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Ritmica maschile: verso la parità di genere?

L'esclusione dai Giochi Olimpici è una minaccia sempre più tangibile per la ritmica, l'ultimo sport olimpico che non soddisfa il requisito della parità di genere. Questa situazione sta spingendo a cercare una soluzione per rendere questo sport anche maschile, o perlomeno per creare una specialità che preveda anche gli uomini. Vi ho già parlato di come in alcuni Paesi la ritmica maschile sia già una realtà affermata: in Spagna esiste un campionato individuale del tutto simile a quello delle ragazze, in Giappone è stato creato uno sport che unisce varie discipline con un vero e proprio Campionato Mondiale mentre la Russia sta sperimentando sia l'individuale che la coppia mista.

Anche altri Paesi negli anni hanno iniziato ad adoperarsi per la preparazione tecnica di atleti uomini, in attesa di vedere come si regolerà la Federazione Internazionale che, ad oggi, non si è ancora espressa ufficialmente a riguardo.

L'influenza del Giappone nel resto del mondo

In Australia il movimento si è sviluppato nella città di Gosford, nel Nuovo Galles del Sud, ad opera di Michaela Pendleton. Dopo aver preso parte alla Gymnaestrada in Portogallo nel 2003, e aver assistito a due edizioni di Coppa del Mondo di ritmica maschile, la tecnica australiana ha deciso di inserire un ragazzo, Joel Callen, nel team neo zelandese composto da 12 atlete femmine.

Dai caratteri molti simili a quelli della Scuola giapponese è invece il movimento malese, nato tra il 2002 e il 2003 all’interno delle scuole dello Stato di Penang. Nonostante la mancanza di strutture e di finanziamenti gli atleti, Foong Kok Seng e Yi Yung in particolare, hanno lavorato duramente per raggiungere i livelli dei colleghi nipponici con l’intento di aiutare a diffondere questo sport in tutto il Paese.

Alcune sperimentazioni sono state avviate anche in Canada, attraverso campus e stage in collaborazione con i tecnici giapponesi, mentre negli degli Stati Uniti la ritmica maschile è nata ad opera di Ramon Moore, allenatore alla Los Angeles Gymnastics. Ramon ha tentato attivamente di avviare un programma per uomini a Los Angeles e vicinanze insieme a Shohei Tsugawa, vice campione del mondo nel 2004.

A livello internazionale, oltre ai campionati del mondo organizzati dal Giappone, si è tenuto un unico torneo ufficiale durante il Festival Olimpico della Gioventù di Helsinki nel 2009. Per il resto, nel corso degli anni, sono andate in scena per lo più esibizioni, ad esempio durante le gymnaestrade mondiali o nel corso di eventi di ritmica come la Miss Valentine Cup. 

 

 

In Italia

La sperimentazione nel nostro Paese è andata poco oltre l’inserimento della specialità della coppia mista, praticata soprattutto da studenti di scienze motorie che, attorno agli anni 2000, si sono cimentati in questa nuova forma di competizione; primi fra tutti gli allievi dello IUSM di Roma su proposta della Direttrice Tecnica Nazionale di ritmica Marina Piazza. Nel 2006 è stato istituito il primo Trofeo Nazionale di coppia mista andato in scena a Biella con la coppia cerchio-fune, e poi nei due anni successivi a Fano e Foligno; trovate alcuni video del 2009 a questo link. Purtroppo questo trofeo non è più stato riproposto e ad oggi l’organizzazione di gare sperimentali di coppia mista è affidata per lo più all’iniziativa di qualche singolo ente di promozione sportiva.

Per quanto riguarda le competizioni individuali solo pochissime società in Italia hanno aperto le proprie porte agli atleti uomini ma, al momento, non abbiamo rilevanti esponenti di riferimento. A tale proposito sarebbe interessante approfondire l’argomento sentendo il parere di tecnici e operatori che lavorano nel nostro Paese e che possono condividere, anche attraverso il forum, esperienze vissute in prima persona. 

 

 

Facciamo il punto

Al momento la Federazione Internazionale non si è ancora pronunciata a proposito del riconoscimento ufficiale della ritmica maschile e su quale sia eventualmente l’univoco modello da seguire. Da una parte infatti lo stile giapponese, che trae origini dalle tradizioni orientali, è poco assimilabile alle regole delle gare tradizionali di ginnastica ritmica; dall'altra invece quella spagnola segue un filone dai caratteri più europei con regolamenti simili a quelli delle colleghe donne. Un importante tentativo era stato fatto alla vigilia dei Giochi di Rio, con una petizione lanciata sul web per richiedere alla Federazione internazionale di ufficializzare la ritmica almeno come sport misto e lasciare esibire qualche atleta al Galà. La petizione raccolse però poco più della metà del numero necessario di firme e cadde nel vuoto.

Esistono tuttavia delle regole rigide da rispettare affinché il Comitato Olimpico Internazionale riconosca ufficialmente ritmica e nuoto sincronizzato come sport misti e apra le porte dei Giochi alle competizioni maschili. Queste discipline dovrebbero innanzitutto avere una capillare diffusione a livello mondiale, tale da garantire la presenza ai Giochi di un numero minimo non solo di atleti, ma anche di spettatori e di media accreditati: numeri che, ad oggi, non siamo in grado di raggiungere. Ecco perché il movimento si deve sviluppare prima al suo interno, quindi introdurre delle competizioni ufficiali a livello nazionale è più che mai una necessità. Inoltre altri sport come il karate, lo skateboard, il surf, l’arrampicata, il baseball e il softball sono alle porte e spingono per entrare o rimpiazzare le discipline già presenti.

Oggi le speranze di innovazione sono tutte riposte nel neo Presidente, tra l’altro di nazionalità nipponica, Morinari Watanabe. Alcune voci di corridoio dicono che, durante i recenti Campionati del Mondo di Pesaro, si è parlato della coppia mista come l'opzione più probabile per lo sviluppo della disciplina nell'immediato futuro.

 

 

Gli scenari possibili 

Affinché gli uomini abbiano la possibilità e anche la voglia di cimentarsi in questo sport sarebbe a mio parere necessario creare delle regole ad hoc, così come già avviene per l’artistica maschile e femminile che si basano su codici differenziati. Regole che si basino sulle peculiarità fisiche e tecniche degli uomini e che siano in grado di valorizzarle, puntando magari più su forza, elevazione, coordinazione e dinamicità e meno sulla flessibilità. Per incoraggiare i giovani alla pratica sarebbe opportuno non solo coinvolgere le società sportive, ma iniziare dalle scuole e dalle Università, creando delle reti interne di competizioni così come hanno fatto in Giappone più di trent’anni fa. 

Lo sforzo maggiore rimarrebbe in ogni caso quello di superare alcuni retaggi culturali, eliminando banali e stupidi pregiudizi che ancora oggi permangono, anche tra gli addetti ai lavori. Non ci si stupisce infatti che in questo sport siano pochissimi gli uomini delle giurie internazionali, come ad esempio l'argentino Ariel Milanesio, e che tecnici e i giudici di sesso maschile siano in generale molto rari.

Eppure per eliminare tutte le perplessità basterebbe pensare alla danza in ogni suo stile, dove ormai l'idea del ballo come pratica esclusivamente femminile è stata ampiamente sdogata. Oppure al pattinaggio artistico, uno sport molto vicino al nostro, dove alcuni atleti ci aiutano ad immaginare una ritmica maschile molto credibile e spettacolare: dal celebre Evgeni Plushenko fino al nostro Luca Lanotte, che in coppia con Anna Cappellini ha vinto i mondiali 2014.

In fondo a volte i pregiudizi offuscano solamente la visione della realtà e limitano le infinite possibilità che può avere uno sport spettacolare come la ginnastica ritmica. Di sicuro un cambiamento è alle porte: resta solo da vedere come reagirà il mondo femminile della ritmica a questa enorme novità.

Sul forum esiste un'ampia discussione riguardo alla ritmica maschile: lasciateci i vostri pareri e le vostre impressioni!

 

 

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Beatrice Vivaldi

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