di fronte a lei.
  • Non cercate di allenare voi stessi vostra figlia.

Cose da fare:

  • Fate percepire a vostra figlia che l’allenatrice è l’autorità di riferimento in fatto di ginnastica.
  • Supportate la palestra e le allenatrici in ogni modo che potete.
  • Parlate di vostra figlia con le sue allenatrici.
  • Dimostrate un attivo interesse nella ginnastica.

 

Errore #5: aspettarsi un qualche ritorno economico dal tempo e dai soldi che state spendendo.

Molti genitori di ginnaste tendono a legare il sostegno che offrono per la partecipazione allo sport delle figlie ad aspettative di un ricavo monetario, come ad esempio ricevere una borsa di studio per l’università (questo almeno nella realtà statunitense in cui opera Vitrichenko, dove è effettivamente possibile ottenere borse di studio per meriti sportivi). Potremmo tuttavia accostare questo errore a quello di paragonare le spese effettuate per vostra figlia ai risultati ottenuti: "non ho speso tutti quei soldi per vederti fare quella figura".

Quali sono le conseguenze? Pensare al tempo e ai soldi spesi per l’attività ginnica di vostra figlia come a un investimento o un sacrificio, in molti casi, vi porterà soltanto alla frustrazione e potrebbe anche fare sentire in colpa vostra figlia, perché non è all’altezza delle vostre aspettative.

Come evitarlo? Non aspettatevi da vostra figlia niente altro che il suo massimo impegno in palestra.

Cose da non fare:

  • Non fate o dite alcunché che possa far sentire in colpa vostra figlia per il tempo e i soldi che state spendendo nella ginnastica.
  • Non sentitevi come se steste facendo sacrifici per permetterle di praticare sport.
  • Non aspettatevi di ricavare grandi benefici materiali dal tempo e i soldi che spendete.

Cose da fare:

  • Enfatizzate gli aspetti positivi della ginnastica come il divertimento, lo sviluppo di abilità, la cooperazione, il fare nuove amicizie, eccetera.
  • Cercate di capire che vostra figlia potrebbe avere bisogno di prendersi una pausa dallo sport, di tanto in tanto, oppure che potrebbe decidere di abbandonare la ginnastica in ogni momento.
  • Mostrate interesse nella ginnastica: aiutate vostra figlia ad andare ad allenamento, assistete alle gare, fate domande.

 

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Veronica Bertolini abbraccia la mamma sotto gli occhi del papà, i genitori di Milena Baldassarri e Alexandra Agiurgiuculese agli Europei di Holon 2016 e la famiglia Centofanti a Rio de Janeiro

 

Errore #6: competere con gli altri genitori.

Sempre secondo le esperienze di Vitrichenko, per molti genitori è facile lasciarsi coinvolgere in una sfida con altri genitori e paragonare le proprie figlie ad altre atlete in palestra. Una sorta di “mia figlia è migliore della tua”, in altri termini.

Quali sono le conseguenze? Competendo con altri genitori, contribuite a creare un’atmosfera malsana in palestra e vi private di una possibilità di comunicare con altre persone capaci di capire ciò che voi e vostra figlia state attraversando. Vi fate nemici dove potreste e dovreste invece farvi alleati, probabilmente distruggendo anche lo spirito di squadra che vostra figlia sta scoprendo con lo sport.

Come evitarlo? Cogliete ogni opportunità di fare amicizia con gli altri genitori nel mondo della ginnastica: ne ricaverete benefici extra, come ad esempio la possibilità di fare a turno per i trasporti, mentre per vostra figlia sarà più facile stringere nuove amicizie in un ambiente sicuro.

Cose da non fare:

  • Non partecipate ai pettegolezzi su altre persone nella comunità ginnica.
  • Non fatevi nemici tra gli altri genitori.
  • Non pensate alle altre atlete in palestra come ad avversarie di vostra figlia, o come a ostacoli che impediscono a vostra figlia di splendere.

Cose da fare:

  • Fate amicizia con altri genitori, in palestra e alle gare.
  • Dedicate tempo ed energie agli sport a cui partecipa vostra figlia.
  • Sostenete realmente tutte le atlete della vostra società alle gare.

 

In conclusione secondo Vitrichenko è di vitale importanza che i genitori delle ginnaste ricordino sempre che il loro lavoro principale, in quanto genitori, è sostenere le proprie figlie e dare loro un amore incondizionato. Un traguardo che, secondo la sua ricetta, può essere raggiunto più facilmente aiutando le figlie a porsi traguardi realistici, rispettare le allenatrici, fare amicizia con le altre atlete e divertirsi praticando la ginnastica.

Perché la ginnastica, e lo sport in generale, deve essere divertimento molto prima che risultato

 

Questo articolo è stato tratto dal post "6 Mistakes for Parents of Gymnasts to Avoid" pubblicato sul blog della Vitrichenko Academy.

In copertina: Martina Santandrea e la mamma al Golden Butterfly gala 2017

Beatrice Vivaldi

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