Nuovi orizzonti: la ritmica maschile

La prima edizione dei Giochi Olimpici Moderni, quella di Atene 1896, prevedeva solo 9 discipline, tra le quali figurava già la ginnastica. Da allora il numero di sport ammessi è cresciuto esponenzialmente ma alcuni di essi potrebbero esserne presto esclusi poiché non soddisfano tutti i requisiti necessari, primo tra tutti la parità di genere. Nonostante l'importanza storica della ginnastica nelle gare olimpiche il settore della ritmica corre il rischio di rimanere fuori dai Giochi se rimarrà esclusivamente femminile.

Dopo l'aggiunta della versione femminile del pugilato nel 2012 e del salto con gli sci nel 2014, oggi ai Giochi non sono più presenti sport praticati da soli uomini. Due sono invece le discipline che rimangono di pratica esclusiva femminile: il nuoto sincronizzato e, appunto, la ginnastica ritmica. Il primo, in questo senso, si sta già adeguando: nel 2015 c'è stato il debutto ufficiale del programma di coppia mista ai mondiali di Kazan. In Italia è ancora fresca nella memoria l’impresa degli italiani Manila Flamini e Giorgio Minisini, oro ai mondiali di Budapest dello scorso luglio proprio in questa nuova specialità.

La ritmica invece, nonostante i brillanti tentativi di Paesi come Spagna e Giappone, su questo fronte è tuttora piuttosto indietro; anche se voci di corridoio, emerse dopo Mondiali di Pesaro, assicurano che qualcosa finalmente si sta muovendo.

In attesa di vedere quali sviluppi avrà il settore maschile del nostro sport ecco un piccolo resonconto del suo stato attuale nel mondo. Anche se non è una specialità riconosciuta ufficialmente, infatti, alcune nazioni la propongono da parecchi anni con forme, caratteristiche e competizioni di vario tipo.

Il Giappone

Forte anche delle antiche tradizioni nel campo delle arti marziali, oltre alla cultura orientale dedita alla cura e al controllo del proprio corpo, è stato il Giappone il Paese in cui per primo si è sviluppato l’intero movimento. Uno sport molto differente rispetto al suo versante femminile e che fa della destrezza, del sincronismo e della precisione i suoi punti cardine. Gli esercizi degli atleti giapponesi sono un mix di ginnastica estetica, acrobatica e artistica, unite al movimento con gli attrezzi.

Le movenze sono più simili a quelle di un samurai che a quelli della ritmica vera e propria, mentre gli attrezzi sono 4: il bastone, la fune, le clavette, più grandi e più pesanti di quelle femminili, e i cerchi, di diametro inferiore e utilizzati sempre in coppia. Gli atleti gareggiano sia individualmente che in squadra, anche con esercizi collettivi al corpo libero, dando vita a performance che comprendono complicate figure acrobatiche eseguite in perfetta sintonia.

In Giappone esiste una Federazione autonoma che gestisce il movimento e organizza le competizioni, tra cui un vero e proprio campionato del mondo, istituito per la prima volta a Tokyo nel 1985. Si tratta di uno sport molto diffuso e praticato soprattutto a livello universitario. Gli Istituti più famosi sono l’Università di Aomori e quella Kokushikan di Tokyo dove gli studenti praticano questo sport da diversi decenni, o la Scuola superiore Kagoshima Jitsugyo, famosa per la scelta delle loro colonne sonore tra le sigle dei cartoni animati. In principio i tornei si svolgevano principalmente all’interno delle scuole sportive; in seguito naquero i campionati nazionali (All Japan Championships), il mondiale e le gare di Coppa del Mondo, proprio come nella versione femminile. A questi campionati partecipano spesso anche i “vicini” cinesi e coreani.

 La Spagna

Grazie all’impegno del Ministero delle pari opportunità del governo di Zapatero in Spagna, oltre alle Men’s Cup di nuoto sincronizzato, nel 2009 è stato istituito un vero e proprio campionato nazionale di ginnastica ritmica maschile, nonostante il tentativo della Federazione spagnola di bloccare questa decisione. Caratteristiche, regolamenti e codici seguono praticamente in toto quelli della ritmica femminile che conosciamo. L'atleta-simbolo, colui che ha fondato e ha maggiormente contribuito allo sviluppo e alla diffusione di questo sport, è indubbiamente Ruben Orihuela, 9 volte Campione Nazionale.

Nato a Valencia, classe 1987, Ruben inizia a praticare la ritmica all’età di dieci anni emulando le sue colleghe donne, e dal 2005 gli viene permesso di partecipare al campionato nazionale femminile, seppur in una classifica stilata a parte. Deve aspettare i primi campionati maschili del 2009 per diventare ufficialmente Campione di Spagna, superando la concorrenza di altri 10 atleti; forse qualcuno lo ricorderà perché nello stesso anno si è esibito anche in Italia, durante una tappa di Serie A. Grande professionista e perfezionista, Ruben ha dovuto lottare per i propri diritti e per abbattere pregiudizi e discriminazioni, ed è orgoglioso di essere riuscito a guardare avanti raggiungendo i propri obiettivi. Oggi allena con dedizione, trasmettendo la sua passione ai suoi allievi e battendosi affinché questo sport venga ufficialmente riconosciuto a livello internazionale. È anche grazie a lui se in moltissime realtà sportive spagnole ragazzi e ragazze si cimentano l'uno accanto all’altro con i piccoli attrezzi. 

La Russia

Persino la Russia negli ultimi anni ha mostrato la sua apertura nei confronti della ritmica maschile. Irina Viner già nel 2009 aveva inserito alcune note a riguardo nel regolamento federale interno e nel 2015, durante la presentazione di una tappa di coppa del mondo, ha dichiarato apertamente alla stampa che presto avremmo visto gareggiare anche gli uomini. “Lotteremo – queste le parole rilasciate a un’agenzia di stampa russa – perché le ragazze sono stufe di praticare questo bellissimo sport senza gli uomini. Ne hanno il diritto”.

Pioneri del movimento russo di ritmica maschile sono stati Aleksandr Buklov e Urii Denisov, allievi del tecnico giapponese Ke Isida e vincitori di alcune medaglie ai Campionati del Mondo di Tokyo 2005, a cui parteciparono ben 12 Paesi.

Nel 2017, durante la tappa di World Cup di Kazan, la Federazione russa ha dimostrato ancora una volta di voler seriamente lavorare per la causa proponendo un’esibizione in coppia mista con due piccoli cerchi e una palla. La speranza è che l’influenza di un Paese come la Russia, “patria” di questo sport, riesca a portare questo argomento all'attenzione della Federazione Internazionale. 

Spinti dalla curiosità e dall’ammirazione per il movimento maschile anche altri Paesi negli anni hanno iniziato ad interessarsi alla preparazione tecnica di atleti uomini. Proprio di questo vi parleremo nel prossimo articolo, esplorando anche la situazione italiana e i possibili scenari futuri per la ritmica maschile nel mondo.

 

Beatrice Vivaldi

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