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I ricorsi: io valgo di più!

Durante i Campionati del Mondo di Pesaro il tema dei ricorsi è stato molto dibattuto sul forum, in quanto abbiamo assistito a lunghe interruzioni causate proprio dalla presentazione di reclami da parte di diverse delegazioni. Ponendomi dalla parte dello spettatore mi sono più volte chiesta come funzioni questa procedura, nello specifico: quando e quante volte un tecnico può richiedere durante una competizione la revisione del punteggio? Quali sono i criteri secondo cui questo può essere alzato o abbassato? Quali membri della giuria hanno il compito effettivo di rivedere l’esercizio e a chi spetta emettere il verdetto? E poi ancora, fare ricorso comporta un costo?

Per approfondire questo tema e fare un po’ di chiarezza abbiamo interpellato Adalgisa Di Fortunato, ex atleta e attuale tecnica della A.G. Comense, e Silvia Vicenzi, otto anni di esperienza come volontaria in Coppa del mondo che, a Pesaro, erano posizionate proprio al tavolo adibito alla gestione dei ricorsi.

In che caso e da chi può essere presentato un ricorso?

Il Regolamento FIG prevede che le tecniche accreditate in campo gara possano fare ricorso a seguito dell’assegnazione di un punteggio da loro ritenuto non idoneo alla prestazione della propria ginnasta. Questo ricorso può riguardare esclusivamente la nota delle difficoltà; non è quindi possibile farlo in merito al parziale dell’esecuzione o alle penalità di tempo o fuori pedana. Tutti i punteggi di esecuzione vengono infatti controllati dai giudici di riferimento nominati dalla federazione internazionale.

Quando va fatta la richiesta?

La richiesta di ricorso verbale deve essere fatta immediatamente dopo la pubblicazione del punteggio o, al massimo, prima che venga mostrato il punteggio della ginnasta successiva (oppure entro 1 minuto dalla pubblicazione del punteggio per l’ultima ginnasta in gara). Non appena la tecnica richiede che venga attivata la procedura i LOC Inquiry Officers hanno il compito di segnare l’orario e far partire un timer da 4 minuti. Entro questi 4 minuti la tecnica deve completare la richiesta scritta compilando un apposito modulo. Talvolta le tecniche si presentano al tavolo con il modulo già precompilato poiché sanno che il tempo a loro disposizione è poco. Proprio per velocizzare il più possibile la procedura e per evitare di rallentare la gara il modulo viene pubblicato prima dell’inizio della competizione sul sito federale.

Da chi e come viene esaminato il ricorso?

Il compito di esaminare il ricorso spetta alla Giuria Superiore che valuterà se questo è accettato o rifiutato, senza ulteriore possibilità di appello.

Da qualche anno la FIG si avvale del sistema IRCOS (acronimo di Instant Replay and Control System), una registrazione video che offre ai giudici la possibilità di visualizzare l'esercizio nei secondi che seguono in caso di richiesta. La Giuria Superiore visiona quindi il video della performance in questione, valutandone nuovamente il punteggio di Difficoltà.

Se il punteggio di D ricalcolato è uguale a quello ottenuto in precedenza, il ricorso viene respinto. Se il punteggio invece è differente, il ricorso viene accettato e quindi il punteggio viene di conseguenza modificato. Ovviamente il punteggio può essere sia alzato che abbassato, a seconda della valutazione della Giuria Superiore!

Il verdetto riguardo il ricorso deve essere comunicato entro la fine della rotazione (o gruppo) nelle gare di qualificazione e nell'all-around, oppure prima del punteggio della ginnasta o squadra seguente nel caso delle finali di specialità.

Il ricorso ha un costo?

Ogni ricorso non accettato ha un costo: 300 dollari statunitensi per il primo reclamo di ogni Nazione, 500 per il secondo e 1000 per il terzo; questo per scoraggiare ricorsi infondati che danneggiano anche le ginnaste successive, costringendole ad attese impreviste poco prima di entrare in pedana. Nel conteggio del costo vengono considerate come competizioni differenti le gare individuali e di squadra, quindi ad esempio il primo ricorso per un’individualista o per una squadra dello stesso Paese costano entrambi 300 dollari. Nel caso che il ricorso venga accettato e il punteggio venga quindi di conseguenza variato, non ci sarà invece alcun onere a carico della Federazione che lo richiede. Questo perché fare ricorso è uno strumento per evitare ingiustizie ed è diritto di ogni Federazione. 

Il costo non va espletato in contanti durante la gara ma è la FIG ad inviare in seguito la richiesta di pagamento direttamente alla Federazione interessata. Questo perché anni fa i ricorsi dovevano essere pagati immediatamente in contanti, che venivano poi restituiti in caso il ricorso fosse stato accettato, e tale procedura aveva provocato la falsa credenza che si potessero “pagare i giudici per alzare il punteggio”.

 

Inquiry Pesaro

Adalgisa e Silvia all'Inquiry Table di Pesaro con Irina Deriugina che sta compilando la richiesta per un ricorso

 


La nostra esperienza a Pesaro

Durante il Campionato del Mondo di Pesaro vicino al divanetto del Kiss & Cry era posizionato un tavolo in cui le tecniche, dopo aver visualizzato il punteggio sullo schermo, potevano recarsi per fare ricorso. Lì ci trovavano noi due in qualità di LOC inquiry officers, cioè addette ad avviare la procedura di ricorso. Durante la competizione abbiamo assistito a diversi ricorsi, per lo più nella gara individuale (alcuni ricorrenti per la stessa ginnasta in diversi attrezzi) e meno nella gara di squadra dove, con il codice dei punteggi attuale, le Nazioni al vertice riescono a raggiungere facilmente i 10 punti massimi nelle difficoltà.

Tra le Federazioni che più hanno contestato la giuria sicuramente troviamo l’Ucraina e l’Azerbaijan, che più volte si sono presentate al tavolo dell’inquiry. Irina Deriugina, in difesa delle sue ginnaste Victoria Mazur, Olena Diachenko e della squadra, si è letteralmente buttata sul tavolo quasi in lacrime più di una volta, incredula ma soprattutto arrabbiata per il punteggio assegnato dalla giuria. Ireesha Blohina, figlia di Irina e allenatrice lei stessa, in un'occasione ha addirittura tirato fuori il modulo già pronto da esibire. Nel loro caso i ricorsi sono stati quasi sempre rifiutati, generando una sorta di sfida aperta con la giuria; per cui spesso, ancora prima che uscisse il punteggio ucraino, il tavolo inquiry era già in allerta! In occasione dell’ultimo ricorso presentato per Mazur, durante la finale all-around, abbiamo anche assistito all'infelice scena della ginnasta quasi in lacrime che tentava di fermare l’allenatrice diretta alla nostra postazione.

Anche Mariana Vasileva, allenatrice dell’Azerbaijan, è stata spesso al nostro tavolo in difesa delle sue ginnaste Zohra Aghamirova, Ayshan Bayramova e della squadra. Un fotografo ci ha raccontato che in uno scambio veloce di battute Mariana ha espresso il suo disappunto verso la giuria che, a suo parere, non ha riconosciuto il valore del suo lavoro; la motivazione dei suoi ricorsi è stata a suo dire un modo per tentare di rendere giusti i punteggi per amore di questo sport.

Tra gli altri ricorsi ricordiamo anche quello della nostra azzurra Alexandra Agiurgiuculese, presentato dalla tecnica Magda Pigano dopo l’esercizio alle clavette della qualificazione. Il ricorso è stato accolto dalla giuria e le è valso l’aumento del punteggio di 0,20 punt, con il conseguente accesso alla finale per questo attrezzo.

Un ricorso che ha creato un po’ di agitazione al tavolo della giuria è stato quello per la giapponese Sumire Kita che è “arrivato dal pubblico”, cioè da una persona seduta sulla tribuna accanto alla postazione dei ricorsi - successivamente identificata come il Capo Delegazione del Giappone - che voleva consegnare direttamente il modulo. Poiché il regolamento impone che solamente le tecniche autorizzate in campo gara possano presentare ricorso, con una bella corsa il Capo Delegazione ha raggiunto la tecnica nel warm up e solo allora lei ha potuto recarsi al tavolo appena in tempo.

Buona parte dei ricorsi è stata effettuata nelle finali di specialità, specialmente dalle ultime ginnaste in gara in quanto pochi decimi potevano fare la differenza fra l’ottenere o meno una medaglia; oppure in qualifica, quando la variazione del punteggio poteva far la differenza fra l’accedere o meno ad una finale. A volte il ricorso è uno strumento di protesta verso una valutazione che secondo l'allenatrice non rispecchia il valore della prestazione, situazione non rara in uno sport dove il giudizio è umano e non misurato da strumenti elettronici. A volte esercizi tanto applauditi e seguiti dal pubblico non hanno poi ricevuto punteggi di vertice pur rimanendo tra quelli più belli e coinvolgenti di tutta la competizione.

Parlando di numeri durante i Mondiali di Pesaro sono stati presentati in totale ben 24 ricorsi. Per quanto riguarda la gara individuale dei 16 presentati solo 6 sono stati accolti, mentre gli altri 7 respinti. Nelle finali sono stati respinti quelli per Vladinova al cerchio e Halkina alla palla, mentre è stato accolto quello per le clavette di Zeng. Nella finale All-Around i 3 ricorsi presentati sono stati tutti respinti (Halkina palla e Mazur palla e cerchio). Per quanto riguarda le squadre nel concorso generale sono stati respinti i ricorsi di Spagna e Ungheria al misto e della Grecia ai 5 cerchi. Respinti anche quelli di Ucraina e Azerbaijan nella finale 5 cerchi e della Bulgaria nella finale al misto, dove invece sono stati accolti quelli di Ucraina e Azerbaijan. 

Tra le altre cose siamo rimaste colpite dall’umanità di questi colossi della ginnastica ritmica che arrivavano al tavolo dell’Inquiry piene di agitazione, quasi a cercare conferma del fatto che il punteggio non rispecchiasse il valore dell’esercizio. Abbiamo visto molte allenatrici preoccupatissime di non fare in tempo a compilare il modulo; altre, in difficoltà nello scrivere in lingua inglese anziché ad esempio con caratteri russi, si rivolgevano a noi per essere certe di fare tutto nella maniera corretta. Talvolta ci hanno chiesto riscontro in merito ai ricorsi presentati in precedenza dalla stessa Nazione, come ben si è accertata Madame Deriugina prima di procedere. Di certo abbiamo capito che per le allenatrici la richiesta di un ricorso è un momento di altissima tensione anche emotiva, perché dopo tutto il lavoro svolto per arrivare fino a lì ci si gioca tanto in pochi minuti, con le aspettative delle ginnaste e della nazione sulle proprie spalle. 

 

Per approfondire: Regolamenti tecnici FIG (da pag. 53)IRCOS by FIG

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Beatrice Vivaldi

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