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È l'ora del galà!

Dopo aver selezionato in questi mesi gli esercizi individuali che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nella storia della ritmica, la rubrica “Focus on” propone oggi un numero speciale dedicato ai galà. Ci siamo infatti divertiti a scovare su YouTube i video delle esibizioni fuori gara, trovando alcune "chicche" davvero curiose ed interessanti.
I galà sono dei veri e propri spettacoli organizzati spesso in chiusura delle competizioni e sono interessanti in quanto rappresentano l’occasione per vedere all’opera le proprie beniamine in vesti diverse rispetto a quelle da gara. Se inizialmente infatti le ginnaste venivano chiamate a riproporre i propri esercizi, con il tempo il galà si è trasformato in un vero e proprio show, simile - per intenderci - a quello proposto a conclusione delle gare di pattinaggio artistico. 

Queste speciali performance non hanno una durata fissa, non sono regolate da norme specifiche e spesso i body sono sostituiti da costumi originali, in linea con il tema musicale scelto. Un elemento che accomuna molti galà è l'utilizzo di accessori o vestiti particolari, riveduti e trasformati grazie proprio agli attrezzi della ritmica.

Ben si è prestato a questo scopo il cerchio, che spesso è stato “trasformato” in svariate forme: era il 2000 quando Elena Vitrichenko lo trasformò in un originalissimo cappello, per un’esibizione alla quale si è poi ispirata anche la bulgara Elizabeth Paisieva nel 2008. Liubov Charkashyna, bronzo ai Giochi di Londra, l’ha spesso impiegato invece come parte della sua lunga gonna di tulle, utilizzo simile a quello già presentato da Daria Kondakova nel 2010 a Corbeil. 

 


Molte ginnaste hanno preferito utilizzare i galà per dimostrare ed allenare ancora di più la loro abilità di maneggio. Ad esempio la plurimedagliata Alina Kabaeva, nel 2006, ha inserito nella sua danza del ventre una parte eseguita con un nastro incastrato ad un cerchio; mentre la connazionale Irina Tchachina, in occasione dei mondiali di Budapest 2003, ha utilizzato due cerchi. Anche l’italiana Julieta Cantaluppi, abilissima nell'utilizzo degli attrezzi, ha più volte presentato una routine con due cerchi, idea riproposta e rielaborata recentemente da Alina Harnasko che ha scelto di “giostrarsi” con due cerchi di diametro inferiore agli standard della ritmica. L'israeliana Nicole Zelikman invece ha mostrato tutta la sua abilità di maneggio e coordinazione abbinando un cerchio a una palla.

 

 

Sempre parlando di attrezzi doppi, musica e costume tradizionale per la due volte campionessa olimpica Eugenia Kanaevache al galà dei Giochi di Bejing ha proposto un esercizio con due nastri; così come recentemente ha fatto anche Alexandra Soldatova

Parlando di galà è impossibile non citare quelli proposti dalla squadra nazionale italiana, una garanzia di innovazione e qualità. È quasi impossibile scegliere un solo pezzo tra quelli proposti dopo le competizioni o al "Golden Butterfly Gala"; dal primo, immortale e patriottico ad Atene 2004, passando per l'elegantissimo "Regina della notte" - proposto anche in occasione del galà coreano "All Stars" - fino al divertente pezzo sull'orchestra, uno dei più originali e apprezzati dal pubblico.

 


Teli, scialli, stoffe nel galà non mancano quasi mai. Già negli anni '90 non era difficile vederli utilizzare dalle ginnaste più accreditate: Ekaterina Serebrianskaya nel 1997 ne scelse uno colorato in contrasto con il suo body, mentre il “cigno di Kiev” Anna Bessonova ne ha spesso usato uno bianco. Bellissima poi la campionessa olimpica di Rio de Janeiro Margarita Mamun, di rosso vestita, che con un leggero telo trasparente di grandi dimensioni è riuscita a creare splendide figure.

 

 

Alcune stelle della ritmica hanno optato per musiche o danze tradizionali, tipiche del loro Paese di origine: tra queste la georgiana Salome Pazhava e la spagnola Carolina Rodriguez. Hanno invece pensato ad una maschera la bielorussa Melitina Staniouta, elegantissima ai Mondiali di Stoccarda, e l'israeliana Irina Risenson, che a Calais nel 2009 si esibì con gli occhi quasi completamente coperti. C’è poi chi si è divertito “giocando” con le luci: come Yana Kudryavtseva, nell’originale esibizione di Thias nel 2014, e Dina Averina, che durante l’ultima tappa di Coppa del Mondo di Pesaro ha sorpreso gli spettatori indossando top e scaldamuscoli fluorescenti.

Infine c'è chi addirittura ha portato con sé in pedana un simpatico animaletto: vedere per credere!

 

Beatrice Vivaldi

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